MARIARITA COSTANZA/ Per la giudice di Shark tank nulla è impossibile

Tra i giudici di Shark Tank, il nuovo talent show che va in onda stasera su Italia 1, c’è anche Mariarita Costanza che, insieme agli altri colleghi, valuterà i progetti

21.05.2015 - La Redazione
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Mariarita Costanza

Parte questa sera su Italia Uno il nuovo e caratteristico format televisivo Shark Tank, nel quale una giuria qualificata composta da imprenditori vincenti, analizzerà e valuterà le idee imprenditoriali proposte dai concorrenti ed eventualmente finanziarle. Tra i componenti della giuria cè anche Mariarita Costanza, dirigente della Macnil del Gruppo Zucchetti. La Costanza ha portato avanti una carriera professionale davvero straordinaria che lha vista partire come sviluppatore software per poi arrivare ad essere una delle maggiori manager italiane. Una costante ascesa che ha visto come filo conduttore quello che è stato e continua ad essere il proprio motto: Nulla è impossibile a meno che tu pensi che lo sia.

Tra i giudici di Shark Tank, il nuovo talent show di Italia 1 che riprende il format di Dragon’s Den, c’è anche Mariarita Costanza. Lo show, che è indicato come una sorta di mix tra Boss in incognito e The Apprentice, vedrà cinque imprenditori valutare i progetti sottoposti da aspiranti manager e decidere se vale la pena di appoggiarli, o se invece è del tutto inutile investirci sopra tempo e denaro. Nata a Gravina, in Puglia, 43 anni fa, Mariarita Costanza si è laureata presso il Politecnico di Bari, in Ingegneria Elettronica. Nel 2001 ha creato insieme al marito, Nicola Lavenuta una azienda, la Macnil, ottenendo i fondi necessari soltanto mettendo come garanzia l’abitazione dei genitori, un rischio molto grande che però era evidentemente fondato su capacità imprenditoriali di sicuro livello, poi confermate dal successo incontrato. La Macnil, infatti, si è presto posta come un punto di riferimento nel settore della Information Technology in un territorio che pure ha sempre puntato sull’agricoltura e dove non esistevano poli tecnologici cui eventualmente appoggiarsi.

Già a distanza di un solo anno, però, l’azienda è diventata partner di Telecom Italia, sotto forma di forniture di soluzioni certificate di ICT. Diventata la maggior azienda operante nel settore del fleet management nel nostro Paese, la Macnil ha quindi potuto iniziare a ingrandirsi anche all’estero. Tra i progetti che sono stati realizzati dall’azienda pugliese, va ricordata in particolare la localizzazione Gps di cui gode Bari, tramite il progetto denominato Infosmartcity. Inoltre la Macnil si è dedicata con successo all’M2M, all’Internet of Things e alla Telemedicina. Nel corso del 2014 è poi stata inglobata dal Gruppo Zucchetti, ovvero il maggiore gruppo informatico tricolore, specializzato soprattutto nel software, di cui fa tuttora parte.

Come mamma di due bambini di dieci e sei anni è difficile immaginarla nella parte di giudice, ovvero uno di coloro che dovrà decidere se i progetti presentati dagli aspiranti imprenditori saranno degli di essere appoggiati, oppure da cestinare. Lei stessa, del resto, ha precisato durante una intervista rilasciata in vista del programma, di preferire anche nella vita reale un atteggiamento materno, ma allo stesso tempo determinato. Nella scelta delle idee da finanziare, userà comunque gli stessi criteri che vengono portati avanti nella sua azienda, dove non si punta tanto sull’idea, quanto sulla passione di chi la propone. Allo stesso tempo ha dichiarato che penalizzerà invece la mancanza di chiarezza sugli obiettivi futuri, il non avere idee chiare e non sapere in generale dove si vorrebbe arrivare. Un atteggiamento sciatto che secondo lei renderebbe difficilmente realizzabili anche le idee migliori.

Richiesta di un parere sul futuro del nostro Paese, Mariarita Costanza ha poi affermato che la strada migliore è proprio quella di affidarsi alle cosiddette startup, ovvero quelle aziende altamente innovative che possono fare da traino per uscire dalle secche indotte non solo dalla crisi economica, ma anche dal tramonto di alcuni settori che hanno permesso il boom nel passato. Startup che peraltro possono contare su un sistema più favorevole rispetto a quello incontrato da lei, con imprenditori pronti a finanziare progetti meritevoli, senza costringere chi vuole fare impresa a ipotecare la casa, come è successo a lei.

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