CSI – SCENA DEL CRIMINE 15/ Anticipazioni puntata 23 aprile 2015: la squadra torna a indagare sul killer di Gig Harbor

- La Redazione

CSI – Scena del Crimine 15, anticipazioni puntata 23 aprile 2015: la squadra tornerà ad indagare sul killer di Gig Harbor, dopo che viene ritrovato un’altra sua vittima

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CSI - Scena del Crimine

Torna anche oggi, giovedì 23 aprile 2015, la quindicesima stagione di CSI – Scena del Crimine su Fox Crime: a partire dalle 21.10 verrà trasmessa la quinta puntata intitolata Girls Gone Wilder (Conferenza di Sangue in italiano). Le anticipazioni rivelano che lagente Finlay, insieme anche a Morgan e Sara si recheranno ad una conferenza forense, provando a scacchiera un pochino dal lavoro quotidiano. La loro tranquillità, però, viene presto sconvolta da un sparatoria che fa molte vittime. A seguire, verrà mandato in onda anche lepisodio numero 6, intitolato The Twin Paradox (Il paradosso dei gemelli in italiano): la squadra si trova nuovamente da indagare a proposito del killer di Gig Harbor, che ha fatto unaltra vittima.

Gli agenti Sara Sidle (Jorja Fox) e Greg Sanders (Eriz Szmanda) si recano in un appartamento dove è stato ritrovato il cadavere di un uomo, Jack Smith. Gli agenti trovano notevoli quantità di sangue sia sul pavimento sia sui muri e notano sul collo della vittima una ferita da arma da fuoco. La biblioteca dell’uomo morto contiene diversi volumi che trattano di disastri biologici e calamità apocalittiche e Sara si accorge, dall’occhio dell’uomo, che la vittima potrebbe essere stata affetta da una malattia, in particolare potrebbe aver avuto una febbre emorragica. Vista l’enorme quantità di sangue presente sul luogo, Sara telefona al Centro per il Controllo delle Malattie per verificare o meno la presenza di un qualche agente patogeno nell’area interessata. Subito arrivano gli addetti alla sicurezza che mettono in isolamento la casa e invitano il medico legale ad indossare la tuta protettiva per entrare nell’abitazione e prelevare il cadavere. Sulla scena arriva anche D. B. Russell (Ted Danson), che viene informato sul fatto che i due suoi agenti saranno messi in quarantena in ospedale e che la scena del crimine verrà disinfettata da cima a fondo.

Sara e Greg vengono, quindi, portati in quarantena, dove saranno sottoposti a diversi esami e dove dovranno restare per diversi giorni. Dopo la sterilizzazione dell’ambiente dove è stato rinvenuto il corpo della vittima, tutte le tracce e gli indizi sono stati distrutti. Tuttavia, Greg ha scattato diverse foto della scena del crimine, così Morgan Brody (Elisabeth Harnois) e Nick Stokes (George Eads) si mettono subito al lavoro, esaminando minuziosamente le immagini perveute.In laboratorio, intanto, il dottor Albert Robbins (Robert David Hall), protetto da una tuta e in ambiente sicuro, sta eseguendo l’autopsia sul cadavere. Dopo aver verificato la presenza di sangue anche nei polmoni, il medico capisce che l’agente patogeno che ha infettato l’uomo è l’Ibare, un virus simile all’Ebola. L’esito viene comunicato contemporaneamente a Sara e Greg e a Russell, Nick e Morgan. Gli esperti, inoltre, informano gli agenti che per l’Ibare non esiste una cura efficace e che la mortalità si avvicina all’80%. Morgan e Nick devono trovare al più presto l’assassino perché potrebbe aver contratto l’infezione e, a sua volta, contagiare nuovi individui. Nick riesce a risalire all’identità della vittima: si chiamava Jack Weaver ed era un ricercatore di virus mortali. 

Inoltre, Nick scopre che una biologa inviata per studiare il virus conosceva Weaver, ma pur avendolo visto in sala autopsia ha fatto finta di non conoscerlo. La donna si giustifica dicendo di non averlo riconosciuto e ammette di aver lavorato insieme a Weaver finchè la società non ha deciso di licenziarlo a causa di alcune ripercussioni psicologiche accusate dall’uomo. Intanto, Morgan e Nick hanno il permesso di entrare nuovamente sulla scena del crimine e qui trovano il proiettile attrverso il quale risalgono a Shawn Steubens. Quando si recano dall’uomo, gli agenti scoprono, attraverso le finestre, che Steubens è anch’egli infetto. Steubens, tuttavia, viene salvato e ricoverato in quarantena e Nick ne approfitta per chiedergli cosa sia successo a Weaver. L’uomo racconta di aver visto entrare a casa di Weaver qualcuno con una tuta protettiva e di aver pensato che stessero preparando metanfetamine.

Steubens racconta di essere entrato armato per impossessarsi di una valigetta e, dopo essere andato nel panico alla vista di Weaver in quelle condizioni, di aver sparato accidentalmente a Jack. Shawn, inoltre, comunica di avere ancora la valigetta, custodita in casa sua. All’interno della valigetta, Morgan trova il computer dell’uomo e Russell incarica proprio Sara e Greg di effettuare le ricerche sull’hard disk direttamente dal luogo della quarantena. Si scopre che la dottoressa Lanning aveva avuto rapporti con Weaver fino a una settimana prima che l’uomo morisse e che dal laboratorio manca una fiala contenente il virus. La donna viene accusata di aver lasciato libero accesso a Weaver per impadronirsi della fiala e di utilizzarla su sè stesso per suicidarsi dopo aver causato accidentalmente un’epidemia in Bolivia. Tuttavia, i rilievi effettuati da Morgan sulla cassetta di sicurezza che conteneva la fiala, incastrano il legale della Lanning, il quale, ai tempi dell’epidemia, aveva visto morire tutta la sua famiglia a causa di Weaver. L’uomo aveva rubato la fiala e infettato Jack per vendicare i suoi familiari. Dopo l’arresto dell’uomo, Sara e Greg scoprono di non aver contratto l’infezione, in quanto il virus era in grado di sopravvivere solo 2 ore fuori dal corpo umano.

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