MARINO BARTOLETTI/ Chi è il giornalista sportivo nella Giuria di esperti di Sanremo 2015

- La Redazione

Tra i membri della Giuria di esperti, che al Festival di Sanremo 2015 da questa sera avrà un compito fondamentale, c’è anche il giornalista sportivo Marino Bartoletti

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Marino Bartoletti

Tra i membri della Giuria di esperti, che al Festival di Sanremo 2015 da questa sera avrà un compito fondamentale e determinante per decretare i vincitori delle categorie Campioni e Nuove proposte, cè anche Marino Bartoletti. Nato a Forlì il 30 gennaio del 1949 è laureato in Legge e ha iniziato la propria avventura nel giornalismo quando il suo percorso universitario era ancora in atto. infatti del 1968 la sua prima collaborazione di rilievo, quella con “Il Resto del Carlino”. Tre anni dopo arriva al “Guerin Sportivo”, con direttore il compianto Gianni Brera. Due anni dopo passa a lavorare presso la redazione sportiva de “Il Giorno”, dove rimarrà fino al 1980. In questo periodo segue le competizioni sportive più importanti, spaziando dal calcio ai motori e arrivando a seguire anche i Giochi Olimpici. Dopo una fugace collaborazione con “L’Occhio”, il giornale lanciato da Maurizio Costanzo, arriva la chiamata di Italo Cucchi. il 1982 e Bartoletti diventa la firma di punta per il Guerin Sportivo, di cui poi sarà direttore in due diversi periodi (1987-1990 e 1993-1994), di Motosprint e Autosprint.

Nella seconda metà degli anni ’90 ha fondato “Calcio 2000”, di cui ha assunto anche la direzione, mantenuta fino al 2004. Inoltre, sempre negli anni ’90 e sempre in ambito cartaceo, si è occupato della creazione, stesura e pubblicazione della “Enciclopedia Panini del calcio italiano”, poi ripresa e pubblicata dalla Gazzetta dello Sport nella prima metà dei primi anni Duemila.

Il suo percorso professionale non si svolge solo nel mondo della carta stampata, sviluppandosi anche in televisione. Negli anni tra il 1982 al 1984 è al timone de “Il Processo del Lunedì”, mentre nella stagione ’84/85 arriva alla conduzione de “La Domenica Sportiva. L’anno successivo è quello del suo passaggio all’allora Fininvest, dove gli viene affidato il compito di dare vita alle prime trasmissioni sportive per delle reti private che trasmettono su tutto il territorio nazionale. Dopo una pausa di tre anni, nel 1990 torna a lavorare per la televisione, per quella che aveva lasciato come Fininvest e ora ritrova come Mediaset: viene infatti scelto come direttore della nascente redazione sportiva del gruppo e nell’annata ’90/91 conduce la stagione d’esordio di Pressing.

Nel 1993 è la mente di quello che ancora oggi è un programma di punta della televisione pubblica, ovvero “Quelli che il calcio”. La conduzione viene affidata a Fabio Fazio,  mentre Bartoletti cura l’aspetto prettamente sportivo della trasmissione. Tra il 1994 e il 1997 dirige la Testata Giornalistica Sportiva della Rai ed è sotto la sua gestione che sulla televisione di Stato ritorna la diretta del Giro d’Italia e del Mondiale di F1, oltre che quello di Motociclismo.

La sua attività si è espressa anche nella radio: sul finire degli anni ’90 e più precisamente nel 1999, ha partecipato alla creazione di “Radio 24”, l’emittente radiofonica de “Il Sole 24 Ore”. Gli anni Duemila lo hanno visto lavorare per RCS nel settore multimediale, mentre a partire dal 2007 è divenuto opinionista Rai per diverse manifestazioni sportive, mentre da due anni partecipa in pianta stabile a “Zona11pm”, programma sportivo che va in onda su Rai Sport 1. Sempre di questi primi anni del nuovo secolo è una sua poco fortunata sortita in politica: nel 2004 decide infatti di correre per la poltrona di sindaco della sua città e crea una lista civica appoggiata dal centrodestra: tuttavia la tornata elettorale lo vede sconfitto.

La sua grande passione per la musica, che si esplica anche nella sua buona capacità come chitarrista, ha fatto sì che già nel 2008 fosse chiamato a contribuire al Festival di Sanremo, facendo parte della Commissione incaricata di selezionare le canzoni in gara. Una curiosità: ama particolarmente la musica degli anni ’60 e nell’eterna diatriba su chi sia meglio tra Beatles e Rolling Stones si è sempre schierato a favore dei primi.

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