SHARK TANK/ I dubbi su quel “mix” tra Boss in incognito e The Apprentice

- Claudia Cabrini

Torna questa sera su Italia 1 il nuovo programma Shark Tank, una sorta di talent imprenditoriale importato dalla Gran Bretagna. Il commento di CLAUDIA CABRINI

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I giudici di Shark Tank

partito in prima serata su Italia 1 la scorsa settimana il nuovo format Mediaset importato dalla tv britannica Shark Tank. Anche stasera ritroveremo cinque investitori italiani, peraltro non molto conosciuti, pronti ad ascoltare le proposte che i giovani concorrenti presenteranno loro, per poi decidere quali finanziare e quali invece no. 

Un format copiato dal classico Dragon’s Den UK, e purtroppo copiato malino. Perché gli investitori in questione con il teleschermo ci sanno fare poco, e si vede. La qualità del programma, sin dalla prima puntata, ahimè non è sembrata più di tanto soddisfacente, nonostante le idee presentate in questo “talent imprenditoriale” non siano sembrano tutte banali. 

Tema comune il cibo, dalla polenta di Bergamo al Mais Corvino di Cremona, sono stati due concorrenti lombardi a farla da padrone fra tutti. Probabilmente perché capaci di vendere il loro prodotto nel modo migliore possibile, sono riusciti ad attirar maggiormente l’attenzione dei telespettatori, così come gli interessi degli “squali” decisi a dar loro un aiuto economico affinché la loro idea possa venir realizzata in grande.

I finanziatori in questione, dicevamo, sono stati presentati da Mediaset con l’ausilio di un sito internet di tutto rispetto, pronto a pubblicizzare la nuova produzione di Laura Casarotto nel migliore dei modi. Sono “cacciatori di idee”, allora, Fabio Cannavale di lastminute.com group, Gianluca Dettori di dpixel, Gianpietro Vigorelli, pubblicitario non meglio identificato. Anche una lady, nel cast, tale Mariarita Costanza del Gruppo Zucchetti, e con lei Luciano Bonetti di Foppapedretti. 

Forse un poco povera la presentazione che di questi esperti del marketing è stata fatta, lasciando conseguentemente lo spettatore nella balia di domande come: “Ma questi da dove sono saltati fuori?”. Cosa che, ovviamente, non si può dire giovi particolarmente a un format per l’Italia tutto (o quasi) nuovo e ancora da sperimentare. Sì perché Shark Tank, diciamocelo, ricrea la stessa ambientazione dell’inglese Dragon’s Den, ma la tensione e l’ansia da prestazione che la televisione british ha la capacità di ricreare in programmi come questo, Italia 1 almeno nella prima puntata non è riuscita a ricrearla rischiando, talvolta, di cadere nel purtroppo poco credibile. 

Nonostante sia ancora povero il riscontro di pubblico, commenti però positivi da tanti telespettatori. Sulla Pagina Facebook di Shark Tank Italia, infatti, soltanto poco più di 4000 i Like raggiunti fino ad ora, ma recensioni di utenti che confermano quanto la prima puntata li abbia incoraggiati a credere nelle loro idee e nel loro futuro. anche vero che non è corretto giudicare un libro dalla copertina, perciò anche per questo bisognerà aspettare di vedere almeno la prossima puntata, in onda stasera, per poter davvero tirar le prime serie somme. 

Quello che non possiamo evitar di notare, tuttavia, è che anche in Shark Tank l’aspetto dell’entertainment non è stato certo sottovalutato. Quasi fosse un mix fra Boss in incognito e The ApprenticeShark Tank si ripromette di dare un nuovo interessantissimo taglio alla programmazione serale di Italia 1, ma i dubbi a tal proposito – almeno da parte mia – per ora continuano a sussistere.

Da notare, inoltre, una nota del Regolamento di partecipazione al programma piuttosto… misteriosa: “Sia il PARTECIPANTE che gli INVESTITORI prendono atto ed accettano che ogni accordo eventualmente raggiunto durante il Programma sarà dunque subordinato alla conclusione di separato contratto di investimento tra il PARTECIPANTE e lo/gli INVESTITORI interessati, che si concluderà eventualmente, all’esito cioè di una “due diligence” che il PARTECIPANTE e lo/gli INVESTITORI svolgeranno, separatamente ed al di fuori del Programma stesso e che avrà lo scopo di consentire all’INVESTITORE di assumere tutte le informazioni necessarie ad eventualmente proporre un contratto di investimento al PARTECIPANTE. L’esito di tale attività, nel rispetto del principio di lealtà e buona fede, sarà ad insindacabile giudizio dell’INVESTITORE.. Sia il PARTECIPANTE che gli INVESTITORI riconoscono espressamente ed irrevocabilmente l’assoluta estraneità di TORO MEDIA e di RTI anche con riferimento a tale fase e pertanto rinunciano sin da ora a qualsivoglia azione o pretesa nei confronti di TORO e di RTI.”. 

Sottolineando il fatto che la formattazione della citazione qui sopra non sia affatto stata da noi modificata, quello che appare strano è proprio quell'”eventualmente” in grassetto. Che significa? Tutto spettacolo ma poca realtà? Che forse a telecamere spente gli investitori possano a tutti gli effetti cambiare le carte in tavola e non spillare più nemmeno un soldo? Chissà… Staremo a vedere!

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