MICHAEL MOORE / Il regista contro Donald Trump e i Democratici: ‘candidate Oprah o Tom Hanks’. L’intervista di Formigli (Piazzapulita oggi 17 novembre

- La Redazione

Michael Moore a Piazzapulita oggi 17 novembre 2016: il regista tornerà all’attacco di Donald Trump nell’intervista di Corrado Formigli? Le ultime notizie e gli aggiornamenti in diretta.

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Michael Moore (da Facebook)

Serata interessante su Piazza Pulita con l’intervista esclusiva a Michael Moore fatta dal conduttore Corrado Formigli – come potete veder qui sotto -, occasione per trattare delle nuove Elezioni Usa 2016 appena terminate. Non solo Donald Trump comunque nelle invettive del regista-ideologo celebre negli States fin dai tempi di Bush e delle Torri Gemelle: in una recente intervista alla Cnn, Michael Moore si è scatenato anche contro i Democratici, rei di non presentare mai candidati amati dal popolo (ad esclusione forse di Obama). «Perché non candidiamo persone che sono amate? Ne abbiamo così tante  i repubblicani lo fanno, hanno candidato Reagan e il Terminator (Arnold Schwarzenegger, ndr) e altre persone così. Perché non candidiamo qualcuno che gli americani amino veramente e per il quale provino passione, che siano in gamba e abbiano una buona visione politica?». E allora ci sarebbero anche i nomi per Moore, al netto del loto totale disinteresse finora presentato: «I democratici starebbero meglio se candidassero Oprah (Winfrey, ndr) o Tom Hanks», chissà se però loro sono d’accordo…

Michael Moore sarà l’ospite d’eccezione della nuova puntata di Piazzapulita, in onda oggi su La7 alle 21:10. Il regista premio Oscar nel 2003 per “Bowling for Columbine” commenterà nell’intervista concessa a Corrado Formigli l’elezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti. Michael Moore lo scorso luglio ha profetizzato correttamente il successo del tycoon nella corsa alla Casa Bianca, ma non crede che possa riuscire a portare a termine il suo mandato: il regista ha recentemente spiegato che Donald Trump si dimetterà o verrà allontanato per un impeachment. Michael Moore ha spiegato la sua tesi alla Msnbc: “Potrà, forse involontariamente, infrangere le leggi e lo farà perché penserà solo a ciò che è meglio per lui”. Il regista sostiene, infatti, che Donald Trump possa essere una benedizione per i democratici, che potrebbero compattarsi dopo la sconfitta di Hillary Clinton per opporre resistenza al repubblicano. “E’ malato, è un razzista, un misogino, un autoritario”, ha aggiunto Michael Moore, che potrebbe alzare ulteriormente i toni delle sue dichiarazioni nel corso dell’intervista a Piazzapulita.

Michael Moore punterebbe su Oprah Winfrey e Tom Hanks per le elezioni presidenziali del 2020: il regista, che stasera avremo modo di ascoltare su La7 nel corso di Piazzapulita, è convinto che la celebre presentatrice e il noto attore potrebbero colmare il vuoto che si è creato nel partito democratico americano. La linea da seguire dopo la deludente sconfitta di Hillary Clinton è quella intrapresa proprio dai repubblicani, che hanno candidato in passato gente conosciuta e amata dal popolo. Per Michael Moore, dunque, bisognerebbe seguire il fenomeno relativo all’ingresso in politica di molte star del cinema. Michael Moore volge già uno sguardo al futuro e di questo potrebbe parlare anche ai microfoni di Piazzapulita, a cui ha deciso di rilasciare un’intervista in esclusiva. Nello studio di Corrado Formigli, dunque, si parlerà delle elezioni presidenziali americane e di conseguenza del nuovo Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.

Michael Moore è un regista di documentari e scrittore di libri che affrontano temi politici, economici e sociali degli Stati Uniti. Oltre ad aver vinto nel 2003 l’Oscar per Bowling a Columbine, ha ricevuto la Palma d’oro dal Festival di Cannes l’anno successivo per Fahrenheit 9/11. Il successo arriva per Michael Moore nel 1989, proprio all’esordio: gira il documentario “Roger and Me” sulla chiusura della fabbrica di Flint da parte della General Motors che ha portato al taglio di 35mila posti di lavoro. Il regista non riesce ad incontrare e intervistare Roger Smith, il presidente della General Motors, ma riesce comunque a mostrare cosa abbia significato quell’evento per la città e come l’abbia condizionata negativamente. Il documentario, realizzato da Michael Moore con le risorse economiche personali, viene apprezzato dalla critica e riscuote successo anche di pubblico. Michael Moore, che ha investito meno di 200mila dollari per questa pellicola, ha registrato un incasso di circa 6 milioni di dollari.

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