HOME/ Un cartoon sul valore degli errori per la “riscossa” della DreamWorks

- Ilenia Provenzi

Il nuovo film di animazione uscito nei cinema dimostra che la DreamWorks sta cercando di tornare in vetta dopo la delusione agli Oscar. La recensione di ILENIA PROVENZI

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Una scena del film

“Quando gli alieni trovarono casa”. Si intitola così il libro per bambini di Adam Rex, pubblicato in Italia da Il Castoro, da cui è tratto Home, il nuovo film in animazione firmato DreamWorks. Viene spontaneo pensare a E.T., il piccolo extraterrestre portato alla fama da Steven Spielberg: in effetti, al centro della storia raccontata in Home troviamo lamicizia tra una ragazzina umana, Tip, e un alieno pasticcione di nome Oh, colorato, logorroico e goffo, ma proprio per questo adorabile. Oh appartiene al bizzarro popolo dei Boov, che ha invaso la Terra per nascondersi da un mostruoso nemico e ha costretto gli abitanti del pianeta a ritirarsi in Australia, in unarea di casette a schiera che diventa il ghetto degli umani.

Oh è a sua volta un emarginato, perché ha commesso un errore che ha rischiato di mandare a monte i progetti dei Boov minacciando la sopravvivenza di tutti, e ora è in fuga per non essere arrestato. Incontra così Tip, lunica ragazzina riuscita a evitare la cattura, una tipetta piena di risorse e decisa a trovare la sua mamma. Oh e Tip formano un improbabile duo che parte per un viaggio on the road ricco di avventure, imprevisti, inseguimenti e occasioni per conoscersi meglio, superare la diffidenza e diventare amici.

Fin dallinizio riconosciamo in Oh un piccolo antieroe, incapace di integrarsi e snobbato dagli altri Boov che preferiscono non averlo intorno. In più, Oh commette un passo falso, una svista in grado di causare un potenziale disastro. E a quel punto è marchiato. Eppure, chi non sbaglia? proprio questo – sbagliare – che rende umani. Si impara inciampando e poi rialzandosi. 

Gli sceneggiatori, gli stessi di Epic – il mondo segreto, costruiscono la storia partendo dal romanzo di Rex, ma concentrandosi soprattutto sullamicizia tra i due protagonisti, mentre la regia di Tim Johnson esalta la bellezza e i colori dei paesaggi attraversati durante il viaggio. Home è costellato di battute divertenti e gioca con una comicità frizzante, ma sa essere anche poetico e commovente man mano che ci si avvicina al finale. La musica pop e lanimazione plastica, attenta ai dettagli, completano il quadro, dimostrando che la DreamWorks sta cercando di tornare in vetta dopo la delusione agli Oscar, dove Dragon Trainer 2 è stato battuto dal disneyano Big Hero 6.

Per conquistare i bambini, Johnson punta su Oh, l’alieno dagli occhioni grandi e dalla lingua lunga, che da involontario traditore si trasforma in eroe battendo il rivale Captain Smek, pieno di sé, stupido e fifone come Re Julien di Madagascar. Perché gli errori si fanno, ma possono sempre trasformarsi in un’occasione per crescere e cambiare.

Nella migliore tradizione dei film d’animazione, Home porta avanti i temi classici (e molto attuali) dell’importanza della famiglia, dell’amicizia con chi è diverso e dell’accoglienza di chi cerca un luogo in cui sentirsi al sicuro. E così le avventure del piccolo Oh promettono di divertire, di conquistare i bambini e di portare la famiglia al cinema nelle vacanze di Pasqua.

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