EMMA BONINO/ Chi è la leader dei Radicali malata di tumore ospite a Le Invasioni Barbariche. I commenti dei fan: “Avremmo voluto vederti al Quirinale”

- La Redazione

Stasera a Le invasioni barbariche ci sarà tra gli ospiti della puntata Emma Bonino. Nota esponente radicale è stata anche ministro degli Esteri. Ora è malata di tumore ai polmoni

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Foto: InfoPhoto

Emma Bonino sarà protagonista di una delle interviste condotte da Daria Bignardi all’interno del programma Le Invasioni Barbariche, in onda questa sera su La7. L’esponente radicale ha annunciato la sua partecipazione al programma in modo sobrio sul suo profilo Facebook: “Stasera 4 marzo, alle 21.10, su La7, sarò ospite di @dariabig a Le Invasioni Barbariche”. Il post ha ottenuto quasi 600 “mi piace” e 60 condivisioni nel giro di un paio d’ore. Nei commenti i fans dell’ex Ministro degli Affari Esteri hanno voluto farle sapere che si sintonizzeranno davanbti al televisore per seguire la sua intervista e nel contempo hanno approfittato dell’occasione per farle sapere che avrebbero voluto vederla Presidente della Repubblica: “Lo so…ti seguirò!!(è dal Napolitano -bis che mi sarebbe piaciuto che fossi diventata presidente della repubblica!!)”, ” Ci sarò! Sono ancora triste: la vedevo benissimo come Capo dello Stato”, “Ci sarò, avrei voluto vederla presidente della Repubblica.”.

Stasera a Le invasioni barbariche ci sarà tra gli ospiti della puntata Emma Bonino. Nata il 9 marzo del 1948 in provincia di Cuneo e più precisamente a Bra, laureata in lingue e letterature straniere presso la prestigiosa Università Bocconi, inizia la propria avventura politica nel Partito Radicale. A 27 anni da vita al “Cisa”, acronimo che sta per “Centro informazione, sterilizzazione e aborto” e nel 1976 arriva l’ingresso a Montecitorio. Per le attività poste in essere all’interno del “Cisa” si ritrova anche a essere arrestata. Nel 1979 inizia quello che è il suo primo mandato come parlamentare europeo e diviene una delle principali voci del Partito Radicale per quanto riguarda le battaglie sui diritti civili. Conserva lo scranno da deputata europea anche dopo le elezioni del 1984. A partire dalla seconda metà di quegli anni è tra i più attivi a livello internazionale nelle campagne a difesa dei diritti umani.

A inizio anni ’90 assume la presidenza del Partito Radicale transnazionale e transpartitico. Nel 1994 arriva a ricoprire la carica di commissario europeo alla Politica dei consumatori e agli Aiuti umanitari. La sua candidatura viene proposta dal governo Berlusconi e questo causa alcune discussioni all’interno del Partito Radicale. Gli anni a Bruxelles la rendono nota in tutta Europa e in più circostanze si rende protagonista di scontri molto accesi, uno su tutti è quello molto noto con Pino Arlacchi, all’epoca ricoprente il ruolo di “Alto commissario delle Nazioni Unite per il controllo delle droghe e la prevenzione del crimine”. I suoi anni alla Commissione europea sono ricchi di viaggi nei luoghi più pericolosi del mondo e nel 1997 subisce un sequestro di poche ore in territorio afghano, a opera dei talebani: una volta liberata non manca di far sentire la propria voce a denuncia delle condizioni della donna in quel Paese. Nel 1999, dopo aver lanciato la propria candidatura al Quirinale, decide di candidarsi con una lista che porta il suo nome alle europee e ottiene quasi il 10% dei voti. Tuttavia Prodi, nominato a capo della Commissione, decide di non chiamarla a far parte della sua squadra.

Emma Bonino decide di continuare la propria avventura a livello nazionale, ma nelle regionali del 2000 la sua lista non replica i buoni risultati delle europee. Nelle politiche del 2001 si presenta nuovamente con la sua lista, ma ottiene poco più del 2% dei voti. Alla fine di quell’anno decide di andare a vivere al Cairo e due anni dopo è promotrice di un’altra campagna a tutela delle donne, quella contro le mutilazioni genitali femminili. Nel 2004 torna come deputata al Parlamento europeo, eletta all’interno della lista che porta il suo nome. Nel 2006 abbandona definitivamente il centrodestra italiano e fonda la Rosa nel Pugno, prodotto dell’unione tra radicali e socialisti.

I risultati alle politiche del 2006 sono deludenti, ma eletta comunque in Parlamento lascia Strasburgo. A maggio dello stesso anno viene nominata titolare del dicastero per gli Affari Europei nell’esecutivo Prodi. La sua attività politica prosegue negli anni successivi e nel 2010 perde la sfida con Renata Polverini per la presidenza della regione Lazio, mentre nell’aprile di due anni fa è ministro degli Esteri nell’esecutivo Letta. A gennaio di quest’anno ha reso noto di essere in chemioterapia per un tumore ai polmoni.

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