LUCIANO BONETTI/ Il giudice di Shark tank ed il suo personale motto

- La Redazione

Stasera avrà inizio Shark Tank, il talent show di Italia 1. Tra i cinque giudici di questa edizione del programma troviamo Luciano Bonetti, Presidente di Foppapedretti

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Luciano Bonetti

Su Italia Uno va in onda questa sera giovedì 21 maggio 2015 il nuovo talent Shark Tank, incentrato sulla capacità imprenditoriale di concorrenti provenienti da ogni parte dItalia. I vari progetti verranno esaminati con attenzione da una giuria di qualità composta da imprenditori che nel corso della propria carriera professionali sono riusciti ad ottenere diverse gratificazioni. Tra questi cè anche Luciano Bonetti, volto noto dellazienda Foppapedretti leader nel proprio settore. Bonetti nel dare un consiglio ai giovani concorrenti ha ricordato quello che è il suo personale e abbastanza chiaro motto se continui a fare quello che sai fare, resti il coe che sei.

Stasera, giovedì 21 maggio 2015, avrà inizio Shark Tank, il talent show di Italia 1 che va a riprendere per grandi linee il format di Dragons den, programma giapponese il quale prevede una giuria di imprenditori alle prese con progetti da finanziare o meno. Uno show che sembra riprendere alcuni motivi di programmi come The Apprentice o Boss in incognito, ricevendo ottima accoglienza anche in altri paesi, come Inghilterra o Stati Uniti. Ora tocca anche all’Italia e tra i cinque giudici chiamati a dare il loro parere sui progetti, c’è anche Luciano Bonetti.

Nato a Bergamo, il 3 febbraio 1948, Luciano Bonetti è un noto dirigente d’azienda, oltre che valente dirigente sportivo. Ha studiato presso il Politecnico di Milano, laureandosi in Ingegneria Elettrotecnica. Appena terminati gli studi ha iniziato a lavorare in Foppa Pedretti, in qualità di responsabile di produzione. Un ruolo nel quale ha mostrato ben presto ottime doti, tanto da essere promosso in due anni al ruolo di Direttore Commerciale della stessa azienda. Diventato Amministratore Unico nel 1981, ha mantenuto questa funzione sino al 1995, quando la Foppa Pedretti è stato trasformata in Società per Azioni. Per effetto di questo mutamento di ragione sociale, Luciano Bonetti è stato nominato Presidente del Consiglio di Amministrazione dell’intero gruppo. Un gruppo composto oltre che da Foppa Pedretti Technology srl, azienda che si occupa di prodotti in legno, anche da Plastikopolis, che elabora prodotti in plastica, e da L’Albero delle Idee, la quale si occupa a sua volta del commercio al dettaglio.

Oltre che come manager, è molto noto per il ruolo rivestito nelle fortune della squadra di pallavolo femminile della sua città, la Foppa Pedretti. Una squadra che è riuscita a vincere praticamente tutto, dallo scudetto, otto volte, alla Champions League, sette edizioni, proprio sotto la sua guida. Proprio di recente si è tornato a parlare di lui sotto la veste di dirigente sportivo, a causa delle voci trapelate riguardo ai suoi propositi di farsi da parte. Voci che hanno preoccupato non poco la città orobica e confermate solo in parte, nel senso che proprio Bonetti ha ribadito che non sarebbe comunque intenzione della sua famiglia scappare e lasciare la squadra che è diventato un vero simbolo dello sport italiano.

Oltre che di pallavolo, Luciano Bonetti è anche grande appassionato di golf. Abituato a giocare appena possibile, ha dovuto interrompere la sua assidua frequentazione sul green proprio per poter partecipare alle registrazioni di “Shark Tank”, che si sono tenute a Roma. Tra i suoi maggiori interessi, va annoverato anche quello per la tecnologia, in particolare di ultima generazione. Proprio l’innovazione è infatti da sempre al centro del suo modo di fare business e si può essere sicuri che in qualità di giudice dello show di Italia 1, proprio la stessa sarà uno degli elementi qualificanti che lo spingeranno ad optare per un progetto, piuttosto che per un altro. Per quanto concerne la vita privata, è sposato con Pinangela, una delle tre figlie di Ezio Foppa Pedretti, fondatore dell’azienda insieme al fratello Tito, nell’immediato dopoguerra.

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