BORIS GIULIANO/ Il personaggio di Nicola Rignanese: incontrerà ancora i Giammaresi? (La mafia uccide solo d’estate, puntata 28 novembre 2016)

Boris Giuliano, il personaggio di Nicola Rignanese: la sua strada e quella della famiglia Giammaresi si intrecciano ancora? (La mafia uccide solo d’estate, puntata 28 novembre 2016)

28.11.2016 - La Redazione
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La mafia uccide solo d'estate (LaPresse)

La prossima puntata della serie tv La mafia uccide solo d’estate andrà in onda su Rai 1 oggi, lunedì 28 novembre 2016. Durante questa seconda puntata si indagherà sulla mancanza in Sicilia di un bene essenziale, ovvero l’acqua. Boris Giuliano, interpretato da Nicola Rignanese, non sa che ad indagare contemporaneamente, insieme a lui, ci sarà un piccolo aiutante, ovvero Salvatore. Le vicende del capo della squadra mobile si intrecceranno sempre di più con quelle della famiglia di Salvatore, la famiglia Giammaresi, che ha intenzione di accendere il mutuo della loro futura casa. Per scoprire , nei dettagli, cosa succederà non vi resta che sintonizzarvi sul primo canale nazionale: nell’attesa, rivediamo che cosa è successo la settimana scorsa.

A partire dal 21 novembre su Rai 1 è partita la serie televisiva ispirata al film di Pierfrancesco DiLiberto, in arte Pif, La mafia uccide solo d’estate. Il cast è d’eccezione: vedremo Claudio Gioè, nei panni di Lorenzo Giammaresi, Anna Foglietta, Francesco Scianna, Nino Frassica e Valentina D’Agostino. Analizziamo ora il personaggio interpretato da Nicola Rignenese, ovvero il famoso investigatore Boris Giuliano. Giorgio Boris Giuliano è stato un poliziotto nato a Piazza Armerina, investigatore, ufficiale e capo della squadra mobile di Palermo. Ha lottato contro la mafia, contro Cosa Nostra, ed è stato assassinato da quest’ultima a Palermo il 21 luglio 1979. Si occupò delle indagini in maniera precisa e con metodi innovativi collaborando con le più alte cariche dello Stato. La serie tv racconta in maniera fedele, ma anche con un pizzico di ironia, la realtà siciliana di quei tempi. Siamo negli anni ’70, gli anni storici forse più bui per il nostro paese, anni in cui la mafia e l’omertà dilagano. Qualcuno però si distingue in questo scenario: parliamo di Boris Giuliano, fu uno dei primi a comprendere cosa stesse succedendo nella sua tera ed ad impegnarsi realmente per cambiare certe sporche dinamiche. È il capo della squadra mobile di Palermo, il quale mette in atto indagini innovative ed efficaci. Il suo metodo, nel fare indagini, viene condiviso con un gruppo di uomini a lui veramente affezionatissimi. Egli sfoggia le sue doti investigative quando un uomo della squadra mobile, Filadelfo Abano, viene ucciso presumibilmente dalla mafia locale. Ogni giorno Boris si reca presso il bar che frequenta abitualmente per fare colazione. Una mattina incontra un ragazzino che lo riconosce, dato che lo ha visto in tv durante un servizio che riguarda il caso su cui sta lavorando, ovvero l’omicidio di uno dei suoi. Durante l’incontro Boris parla con il ragazzino d’amore, dicendo a quest’ultimo che d’amore si può morire. Boris non sa che il suo destino si intreccerà presto con quello del bambino e della sua famiglia. Il padre del bambino, Lorenzo, infatti, ha involontariamente assistito all’omicidio di Filadelfo e potrebbe rappresentare un testimone scomodo…



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