Per Grazia Ricevuta/ Su Rete 4 il film commedia diretto ed interpretato da Nino Manfredi. Video trailer

- La Redazione

Nel pomeriggio di oggi, mercoledì 5 agosto 2015, Rete 4 propone il film commedia “Per Grazia Ricevuta”, diretto ed interpretato da Nino Manfredi. Vediamo la trama della pellicola

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Andrà in onda tra poco ‘Per Grazia Ricevuta‘, un film del 1971 di Nino Manfredi. La storia parla di Benedetto Parisi, che si ritrova su un tavolo operatorio perchè scampato ad un brutale tentativo di suicidio. Con continui flash back, la pellicola racconta la storia dell’uomo partendo dalla sua infanzia, mostrandone la rigidissima educazione religiosa che, volente o nolente, lo ha accompagnato e condizionato per la vita intera. Ad imporgli questi precetti la burbera zia libertina ed in seguito i frati cui era stato successivamente affidato perchè, caduto in un fosso e sopravvissuto, era stato ritenuto miracolato e scampato a morte sicura. L’amicizia con Oreste Micheli, anni dopo, lo aveva allontanato dalla Chiesa e dalla fede e gli aveva concesso – almeno così credeva- un po’ di pace…Eventi imprevedibili, però, lo porteranno sulla vecchia via…Clicca qui per vedere il trailer della pellicola.

Alle 16.20 circa di oggi, mercoledì 5 agosto 2015, Rete 4 manderà in onda il film ‘Per Grazia Ricevuta‘, opera prima del regista Nino Manfredi che, per questa pellicola, da lui stesso interpretata, vinse il premio riservato alla miglior opera di esordio al Festival di Cannes. La vicenda, raccontata nell’arco di oltre 120 minuti, vede protagonista Benedetto Parisi (Manfredi), un uomo che si trova in disperate condizioni dopo aver tentato il suicidio. Per cercare di salvarlo, è stato richiamato un noto chirurgo, autorizzato dalla sua compagna Giovanna (Delia Boccardo), che è in stato interessante, a svolgere un intervento che si preannuncia estremamente pericoloso. Di poco sostegno invece la madre della donna, Immacolata (Paola Borboni), che si augura con tutta evidenza la morte di Benedetto, che le fornirebbe il pretesto per dare la figlia in sposa ad un facoltoso avvocato suo conoscente di lunga data.

La narrazione procede a strappi, con continui flashback sull’esistenza di Benedetto. Si parte dall’ infanzia, che lo vede vivace accudito da una zia (Antonella Patti) dedita al libertinaggio, ma pronta a rimproverargli ogni comportamento che non sia in linea con la sua rigida educazione religiosa. La donna, costantemente attenta a trovare un modo di liberarsene e sempre molto rigida e impietosa, crea in Benedetto una serie di timori ed insicurezze ingiustificate tali da rendergli praticamente impossibile il sonno a causa di rumori imputabili, secondo la zia, al rimorso per i suoi comportamenti. Questo clima parossistico continua anche quando Benedetto si accinge a ricevere la prima comunione con Don Quirino (Pino Patti), pronto a distribuire ai ragazzini effigi di santi deputati alla loro protezione. Il santo di Benedetto è Sant’Eusebio, canonizzato per il suo martirio sul rogo. Una notte il ragazzo orprende la zia insieme al suo amante, Giovanni, che però viene spacciato dalla donna per Sant’Eusebio. Il giorno dopo Benedetto, evidentemente non convinto della spiegazione, va ad ispezionare l’armadio in cui aveva trovato Giovanni e proprio mentre è nascosto nel mobile, vede la zia completamente nuda, una visione che gli provoca una crisi di pianto. Picchiato dalla zia, il suo rimorso viene poi accresciuto dalla minaccia di non poter avere un’assoluzione per i suoi peccati. 

In questa atmosfera le difficoltà di Benedetto diventano sempre più evidenti e sfociando in una disperata fuga durante la celebrazione del Sacramento della Comunione. Il ragazzino infatti, non sentendosi degno di ricevere l’ostia, corre verso un dirupo e riesce inspiegabilmente a salvarsi. L’evento viene salutato dai paesani come miracolo, tanto da spingerli a trattare il ragazzino come una sorta di icona e a condurlo in processione. La zia, approfittando di quanto successo, riesce finalmente a liberarsi di lui e ad affidarlo ad un convento francescano. Nella struttura, il ragazzino cresce con la convinzione di essere stato stato effettivamente salvato da un miracolo e si presta in qualità di manovale per tenersi lontano dalle tentazioni mondane. La sua sostanziale semplicità viene presto ricompensata dal’affetto suscitato nei frati, i quali vorrebbero favorirne l’entrata nell’ordine. Benedetto, però, è roso dai dilemmi, e viene per questo mandato dall’abate a fare un minimo di esperienza nel mondo esterno, affidato a zi’ Checco (Tano Cimarosa), un venditore ambulante che frequenta abitualmente il convento. Il ragazzo ha ormai iniziato a sentire un richiamo sempre più forte verso le donne tale da provocare un conflitto evidente con la sua formazione religiosa. Quando decide di farsi frate, l’abate comprende come invece il suo posto non sia nell’ordine, decidendo allo stesso tempo di mandarlo via, per aiutarlo a capire cosa realmente voglia dalla vita. Benedetto inizia da quel momento a fare il venditore ambulante di intimo, una attività che lo porta ben presto ad un dissidio con gli stessi religiosi. La svolta avviene quando conosce Oreste Micheli (Lionel Stander), un farmacista ateo che prova subito grande simpatia per lui, tanto da cercare di allontanarlo definitivamente dall’equivoco in cui continua a sguazzare. Benedetto, alla fine, si innamora della figlia del farmacista, trovando finalmente il sollievo a lungo cercato. Quando Giovanna, anche lei vergine, convince Benedetto a liberarsi finalmente di ogni inibizione, l’uomo viene a trovarsi di nuovo alle prese con un dilemma. Vorrebbe sposare la ragazza, temendo però di offendere le idee del farmacista, un libertino che non ha mai nascosto le stesse. Il dilemma si ripresenta nel corso del matrimonio, quando il suo esitare convince Giovanna a dire no alla rituale formula per aderire alla decisione, presa di comune accordo, di convivere. Dopo un breve periodo di pace Benedetto assisterà alla morte di Oreste. Spinto dalla suocera Immacolata, che vuole approfittare della mancanza di conoscenza dell’uomo, bacia il crocifisso ed interpreta quella come una nuova conversionene che lo turberà tanto da spingerlo al suicidio. Benedetto riuscirà infine a salvarsi, attribuendo la sua guarigione ad un nuovo ennesimo miracolo.



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