BRUNO CORONA/ Il figlio del boss interpretato da Peppino Mazzotta: scoprirà la copertura? (Solo, seconda puntata 16 novembre 2016)

- La Redazione

Bruno Corona, il personaggio interpretato da Peppino Mazzotta: scoprirà la copertura del protagonista a causa del poliziotto? (Solo, seconda puntata oggi 16 novembre 2016)

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Solo

Il 9 novembre 2016 è andata in onda su Canale 5 la prima puntata di una nuova serie tv, Solo, con protagonista Marco Bocci e oggi, 16 novembre, prenderà il via il secondo episodio. Marco, detto Solo, è un agente sotto mentite spoglie impegnato, da più di un anno, in un rischioso mandato atto a mandare in fumo gli obiettivi malavitosi della ‘Ndrangheta. L’agente Solo riesce a salvare la vita a Bruno Corona, ovvero il figlio privilegiato di uno dei boss più pericolosi di tutta l’organizzazione criminale. In questo modo l’agente riesce a conquistare la fiducia di tutto il gruppo, infiltrandovisi e trasferendosi in Calabria. La prima puntata della fiction Solo si apre con Bruno Corona intento ad accordarsi con un venditore di armi proveniente dall’Ucraina, per l’acquisto di una partita di armi. Quest’ultimo vuole però una quantità di denaro maggiore rispetto a quella prevista, Bruno non è disposto a concedergliela e si da inizio ad una sparatoria. Bruno Corona viene salvato da un ragazzo che dice di chiamarsi Marco: egli è stato in grado anche di recuperare la valigia all’interno della quale era conservato il denaro contante. Il figlio di uno dei boss più pericolosi della ‘Ndrangheta lo ringrazia, complimentandosi per il suo pronto intervento.

Bruno Corona, credendo Marco un malavitoso, gli concede tutta la sua fiducia e lo coinvolge nelle operazioni illegali nelle quali è invischiato. Bruno chiama Marco per sistemare i conti con il venditore di armi ucraino il quale, dentro un bar, ferisce Bruno ad una spalla. Il boss intima a Marco di uccidere l’ucraino e, dopo un secondo di indecisione, gli spara. Corona ha bisogno di tornare a casa per curarsi, Marco lo accompagna e scopre che Bruno vuole fargli conoscere il padre. Una volta arrivati, Bruno propone a Marco di lavorare per lui, gli trova una casa dove gli è possibile sistemarsi. Successivamente, sia Bruno che il padre si recano da chi aveva il merito di aver loro presentato l’ucraino e lo uccidono brutalmente. Insieme vanno al funerale del garante Don Domenico Gargano che, nel contempo, è passato a miglior vita. Dopo la morte di quest’ultimo il figlio di Gargano chiede che i guadagni derivanti dalle attività del porto siano equamente divisi tra le famiglie e che non siano un’esclusiva dei Corona. Ovviamente Bruno ed il padre non ne vogliono sapere nulla e abbandonano la cerimonia funebre. I Corona non vogliono dividere gli affari con nessun altro, Bruno afferma che la morte di Domenico ha posto la parola fine alla democrazia che vigeva sino a quel momento. Nel frattempo, vi è stato un agguato ai danni di Don Antonio che, grazie a Marco, ha salva la vita. In ospedale, Bruno gli chiede chi è stato e Don Antonio gli dice che è stato Marco a salvarlo. Per vendicare Don Antonio, Bruno e compagni vogliono rapire il figlio dodicenne di Nunzio. Marco non ci sta dato che è in ballo la vita di un bambino innocente e riesce ad avvisare, mediante una chiamata anonima, la polizia la quale fortunatamente arriva in tempo. Bruno è furioso e vuole sapere chi è stato a chiamare la polizia, non spiegandosi come questa sia venuta a conoscenza dell’operazione. In polizia vi è un agente che passa le informazioni ai malavitosi, Domenico Romito. Quest’ultimo telefona a Bruno dicendo di sapere chi ha fatto la segnalazione, ma per rivelarlo vuole un’ingente somma di denaro. La copertura di Marco salterà? Bruno scoprirà la verità, o gli agenti riusciranno ad imperdirlo?



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