PIETRO MENNEA/ Fiction Rai 1, lanalisi: lacrime di commozione per lo sprint finale. Ascolti ottimi, share al 25% (La freccia del sud, 30 marzo 2015)

- La Redazione

Pietro Mennea, commento puntata 30 marzo 2015: la fiction riporta in auge il mito del grande velocista di Barletta regalando, tra gioia e sofferenza, frammenti di un’esistenza unica

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Pietro Mennea - La freccia del sud

Ottimo risultato in termini di share anche per la seconda puntata della fiction dedicata al velocista pugliese Pietro Mennea, scomparso ormai due anni fa. Lultimo appuntamento, in onda ieri lunedì 30 marzo 2015, ha raggiunto il 25% di share, conquistando lattenzione di 6 milioni e 688 mila telespettatori, superando di quasi dieci punti percentuale Lo Show dei Record, il programma condotto da Gerry Scotti proposto invece dalla rete ammiraglia Mediaset. La trasmissione, infatti, si è fermata al 15.15% con 3 milioni e 753 amanti del piccolo schermo. Davvero una bella soddisfazione per tutti coloro che hanno lavorato al progetto, a partire dal regista Tognazzi fino allattore principale, che ha interpretato il bellissimo ruolo di Mennea, Michele Riondino. Confrontato poi con la prima puntata, si tratta di un nuovo traguardo: domenica 29 marzo lo share raggiunto era stato del 20. 33% (sufficiente comunque per aggiudicarsi la prima serata).

La prima puntata è stata un trionfo di ascolti: con 5.3 milioni di telespettatori e uno share del 20% Pietro Mennea La freccia del suD  è volato sul gradino più alto del podio, costringendo Il Segreto, diretto sfidante su Canale 5, ad accontentarsi della medaglia d’argento. E l’ultima puntata riuscirà a fare incetta di ascolti? Le premesse ci sono tutte: la curiosità di vedere la storia di Mennea traslata sul piccolo schermo che aveva accompagnato la prima parte si è arricchita di pathos e desiderio tanto che, ormai impregnati del suo ricordo, siamo desiderosi di vivere gli ultimi appassionanti momenti della sua carriera. Perché è ciò che riesce a fare questa seconda parte, a lasciarci con le lacrime agli occhi, carichi di commozione da una parte e di rammarico dall’altra, per non essere stati testimoni diretti, quando sul finale Mennea corre incontro alla sua ultima straordinaria vittoria. Una puntata che intreccia gli avvenimenti con ritmo serrato lasciando emergere sempre di più la figura di un personaggio che vive ogni sconfitta come una colpa, un campione che non accetta le cocenti delusioni ma che poi ha l’ardire di rimettersi in corsa e stabilire record incredibili. A fare da filo conduttore l’amore per Manuela che lo supporta e lo sprona, la fiducia di Vittori e l’orgoglio di una famiglia dal vissuto umile che lo segue alla tv e versa lacrime di gioia per ogni gara ma anche per la laurea conseguita. Pietro è un campione dall’animo semplice, un campione che non riesce a prendere la vita con distacco, ma ne vive intensamente ogni gioia e dolore, saziandosi della sua passione. Cade e si rialza, non un supereroe, ma un giovane di Barletta dalle scarpe rotte che ha stabilito il record di uomo più veloce del mondo con giubilo e devozione, portando i segni del sacrificio su ogni centimetro della pelle. Ritratto celebrativo che mostra anche le fragilità di un animo autentico. (Chiara Temperato)

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