CUCINE DA INCUBO 3/ Anticipazioni puntata 16 giugno 2015: Canavacciuolo al “Mangiarte” di Roma e poi a “La piazzetta” in provincia di Milano

- La Redazione

Stasera, martedì 16 gigno 2015, va in onda su Fox life, il terzo nuovo appuntamento con il reality Cucine da Incubo. prima di scoprire cosa sarà successo, vediamo il riassunto della puntata 

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Gli incubi di Antonino Canavacciuolo non sono ancora finiti. Questa sera ritroveremo lo chef su Fox Life per un nuovo appuntamento con il reality Cucine da Incubo 3. Gli episodi in onda stasera sono il settimo e l’ottavo di questa terza stagione. Antonino Canavacciulo si recherà prima a Roma, dove dovrà risollevare le sorti del Mangiarte, un ristorante-dolceria-pub-caffetteria-cocktail bar-galleria d’arte: nonostante sia aperto 24 ore su 24, gli introiti del locale non sembrano essere all’altezza di quello che ci si aspetterebbe. La seconda missione di Canavacciuolo lo porterà invece in provincia di Milano, a Cernusco sul Naviglio. Qui lo chef dovrà sistemare “La piazzetta”, ristorante che il giovane titolare non riesce a far fruttare a dovere. L’esperienza dello chef metterà il giovane imprenditore di fronte alle sue responsabilità e lo aiuterà a mettere a regime lo staff giovane e inesperto.

Lo chef Antonino Canavacciulo tornerà stasera su Fox Life con un nuovo appuntamento di Cucine da Incubo 3. In attesa del doppio episodio di stasera, ecco cosa è accaduto in quelli andati in onda settimana scorsa. Nel primo episodio lo chef arriva ad Alberobello, dove ad attenderlo ci sono Angelo e Francesca. Sono due fratelli che lavorano insieme in un bar-ristorante che si chiama La Foggia. Angelo è quello che è partito dal basso in questo settore, ovvero dal ruolo di lavapiatti, per poi arrivare a ventisette anni ad aprire un proprio ristorante. Sua sorella ha in seguito iniziato a lavorare con lui, gestendo il bar e servendo ai tavoli la sera. La ragazza ammette d’aver accettato all’inizio credendo che il tutto avrebbe portato una maggior sicurezza economica, ma le cose non vanno per il meglio e i due non fanno che litigare. I problemi alla base sono un menù fin troppo lungo, costi ridotti e porzioni enormi. La prima impressione dello chef è che sia un bar e non un ristorante, e come lui la penseranno molti clienti, che neanche ci mettono piede. Menù rovinato e 11 porzioni di antipasto a soli 10 euro. Una condanna al fallimento, soprattutto perché Cannavacciulo non salva neanche un piatto. Lo chef li chiama tutti ed ecco la scusa dell’emozione, che però non regge affatto. In sala non gestiscono le comande con un menù tanto vasto, e in cucina si preparano troppe cose insieme, proprio a causa delle richieste variegate. Francesca intanto non vuol sentir parlare di problemi in cucina, distaccandosene del tutto, per poi riportare le lamentele della salta. Il primo servizio è un vero e proprio disastro, e la colpa è quasi tutta da addossare al rapporto tra i fratelli, che il giorno dopo si ritrovano a dover lavorare per un’intera giornata fianco a fianco, inseriti in una maglia da gemelli siamesi. Angelo scopre le difficoltà che incontra ogni giorno Francesca e viceversa. I due iniziano a capire il perché del nervosismo costante dell’altro. Ciò li porta alla sera ad essere più sereni, ma di certo lavorare in queste condizioni non aiuta il servizio. La gente si lamenta ma passerà. Il giorno dopo si passa a fare pubblicità con delle calamite apri bottiglia che hanno dipinto sopra una mappa per raggiungere il locale, che intanto viene rimodernato. Ora sembra davvero un ristorante e ogni cliente farà un selfie che verrà stampato automaticamente alla cassa, così da creare una parete ricordo. L’emozione è tanta per il nuovo locale e i nuovi piatti, semplici ma squisiti, e che sanno esaltare la tradizione pugliese. Il servizio finale è uno spettacolo, con un cliente che addirittura chiede di poter entrare in cucina soltanto per stringere la mano allo chef Angelo, che si emoziona. Ogni cliente, soprattutto i più giovani, scattano una foto del proprio tavolo, e tutti i commensali immortalati hanno un sorriso incredibile sul volto. Buon segno. Nel secondo episodio Cannavacciuolo si dirige a Rocca di Papa e subito iniziano i problemi. Il locale Vecchia Stazione risulta difficilissimo da trovare, soprattutto a causa dell’insegna consunta. L’esterno del locale è trascurato, così come l’interno, con piatti rovinati e tanta depressione tra il personale. A gestire il locale dovrebbe essere Pino, che soffre per la partenza di Fabiano, suo figlio minore, e vive nel ricordo del successo degli anni passati. Ora non fa altro che rintanarsi nel retro del locale a guardare la televisione. Sua moglie Sabrina è la chef, ma sente la pressione del marito e del figlio maggiore, che gestisce la sala insieme a un altro cameriere. Cannavacciuolo assaggia alcuni piatti e non ne salva neanche uno. Dopo il primo servizio però è fin troppo chiaro che l’atmosfera deprimente la fa da padrona e tutto ciò non può far altro che allontanare i clienti. Pino sparisce a metà del servizio e lo chef non è in grado di capire quale sia il suo ruolo lì. Non fa il proprietario e non aiuta alcun reparto, dedicandosi soltanto per alcune ore ad assillare sua moglie ai fornelli. In sala le critiche sono tante e alcune comande vanno gettate perché i clienti iniziano ad andare via. Cannavacciuolo parla con tutti al termine della serata, ma soprattutto con Pino, dicendogli che occorre ripartire da dentro, per poi passare al pratico. Lui ha gettato la spugna e così stanno facendo anche gli altri inevitabilmente. Il mattino seguente Cannavacciuolo dice d’essersi svegliato presto per andare a fare alcune domande alla gente del paese. Chiede loro un commento sul ristorante e molti non ne conoscevano neanche l’esistenza. I ragazzi ricordano delle serate da piccoli, ma il locale non si è evoluto, restando legato al passato e ora per molti è semplicemente vecchio. La depressione generale è stata colta da molti e un conoscente del proprietario credeva addirittura Pino avesse gettato la spugna da tempo. Si tratta di un vero e proprio colpo al cuore per Pino, che viene poi portato con la sua famiglia su di un promontorio, così da urlare al paese dall’alto i buoni propositi per ripartire. Si tratta di un esercizio utile che carica il gruppo, in vista anche delle migliorie apportate al locale dallo staff dello chef. Ecco i nuovi piatti da preparare, una nuova insegna e un bel po’ di gente per il servizio serale, così da mettersi alla prova e far ripartire il passaparola. Tutto è diverso e il servizio è un successo. Cosa più importante però ecco la vera sorpresa di serata, il figlio Fabiano tornato in vista dall’Irlanda. La Vecchia Stazione è ripartita e, sorridendo, lo chef si allontana.



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