TATTI SANGUINETI/ Chi è il regista e critico cinematografico ospite di Che tempo che fa. Il suo documentario su Giulio Andreotti

- La Redazione

Tatti Sanguineti, Gaetano all’anagrafe, è un regista ed esperto critico cinematografico. Sarà ospite stasera a Che tempo che fa, la trasmissione di Fabio Fazio in onda su Rai 3

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Tatti Sanguineti

Il regista e critico cinematografico Tatti Sanguineti, questa sera ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa, aveva portato a settembre dello scorso anno alla Biennale di Venezia nella sezione Venezia Classici il documentario “Giulio Andreotti – Il cinema visto da vicino”: un montaggio di spezzoni di film e immagini d’epoca. Per realizzare il documentario Sanguineti aveva usato brani della monumentale intervista che Andreotti gli aveva concesso “a puntate” tra il 2003 e il 2005.

Tatti Sanguineti, Gaetano all’anagrafe, è proprio quello che si dice un uomo dalla personalità poliedrica, e sarà ospite stasera a Che tempo che fa. un noto regista italiano ma anche un valente sceneggiatore, un bravo attore, un giornalista preparato, un autore televisivo competente, un documentarista attento, un autore televisivo di talento e un critico cinematografico obiettivo anche se ritenuto da qualcuno un pò cattivo. Nato a Savona il 15 dicembre del 1946 deve anche al suo segno zodiacale, probabilmente secondo gli amanti dell’astrologia, l’estrema vitalità che lo contraddistingue e che gli consente di svolgere le numerose attività con impegno costante. Già nei primi anni Ottanta, offriva la sua opera all’organizzazione della “Mostra del Cinema di Venezia”. Come giornalista invece ha dato il suo contributo a testate di rilevanza nazionale come L’Europeo, Panorama e La Repubblica.

La sua conoscenza del mondo cinematografico e televisivo lo ha reso uno dei più prolifici e preparati critici contemporanei. Celebre il suo documentario su uno degli uomini più importanti e longevi della vita politica italiana, il Senatore Giulio Andreotti. “Di lui non avete capito niente” fu l’espressione usata in quell’occasione da Tatti Sanguineti ricordando come, in più occasioni, Andreotti dedicò il suo lavoro alla salvaguardia del cinema italiano. Sua anche la biografia del celebre artista Walter Chiari realizzata per la televisione e trasmessa in ben sette puntate.

Ha recitato in una dozzina di film tra cui “Il Caimano” del collega Nanni Moretti, “Il Ritorno di Cagliostro”, diretto da Ciprì e Moresco con i quali ha anche realizzato un film documentario dedicato ai due grandi attori comici del cinema italiano Franco Franchi e Ciccio Ingrassia: “Come inguaiammo il cinema italiano – La vera storia di Franco e Ciccio”. Come Regista ha diretto, nel 2003, “La tivu di Fellini”. Una sorta di documentario dedicato alla vita ed alle indimenticabili opere del grande maestro. Il suo carattere ribelle lo portò, nel 1965, a commettere un gesto di protesta molto forte contro la chiusura del Circolo del cinema, a opera dei religiosi Scolopi; in pratica gettò sul palco del loro teatro alcuni polli vivi. In seguito si adopererà per trasformare il circolo Calamandrei di Genova nel cineclub Filmstudio.

Durante unintervista ha raccontato un aneddoto divertente seppur nella sua tragicità. Arrivato al Festival di Venezia, nel 1969, subì il furto dei bagagli da parte di una banda di teppisti. A causa di questo episodio indossò la stessa camicia per dodici giorni arrivando persino a puzzare a tal punto che nessuno volette sedersi al suo fianco in platea.

Apprezzato per le sue innumerevoli qualità e la sua profonda conoscenza della storia del cinema e della televisione, ha lavorato oltre che con l’immancabile Rai, anche per conto dell’emittente satellitare Sky e, naturalmente, per l’azienda Mediaset, sia con Canale 5 che per la consociata Rete 4, conducendo documentari tematici sul mondo del cinema e tutto ciò che ne è connesso. Coordina un progetto di ricerca per conto del Ministero dello spettacolo. 

Stasera presenterà Il cervello di Alberto Sordi. Rodolfo Sonego e il suo cinema, un libro che parte da lunghe conversazioni fra Tatti Sanguineti e uno dei personaggi forse meno noti, ma più singolari e influenti del cinema italiano nel periodo d’oro: Rodolfo Sonego, sceneggiatore di tutti i film maggiori di Alberto Sordi.

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