Michele Santoro / Il giornalista presenta Robinù da Massimo Giletti: le reazioni sui social network (L’Arena, puntata 4 dicembre 2016)

- La Redazione

Michele Santoro a L’Arena, oggi 4 dicembre 2016. Il giornalista presenta Robinù da Massimo Giletti: il fenomeno della criminalità infantile nella nuova puntata del programma di Rai Uno.

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Michele Santoro

Reazioni contrastanti sui social network dopo l’intervista di Michele Santoro a L’Arena: il giornalista ha presentato al collega Massimo Giletti il documentario Robinù, che racconta il fenomeno della criminalità infantile. Su Twitter, ad esempio, c’è chi si complimenta per il progetto: “Bravo Michele Santoro. Andrò a vedere il documentario al cinema”, scrive un utente. Ma c’è anche chi non ha apprezzato il lavoro cinematografico di Michele Santoro: “Tenta di ritornare a galla ma ormai è privo di idee e il suo documentario è solo un’esaltazione alla violenza”. Il documentario di Michele Santoro ha acceso i riflettori sui baby-boss, giovani privi di figure di riferimento spinti verso le braccia della mafia. Il giornalista, però, ha raccontato anche il mondo delle famiglie dei condannati. Intanto il circuito Uci Cinemas ha annunciato che Robinù verrà trasmesso in alcune delle sue multisale il 6 e 7 dicembre alle 20:00 e alle 22:00.

Michele Santoro presenta “Robinù” a L’Arena: il giornalista è ospite di Massimo Giletti per parlare del documentario che ha sollevato molte polemiche. Presentato alla 73esima Mostra del Cinema di Venezia, Robinù è un documentario che racconta il fenomeno della criminalità napoletana, analizzandola dal punto di vista della strada e quindi concentrandosi sul fenomeno della criminalità infantile. Michele Santoro ha ricostruito un mondo decaduto e cinico attraverso interviste serrate e lunghe inquadrature a camera fissa. “Anche se hanno la terza media, non sanno né leggere né scrivere, perché vien loro regalato il titolo di studio. Vengono esposti alla suggestione della strada”, racconta Michele Santoro a L’Arena, spiegando poi che aveva due strade tra cui scegliere per la realizzazione del suo progetto: “Ci sono due modi di fare un documentario: con il realismo magico, molto affascinante, o con il realismo integrale, che fa riscoprire sé”. Con Robinù, dunque, il giornalista racconta una nuova figura mafiosa, quella del bambino killer che non sa parlare italiano e che familiarizza con i crimini più gravi sin da subito. “Io sono andato indietro nella mia vita, quando le occasioni per delinquere erano numerose: io avevo alle spalle una famiglia che mi tratteneva, loro hanno genitori che entrano ed escono dal carcere”, spiega Michele Santoro, secondo cui il “bambino killer” è un ragazzino dalla strada già segnata.



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