Porta a Porta / Speciale Referendum Costituzionale con Maria Elena Boschi, ecco cosa è successo (oggi, 17 novembre 2016)

- La Redazione

In onda questa sera a Porta a Porta lo speciale sul referendum costituzionale condotto da Bruno Vespa, su cui i cittadini saranno chiamati a votare il 4 dicembre

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Bruno Vespa

È andato in onda ieri sera su Rai Uno in diretta televisiva lo Speciale Referendum di Porta a Porta, programma condotto da Bruno Vespa e che stasera ha ospitato sei politici, tre appartenenti al fronte del sì e tre al fronte del no. Dalla parte del sì i membri del Governo guidato dal Partito democratico, rappresentato in studio da Maria Elena Boschi, ministra per le Riforme costituzionali, Pier Carlo Padoan, ministro dell’Economia, e Carlo Calenda, ministro per lo Sviluppo economico. Dalla parte del no Stefano Fassina, ex membro del Partito democratico e ora deputato di Sinistra italiana, Matteo Salvini, segretario della Lega Nord, e Anna Maria Bernini, senatrice di Forza Italia. Dopo un inizio pacato, in cui i politici hanno espresso pacatamente le loro posizioni alla riforma costituzionale proposta dal Partito democratico, i toni si sono poi alzati, culminando in uno scontro carico di tensione tra gli ospiti in studio che, comunque hanno parlato per lo stesso tempo.

Si sono alzati di molto i toni questa sera allo Speciale Referendum di Porta a Porta, soprattutto verso la fine tra Stefano Fassina e il ministro dell’Economia Carlo Padoan che, sorprendentemente è intervenuto molto poco durante la serata, lasciando invece molto spazio alla ministra promotrice del referendum, Maria Elena Boschi. Il deputato di Sinistra italiana ha accusato il Governo di voler smantellare la democrazia, con un processo che è partito dal JobsAct, e che è passato per la scuola e le trivelle fino ad arrivare alla Costituzione: immediata la risposta del ministro, che gli ha detto che dopo la riforma del lavoro sono aumentati i contratti a tempo indeterminato, cosa giudicata non vera dal fronte del no. Il referendum costituzionale ci sarà il 4 dicembre e i cittadini saranno chiamati a votare su quattro quesiti, che cambieranno numerosi articoli della Carta entrata in vigore nel 1948.



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