MATTINO 5/ Anticipazioni: la morte di Eligia e le polemiche sullimmigrazione. Riassunto ultima puntata (oggi, 10 settembre 2015)

- La Redazione

Mattino 5 torna in onda anche oggi, giovedì 10 settembre 2015, sul piccolo schermo di Canale 5 per una nuova puntata in cui si discuterà di immigrazione e della morte della 36enne Eligia

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Mattino 5

Il contenitore della mattina di Canale 5, Mattino 5, torna anche oggi – giovedì 10 settembre 2015 – con il penultimo appuntamento di questa prima settimana di messa in onda. Come anticipato nella puntata di ieri dai conduttori (clicca qui per vedere la breve clip disponibile su Video Mediaset), oggi Federica Panucucci e Federico Novella torneranno ad occuparsi del caso della morte di Eligia, una donna di 36 anni incinta di otto mesi che è stata trovata senza vita. In seguito, non mancherà una parentesi in merito al fenomeno dellimmigrazione. In attesa della messa in onda, ecco che cosa è successo ieri: la cronaca è stata al centro di tutta la prima parte del programma, per una puntata che è stata dedicata a diversi argomenti di attualità, dall’immigrazione ai costi della politica. In apertura di puntata Federica Panicucci si è occupata di alcune notizie che sono alla ribalta sui giornali e sui media in questi giorni. Il primo è il caso di Scattone, che uscirà a breve dal carcere e al quale è già stata affidata una cattedra in un liceo, dove insegnerà psicologia.

Era il 9 maggio del 1997 quando un proiettile colpì alla testa Marta Russo, che morì cinque giorni dopo per le gravi ferite alla testa e Scattone fu condannato a cinque anni per omicidio colposo. Il tutto accadde all’Università “La Sapienza”, dove la ragazza stava passeggiando insieme a una sua amica. Nel confermare la condanna per Scattone, la cassazione ha deciso di non dargli la pena accessoria e dunque di non togliergli l’abilitazione all’insegnamento. Così ora si è deciso che Scattone debba andare a insegnare all’istituto Luigi Einaudi di Roma. L’uomo si è detto stufo di queste polemiche e ha dichiarato anche di essere disposto a fare un altro lavoro se riuscisse a trovarlo. Ma cosa ne pensano agli studenti? Non tutti vorrebbero avere come professore una persona che ha la fedina penale sporca e che è stato autore di un omicidio, seppure colposo. Le polemiche infatti non sono mancate, ma lui è inattaccabile, perché è la legge a consentirgli di insegnare. Il secondo caso è invece quello di Luigi Chiatti, il cosiddetto mostro di Foligno, che ha ucciso due bambini e che ora è stato destinato a una struttura protetta a Capoterra. Le persone che abitano in questo piccolo comune a 15 km da Cagliari sono rimaste fortemente sorprese e non tutti sono d’accordo.

Molti temono addirittura per l’incolumità dei loro bambini che vanno a giocare nei parchi del paese, anche vicino a quella struttura. Il sindaco però ritiene che la paura sia infondata perché Chiatti non può circolare liberamente ed è controllato a vista. Altro caso di cronaca di cui si sta parlando molto in questi giorni è quello relativo alla morte di Eligia, la donna incinta di otto mesi che è morta in circostanze misteriose nella sua abitazione. Suo marito aveva parlato subito di un malore, ma l’autopsia ha dimostrato che la morte della donna è stata causata da un soffocamento meccanico. Si è trattato dunque di omicidio e ora il primo e unico indagato è proprio il marito di Eligia, nonchè padre della piccola Giulia, che non è riuscita a nascere. Letale le è stato infatti il ritardo nel chiamare i soccorsi, che sono arrivati dopo più di mezzora, quando per Eligia già non c’era più nulla da fare. Tanti sono i punti misteriosi su questa morte che non si riusciti ancora a chiarire. Primo fra tutti il fatto che il marito non ha chiesto subito aiuto e poi il fatto che egli non è andato subito in ospedale. Perché si è trattenuto a casa? Stava nascondendo forse qualche prova?

Questi sono gli interrogativi che si pongono gli inquirenti. Per quanto riguarda il tema scottante dei costi della politica, sono stati chiamati a intervenire in trasmissione il giornalista Mario Giordano e l’onorevole Irene Pivetti. E’ giusto che i politici abbiano a disposizione addirittura un barbiere che viene regolarmente stipendiato con i soldi pubblici e che loro dunque non devono pagare? Le opinioni a riguardo sono contrastanti ma quel che è certo è che i costi andrebbero ridotti.

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