ANNOUNO/ Il dibattito su coppie gay e matrimonio. Riassunto e ospiti puntata 4 giugno 2015

- La Redazione

Announo, riassunto puntata 5 giugno 2015: ecco gli ospiti e il dibattito nello studio di Giulia Innocenzi. Si è discusso di coppie gay e matrimonio, con diversi servizi e interventi

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Giulia Innocenzi e Michele Santoro

Ieri sera Giulia Innocenzi ha condotto su La7 una nuova puntata di AnnoUno. Questa settimana si è parlato in trasmissione dei matrimoni gay e del diritto delle coppie omosessuali alla genitorialità. Ospiti in studio pronti a discutere di queste tematiche con i 21 giovani, c’erano Aldo Busi e Monsignor Domenico Sigalini. Il primo è venuto a rappresentare il punto di vista delle coppie gay, mentre il Monsignore, che è anche Vescovo di Palestrina, ha illustrato il parere della Chiesa sull’argomento. Per iniziare la puntata, ecco l’editoriale curato da Michele Santoro. Il giornalista se l’è presa quest’oggi con Matteo Renzi e Matteo Salvini. I due leader del momento sembrano secondo Santoro dei conduttori televisivi piuttosto che dei politici.

Vanno in tv ogni giorno, si fanno intervistare in tutti i talk show e i problemi del Paese chi pensa a risolverli? Eppure per gli Italiani sembra andare tutto bene, come se non se ne rendessero conto, anzi apprezzano le parole di Salvini perché lui sa dire esattamente ciò che il popolo vuole sentirsi dire, andando ad attribuire tutti i problemi dell’Italia solo ed esclusivamente all’immigrazione clandestina e ai Rom. Terminato l’editoriale di Santoro si è iniziato a parlare di omosessualità e subito è stata mandata in onda un’intervista a un uomo, Luca di Tolve, che dice di essersi convertito dall’omosessualità all’eterosessualità e di essere ora padre di due figli. Insomma, un po’ come accade nella canzone “Luca era gay” di Giuseppe Povia, che lui infatti sostiene di aver ispirato. Negli Stati Uniti ci sono donne, come Nancy, che si mettono a disposizione per portare in grembo dei bimbi che poi vengono consegnati, una volta nati, a delle coppie gay. Per questo i genitori sono disposti a pagare fino a 100.000 euro.

Monsignor Sigalini è stato categorico su questo aspetto. Due uomini possono volersi bene e anche amarsi, ma la famiglia deve essere composta da un uomo e da una donna per potersi definire tale. Aldo Busi, adirato, ha preso allora la parola per affermare che la Chiesa ha una sua morale che non deve entrare nell’etica dello Stato Civile. Altrimenti si fa come nei paesi di religione musulmana. Ma noi siamo in Italia e la religione deve restare fuori dallo Stato. Nel frattempo anche i ragazzi in studio si dividono tra chi condivide il fatto che le coppie gay possano avere bambini e chi è invece assolutamente contrario. Monsignor Sigalini risponde ad AldoBusi sostenendo che le sue affermazioni si basano su ricerche concrete che sono state fatte e che dimostrerebbero che i bambini inseriti in quei contesti diversi dal solito si troverebbero in difficoltà. Busi risponde senza mezzi termini invitando la Chiesa a non mettere il naso nelle faccende di cittadini adulti e consenzienti.

Andrea Casadio ha realizzato un servizio molto accurato in cui ha voluto illustrare cosa accade all’estero, dove esistono già coppie omosessuali con figli. A San Diego, ad esempio, per avere figli è possibile rivolgersi a un’agenzia di surrogazione e molte coppie lo hanno già fatto. Anche Andrea e Dario, omosessuali, hanno avuto due figli, ma in Canada. Loro non hanno pagato per averli e spiegano che con la madre dei loro due bambini hanno un rapporto speciale. Valentino Agunu interviene però paragonando i figli nati in questo modo agli Ogm e criticando fortemente il fatto di considerare la maternità come se fosse un lavoro. Secondo Andrea e Dario la madre surrogata geneticamente è come se non fosse la mamma del bambino, ma anche Aldo Busi si sente critico nei confronti di questa pratica perché crede che non si possa adottare un bambino sapendo che lo stesso fuori ha una mamma. Allora se si hanno tanti soldi da spendere e un desiderio forte di paternità, perché non adottare un orfano? Intanto nell’ambito della Chiesa c’è chi organizza corsi per uscire dall’omosessualità. Questo stato viene percepito come una malattia da cui si deve guarire e questo per Busi è completamente sbagliato. A doversi curare, dice lui, è chi pensa e sostiene queste cose.

Il prof. Nicolosi, dal canto suo, ha spiegato come l’omosessualità sia da rintracciare in una sorta di trauma subito da bambini che porta a non sviluppare la mascolinità che sarebbe necessaria. Sigalini persiste nella sua idea che gli omosessuali non dovrebbero avere figli e ritiene che sia giusto che queste persone possano fare un percorso, che non deve essere inteso come cura, che possa portarli a capire cosa è successo nel loro passato. In molti casi, ad esempio, si trovano dei pregressi di violenza. C’è stata poi la testimonianza di un uomo che è cresciuto con due mamme, un figlio della surrogazione. Egli ha raccontato di un’infanzia non felice, anche se le sue due madri non gli hanno fatto mancare nulla. Busi intanto si è schierato anche contro i giovani presenti in studio, accusandoli di essere dei preti in civile, troppo influenzati dalle opinioni della Chiesa per pensare liberamente, da laici. Da qui si accende un dibattito molto acceso tra Busi e i ragazzi, con la Innocenzi che da’ del maleducato allo scrittore perché quest’ultimo si è messo ad urlare. Alla fine quando la conduttrice annuncia che deve chiudere il programma, Busi gioisce dicendole che per lui è una vera liberazione. Con questo tono un po’ polemico e di caos generale si è chiusa dunque questa puntata di AnnoUno.

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