MARIE BRAND E IL VOLTO DELL’ANGELO/ Su Rai 2 l’ultimo appuntamento con i film tv polizieschi

- La Redazione

Oggi, venerdì 4 settembre 2015, su Rai 2 dalle 14.00 andrà in onda l’ultimo appuntamento con la serie Marie Brand, dal titolo “Il volto dell’angelo”. Vediamo la trama della pellicola

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Il film in onda su Rai 2

Ultimo episodio della serie Marie Brand, che conclude non solo la serie televisiva, ma anche il ciclo dei film pomeridiani estivi da Rai Due. Protagonisti, come sempre, sono Marie Brand ed il suo collega Simmels, che viene interpretato da Hinner Schoemann. L’ultima avventura di Marie Brand e Simmels li porta ad indagare in una colonia sul mare: ad essere stato ucciso è il titolare del luogo, ovvero Werner Brehm. L’uomo ha due figlie, di cui una acquisita e con qualche problema mentale, visto che soffre di disturbi relativi alla doppia personalità. Il nome della ragazza è Hanna, con la quale l’investigatrice stringe un legame quasi affettivo, visto che essendo molto dotata ma avendo un pessimo rapporto col padre, Marie si rispecchia in lei.

Sophie invece è la figlia naturale della vittima, e si tratta di una ragazza sempre calma e sorridente, che spesso però tende ad isolarsi e rimanere sola. Le indagini fanno capire ai due poliziotti che Werner è stato ucciso con un colpo alla testa ed essendo stato trovato nei pressi della riva del mare, i due suppongono che l’assassino lo ha colpito lanciando un oggetto da un ponte poco lontano dalla riva dove è stato ritrovato il cadavere. Il titolare della colonia, seppur molto amato dalle figlie, aveva un pessimo rapporto coi suoi dipendenti, ed in particolar modo con Luca, che non riusciva ad adattarsi agli ordini che gli venivano impartiti dall’uomo, e il controllore delle piccole imbarcazioni. Entrambi però hanno un alibi di ferro, così come il resto dei dipendenti, che sostiene che nel momento dell’omicidio si trovavano sul luogo di lavoro, e che non hanno avuto modo di parlare col titolare nel corso della giornata. Marie cerca di avvicinarsi alle due figlie della vittima, e scopre da Sophie che Hanna era la preferita del padre, il quale la proteggeva sempre anche quando aveva gli sbalzi d’umore dovuti ai suoi disturbi. Inoltre, la ragazza aggiunge che Hanna sa manipolare le persone a suo piacimento, facendole fare quello che vuole, cosa che è accaduta anche col padre, che la mise in una posizione di comando nella piccola società.

Hanna invece cerca di non collaborare, rendendo la vita di Simmels complicata: la ragazza avrà anche uno scontro con Marie, che cerca di convincerla a parlare, venendo però respinta. Gli investigatori brancolano nel buio, in quanto non capiscono quale possa essere il movente che ha fatto scattare la mano omicida dell’assassino, e tanto meno riescono a capire chi possa essere il colpevole che ha ucciso il titolare della colonia. Sfruttando la debolezza mentale di Hanna, e la tranquillità di Sophie, gli investigatori scoprono che il padre aveva intenzione di far ricoverare la figlia in un ospedale psichiatrico, per permetterle di star meglio e di farsi curare. Malgrado questo indizio, Hanna non viene ritenuta colpevole, in quanto mancano alcune prove che dimostrino appunto che è state lei ad uccidere il genitore. La ragazza avrà poi uno scontro anche con sua sorella, e sarà proprio in questo preciso momento che la verità verrà a galla.

La mano dell’assassino è quella di Sophie, che due giorni prima aveva saputo dal padre che, dopo il ricovero di Hanna, questa sarebbe diventata ancor più importante per la sua azienda. Sentendosi messa da parte, e reputando di essere la sua unica figlia, la ragazza è stata presa da un attacco d’ira funesta, ed ha ucciso il padre, facendolo poi cadere nel mare, sperando di far credere agli altri che si fosse trattato di un incidente. Simmels, che era in agguato, sente la confessione di Sophie e decide di intervenire, facendola arrestare.

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