BOARDWALK EMPIRE 5/ Oggi, 4 marzo 2015, non va in onda: ecco perché. Il riassunto dellultima puntata

- La Redazione

Boardwalk Empire 5, oggi 4 marzo 2015 non va in onda su Sky Atlantic: ecco perchè. La serie è terminata settimana scorsa e da oggi va in onda la terza stagione di House of Cards

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Boardwalk Empire

Oggi, mercoledì 4 marzo 2015, non andrà in onda su Sky Atlantic un nuovo appuntamento con la quinta stagione di Boardwalk Empire perché questultima è terminata settimana scorsa, con la puntata intitolata Eldorado. Al posto della serie creata da Terence Winter, il canale Sky inizierà a trasmettere la nuova stagione di House of Cards, la terza per la precisione, con le prima due puntate, intitolate rispettivamente Capitolo 27 e Capitolo 28.

L’ultima puntata in assoluto di Boardwalk Empire ci mostra come il tempo sia trascorso, mutando il mondo nel quale i personaggi si muovono. Il trascorrere del tempo è evidenziato dall’evoluzione subita dal rapporto tra Nuck (Steve Buscemi) e Margaret (Kelly Macdonald) che, nonostante i difficili trascorsi, è riuscito a sopravvivere in qualche modo, e consente ai due di voltarsi indietro e vedere la strada fatta insieme, seppur non in maniera costante. Grande simbolismo nell’ultimo ballo che i due si concedono sulle note di Bing Crosby, che risuona nell’appartamento ormai vacante, e a interromperli è una nuova famiglia, giovane e vogliosa di costruire un futuro insieme, ciò che i due ormai non hanno più. Questa serie, ben più di altre, si basa sul concetto della successione generazionale, con il vecchio che deve morire per mano del nuovo che avanza inesorabile. Se Nucky sta per cedere il proprio posto per sempre, finalmente trova il proprio ruolo di potere Luciano (Vincent Piazza), dopo aver baciano le mani di troppi boss prima di lui, accrescendo la propria rabbia e sete di sangue e soldi. Ha messo insieme le cinque famiglie mafiose di New York, ricoprendo il ruolo di conciliatore che fu un tempo, in altri luoghi, proprio di Thompson, instaurando rapporti anche con Chicago e Buffalo. E’ lui a decretare la fine del dottor Narcisse (Jeffrey Wright), che muore trivellato di colpi pochi giorni dopo Chulcky, tra le urla e le lacrime della sua gente, all’uscita dalla Chiesa.

Ecco forse la principale differenza tra i due. Il primo era rancoroso e odiava il mondo per motivi che neanche lui sapeva spiegarsi, mentre il secondo, fino all’ultimo, tiene sù la propria maschera d’elegante filantropo. Se per Luciano tutto pare volgere per il meglio, lo stesso non si può dire di Al Capone (Stephen Graham), che ha ormai raggiunto l’apice della sua breve carriera criminale da boss di Chicago, pur divenendo potentissimo in questo periodo, e a breve crollerà in tribunale. Fatale gli è stato l’omicidio di Van Alden, che ha creato il diversivo perfetto per consentire all’agente infiltrato di entrare in possesso del suo libro mastro. Ciò che le precedenti opere hanno negato ad Al è sempre stata una certa umanità. In questo finale però si raggiunge il culmine della sua evoluzione come uomo, afflitto costantemente da un enorme senso d’inferiorità. Qui invece consola il fratello Ralph, al quale riesce a strappare un ultimo sorriso prima della fine, ma la scena migliore è quella con suo figlio Stephen, la cui sordità ha da sempre faticato ad accettare. Sente il peso di lasciarlo solo, e quando il piccolo gli dice che vuole aiutarlo, lui lo stringe forte e gli confessa d’aver fatto tutto solo per amor suo. Ancora flashback per Nuck, evidenziando come lo abbia sempre contraddistinto una gran voglia d’ottenere con la forza tutto ciò che desideri. Non mancano di certo le porte in faccia, come quelle sbattute dal Commodoro ma, nonostante un aspetto gracile, le spalle di Nucky sono tanto forti da reggere il peso e rialzarsi prontamente. La vera maledizione della sua giovinezza è suo padre, che tormenta tutta la famiglia. Eli (Shea Whigham) avrebbe il fisico per fronteggiarlo, ma manca in carattere, come da adulto.

Nuck invece non ha timore, o quasi, e fronteggia l’uomo, perennemente ubriaco, al costo di ritrovarsi con un fucile puntato, e pronto a far fuoco. Enoch chiude i cerchi ancora aperti con Eli e Gillian (Gretchen Mol). Si rivolge al primo col sentore di essere vicino alla fine, e gli offre dei soldi e un rasoio, chiarendogli che ora dovrà cavarsela da solo in questo mondo. Il tentativo di riconciliazione con Gillian invece fallisce del tutto, con la donna che non sa cosa farsene dei suoi soldi in manicomio, e forse vorrebbe solo delle scuse sincere per come lui le abbia rovinato la vita, ma in ginocchio Enoch non sa proprio starci. Nelle ultime scene si comprende il perché della scelta del titolo. La Eldorado cui si accenna è la stessa Atlantic City, della quale Nucky ha un assaggio di cosa in futuro, attraverso una scena onirica al limite dell’allucinazione. Una città fondata sul denaro, delineatasi come porto franco, troverà il modo di restare in buona sostanza simile a se stessa, con un costante fluire di soldi e potere. Lui per non ne vedrà che questo assaggio, ma è consapevole che il suo percorso non sparirà del tutto, e che riuscirà a lasciare un’impronta in questo mondo, e forse questo è il desiderio ultimo di ogni uomini su questa terra.

La sua Atlantic City si evolverà, come’è giusto che sia, ma non cambierà mai la propria vera natura avida e inquietante. Ora però è tempo di andare, e non c’è luogo migliore per porre fine all’ultimo capitolo di Nucky Thompson che sul suo boardwalk. Tanti erano stati i dubbi in seguito alla morte di Jimmy Darmody, che era stato ben più di un co-protagonista, ma se il suo volto non è stato più mostrato, lo stesso non si può dire del suo fantasma, che ha tormentato tanti personaggi nel corso delle stagioni, rappresentando il rimorso maggiore di Nucky, che nella sua morte perpetra ulteriormente il tradimento nei confronti di Gillian, ma soprattutto sparandogli si ritrova a uccidere ancora una volta un figlio. Non c’è perdono per Nucky, che intuisce qualcosa non vada e rivolge lo sguardo verso le persone sbagliate, ovvero due agenti che crede essere dei killer. Alle sue spalle intanto si erge il giovane Joe, ovvero Tommy Darmody, che rivela il suo vero nome e fa fuoco con la rabbia di chi ha la morte nel cuore.

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