CSI – SCENA DEL CRIMINE 15/ Anticipazioni puntata 21 maggio 2015: la squadra ricerca prove per incastrare un omicida

- La Redazione

CSI – Scena del crimine 15, anticipazioni puntata 21 maggio 2015: la squadra indaga su alcuni omicidi, ma fatica a trovare le prove per incastrare il killer responsabile

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CSI - Scena del Crimine
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Torna in prima serata su Fox Crime, dopo il debutto di Wayward Pines della settimana scorsa, la quindicesima stagione di CSI – Scena del crimine: oggi, giovedì 21 maggio 2015, verrà trasmesso il tredicesimo episodio, intitolato “The Greater Good“. La squadra si troverà come sempre a risolvere alcuni difficili casi di omicidio. Questa volta, però, il responsabile balzerà subito agli occhi di tutti, il vero problema consisterà proprio nella mancanza di prove per incastrarlo. Ce la faranno a metterlo dietro le sbarre?

Nick Stokes (George Eads), Greg Sanders (Eric Szmanda) e Dave Phillips (David Berman) giungono sul luogo dove è morto un uomo, Bradley Weaks. Greg e D.B. Russell (Ted Danson) si recano nell’ufficio dell’uomo, al 30 piano di un edificio, dal quale Bradley sembra essere volato giù. Apparentemente, sembra che una specie di razzo sia entrato da una finestra per poi investire la vittima e buttarla fuori dall’altro lato dell’edificio. Greg raccoglie i frammenti di vetro presenti nella stanza e, una volta giunto in laboratorio, si mette al lavoro insieme a Finn (Elisabeth Shue) per ricostruire la finestra e cercare di capire cosa sia successo.

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Contemporaneamente, David Hodges (Wallace Langham) trova delle tracce di carburante aereo nei resti ritrovati all’interno dell’ufficio, escludendo, pertanto, che si sia trattato di un razzo e proponendo l’idea di un motore a getto. Nick fa una stima approssimativa di dove può essere caduto l’oggetto, recandosi insieme a Finn per ritrovarlo. Una volta sul posto, Nick e Finn si accorgono che l’oggetto ha colpito anche un taxi, riducendo in polvere qualcuno che stava al suo interno al momento dell’impatto. Dopo aver analizzato il veicolo e i resti del cadavere, Nick ipotizza che la seconda vittima potrebbe essere “l’oggetto volante stesso”, ossia un paracadutista con tuta alare e propulsori ai piedi. Morgan (Elisabeth Harnois) si occupa di separare i resti umani dall’attrezzatura, riferendo a Nick che la tuta presenta delle stranezze che ne fanno un prototipo più avanzato. Mentre i due stanno parlando, arriva Henry Andrews (Jon Wellner) a comunicare l’identità dell’uomo, un pilota dell’Aeronautica Militare, Robert Holland.

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In ufficio da Russell vengono ricevuti la moglie del defunto, Amanda, e il Maggiore Mills che riferiscono che il pilota stava effettuando dei test con la tuta ma che la sera dell’incidente l’uomo non era in servizio. Analizzando il paracadute dell’uomo, Nick e Greg scoprono che era stato manomesso in precedenza. Nick e il detective Kevin Crawford (Alimi Ballard) vanno a parlare con la responsabile della TRP Aeronautics, la compagnia con cui l’esercito collaborava per il test dei prototipi. La donna, Claudia Mason, li porta nel laboratorio dove incontrano il capitano Lance Ferris, il quale viene portato in centrale per un interrogatorio. Il capitano dice agli agenti che Claudia dava incentivi in denaro per chi effettuava test al di fuori del progetto. Poco dopo, l’uomo ha un malore e muore. Il dottor Robbins (Robert David Hall) effettua l’autopsia su Ferris e stabilisce che la causa della morte è un edema cerebrale. Dopo aver analizzato la scatola nera presente nella tuta di Holland, Hodges scopre che l’uomo era già morto prima di effettuare il volo.

