FRANCESCO SCIANNA/ Chi è lattore protagonista del film Latin Lover ospite a Le invasioni barbariche. Le sue paure e le sue trasgressioni

Tra gli ospiti deella puntata de “Le Invasioni Barbariche” in onda stasera su La 7 c’è anche Francesco Scianna, attore siciliano protagonista del film Latin Lover

11.03.2015 - La Redazione
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Francesco Scianna

Questa sera a Le Invasioni Barbariche, in onda su La7 alle 21.10, Daria Bignardi intervisterà l’attore Francesco Scianna, protagonista del film “Latin Lover” di Cristina Comencini. In attesa di scoprire quali saranno le domande della conduttrice per Francesco Scianna, possiamo rivedere alcune dichiarazioni fatte dall’attore in un’intervista di qualche anno fa rilasciata a Vanity Fair. In quell’occasione l’attore aveva parlato delle sue trasgressioni, ammettendo di avere un passatempo molto particolare: “A volte mi capita di guidare a occhi chiusi, però rpima mi accerto che non ci siano altre auto. E’ un modo per testare i miei limiti, chiudo gli occhi e conto fino a sei. Parlando delle sue paure, Scianna aveva invece dichiarato: “Mi fa paura l’idea di buttarmi col paracaduta ma se dovessi interpretare un paracadutista non mi tirerei indietro”.

Nella puntata de “Le Invasioni Barbariche” in onda stasera, grande curiosità, soprattutto nel pubblico femminile, ruota attorno alla presenza di Francesco Scianna. Il bellissimo attore tornerà sul grande schermo a partire dal 19 marzo, con il film “Latin Lover”, una pellicola in cui il quasi 33enne siciliano ha ritrovato Cristina Comencini, la regista che 13 anni fa gli concesse fiducia, assegnandogli per la prima volta una parte in un film destinato al cinema. La promozione del film che uscirà a breve nelle sale, sarà l’occasione per conoscere meglio il profilo di uno degli interpreti più apprezzati del panorama cinematografico italiano. Nato a Palermo il 25 marzo del 1982, Francesco Scianna è figlio di un ingegnere elettronico e di un’insegnante. Francesco, che frequenta il Liceo Scientifico a Palermo, rimane folgorato dal Chaplin di “Tempi Moderni”, e a soli 15 anni intuisce che la sua ambizione più grande si traduce nella recitazione.

Conclusi gli studi liceali, Scianna sceglie così di assecondare la sua passione, e a soli 18 anni fa i bagagli, lasciando il cuore in Sicilia, e intraprendendo gli studi all’Accademia d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico”. Conseguito il diploma in Accademia, Francesco Scianna si mette alla prova a teatro, e inizia a svolgere piccole parti all’interno di produzioni contraddistinte da un tratto in comune: la qualità. Ne sono la dimostrazione i ruoli svolti ne “Il Grande Torino”, o “L’odore del sangue”, dove Scianna, anche con compiti marginali, riesce a guadagnare la stima dei suoi colleghi e di registi di grande fama, quali Marco Bellocchio, la già citata Comencini, Stefano Incerti e Mario Martone.

Francesco Scianna si dimostra un professionista esemplare sul set: non è attratto dai capricci delle star; non ama i vizi legati, al gioco, all’alcool, alle auto, tipici di una generazione bersagliata da falsi miti. Forse, Francesco, deve la sua rettitudine agli insegnamenti del nonno, che dopo la lunga militanza nella Marina militare, si concentra sul nipote, impegnandosi a impartirgli poche, ma fondamentali regole che lo accompagneranno per sempre. La prima è quella di svegliarsi tutte le mattine alle 7:15, senza alcuna differenza tra giorni di festa e giorni di scuola. La seconda, non meno importante, è quella di non tardare mai a un appuntamento prestabilito; l’ultima, impone di trattare con “antico rispetto” l’altro sesso. Se per le prime due regole Scianna è osservante e rispettoso, per la terza è lo stesso Francesco ad ammettere qualche eccezione, confermando che in qualche occasione non ha saputo resistere alla tentazione di sfruttare il suo fascino innegabile, tenendo in poco conto i tempi lunghi che si addicono al corteggiamento classico.

Il ruolo più importante, e di conseguenza la popolarità, arriva soltanto nel 2009, quando Giuseppe Tornatore, dopo averlo sottoposto a mesi di provino per valutarne la capacità di interpretare un personaggio in tutte le fasi della vita, scrittura l’attore per “Baarìa”. Nel capolavoro di Tornatore, Scianna veste i panni di Peppino Torrenuova da Bagheria, mettendo in mostra tutta la sua capacità di emozionare, commuovere, appassionare, a seconda dei voleri di un regista come Tornatore, che ai suoi sottoposti chiede letteralmente “l’anima”. Il successo derivato dall’interpretazione in “Baarìa” procura a Scianna nuovi ruoli in pellicole di livello, quali “Vallanzasca-Gli angeli del male” e “Le cose che restano”, ma non sconvolge la vita di un uomo legato a sani principi, difficili da sradicare: sarà piacevole saperne di più nell’intervista di Daria Bignardi a “Le Invasioni Barbariche”.

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