Insieme a Greg, Hodges recupera i dati gps per stabilire da dove è iniziato il volo del pilota, risalendo alle Delmore Towers, di proprietà di Claudia Mason. Morgan e Greg si recano sul luogo per esaminare l’appartamento e vi trovano tracce di sangue e di liquido seminale. Si scopre che l’omicida di entrambi gli uomini è il Maggiore Mills, il quale aveva una storia con Holland. Dopo essere stato lasciato dal pilota il Maggiore l’ha ucciso e poi ha inscenato il volo con la tuta alare manomettendo il paracadute, mentre Ferris è stato eliminato con un diuretico che, combinato con la camera ipobarica, avrebbe causato l’edema cerebrale. Nel caso successivo, una ragazza chiede di parlare con Sara Sidle (Jorja Fox) dopo aver assistito all’omicidio di un uomo da parte del suo fidanzato. Il ragazzo, Slade, ha ucciso l’uomo dopo che questi aveva puntato una pistola contro i due per derubarli. Sara conosce la ragazza, Abby, grazie a un vecchio caso e si reca sul posto per vedere cosa è successo. 

Abby dice a Sara di aver ricordato una cosa successa 10 anni prima, quando il padre uccise tutta la famiglia e poi si sparò. La ragazza sostiene di ricordare che non è stato suo padre l’assassino e di aver sentito nuovamente lo stesso odore che sentì allora sull’uomo che uccise i suoi. In ufficio, mentre Abby fa la sua deposizione, Sara incontra Joanna, la tutrice legale della ragazza e, contemporaneamente, Greg cerca di rilevare sul corpo della vittima le sostanze presenti, trovandone più di 20. Russell chiama Sara per ammonirla per aver riaperto il caso ma, dopo averla ascoltata, le da il permesso di procedere. Inoltre, Sara trova un picco del gascromatogramma, che non è mai stato analizzato, nel rapporto tossicologico del padre di Abby. Russell chiede al dottor Robbins di ripetere il test, ma il campione del sangue è stato distrutto 3 anni prima, pertanto il corpo viene riesumato. Dopo aver effettuato nuove analisi, il medico legale trova tracce di tricloroetanolo nel fegato, cosa che fa capire che l’uomo fu drogato.

Morgan e Finn vengono incaricate di analizzare tutti i reperti che Sara mise da parte ai tempi del caso Fisher, e trovano un’impronta di un certo Garth Fogel, con precedenti per abuso sessuale. Nel frattempo, Henry si reca da Sara per avvisarla di aver rilevato nella tenda, oltre al sangue delle vittime, anche quello di un animale ancora non identificato. Inoltre, Henry dice di aver controllato il DNA delle vittime e di Fogel e di aver scoperto che quest’ultimo era il padre biologico della sorella di Abby, Hannah. Fogel viene interrogato da Nick e giustifica le sue impronte sul sacco a pelo della bambina a causa di un litigio avvenuto con la madre, che non le voleva rivelare la vera identità dell’uomo. Greg ricostruisce la scena del crimine per far rivivere ad Abby le ultime ore della famiglia e per vedere se riesce a ricordare qualcosa. La ragazza sostiene che l’uomo che ha sparato aveva uno stemma con le corna sulla giacca.

Nel frattempo, Henry identifica il sangue animale con quello di un alce, pertanto Finn e Morgan cercano uno stemma da club dei cacciatori della zona, risalendo al Legend Creek. Sara e Morgan vanno a parlare col presidente del club, Randy Pruitt, per farsi consegnare il registro dei cacciatori. Ad Abby vengono mostrate le foto e la ragazza ne riconosce uno, Donald Wraith. Quando gli agenti gli tendono una trappola, scoprono che Wraith è stato ucciso. Sulla pistola che ha ucciso l’uomo viene trovata una resina riconducibile alla tassidermia. Viene interrogato Randy Pruitt, di cui si trova anche anche un’impronta digitale nella tenda della famiglia Fisher. L’uomo confessa di aver fatto il palo a Wraith mentre cercava di approfittare della donna ma Sara lo incastra, sostenendo che Abby aveva riconosciuto il volto di colui che l’aveva rimessa nel sacco a pelo credendola morta. Pruitt viene arrestato e Sara ripercorre la sua personale vicenda familiare, molto simile a quella di Abby.

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