SFOOTING/ Una vita inseguendo lo Zecchino: storia di GianCristino, primo extracomunitario con il record di respingimenti

- Comic Astri

Sabato è in programma la finale dello Zecchino d’Oro 2016. I COMICASTRI sono riusciti a trovare e intervistare un protagonista particolare di questa manifestazione, che viene dalla Svizzera

Zecchino_Oro_Antoniano_R439
Piccolo Coro dell'Antoniano (Foto: LaPresse)

Sabato 10 dicembre, a Bologna, è in programma la serata finale della 59esima edizione dello Zecchino d’Oro, il programma canoro per bambini più seguito al mondo. La Rai trasmetterà in diretta l’evento, e noi abbiamo deciso di guardarlo in tv in compagnia del famosissimo GianCristino Bernasconi, detto “il Di Biada” (“…perché qui dò la biada anche a Cristina D’Avena”, ci confessa con tono assai serio). “Chi è?”, direte voi. Un po’ di pazienza, siamo qui apposta! GianCristino, fin dalla più tenera età, ha cercato di iscriversi allo Zecchino d’Oro, con esiti invariabilmente negativi: sempre bocciato o respinto. 

Per quale motivo, verrebbe da chiedersi… troppo stonato? Nient’affatto, anzi; ospite da qualche anno presso il Pio Collegio e Pio Istituto per la pia gioventù e i pii anziani Pio XI e Pio XII a Biasca, nel Canton Ticino, di cui è ancora direttrice suor Elvezia (ve la ricordate? Abbiamo parlato di lei e del suo ospizio la prima volta presentando una sua ricetta di Natale), allieta tutti i sabati sera degli arzilli vecchietti lì alloggiati, riproponendo le sue canzoncine che non sono mai giunte alle orecchie di alcun ascoltatore italiano. Come mai ci ha provato allo Zecchino per cinquantacinque anni di fila (era il lontano 1960), senza mai riuscire a partecipare alla manifestazione dell’Antoniano di Bologna? E perché quest’anno ha invece deciso di non provarci nemmeno? Per scoprirlo abbiamo deciso di incontrarlo proprio a Biasca.

Buongiono, GianCristino. Si ricorda la sua prima richiesta di partecipazione allo Zecchino d’Oro?

Certo. Sono andato a Bologna, che dista 234,91 chilometri da Chiasso… Ma voi lo sapete dov’è Chiasso?

No.

Sèmpar drizz! (Sempre dritto!). Allora, dicevo, sono andato a Bologna, una bella città, ma dove ci sono tanti bambini ignoranti che non studiano a scuola…

Ma cosa dice? A Bologna… tanti bambini ignoranti…?

Certo. Quelli con i voti più bassi non li buttano mica giù, tutti gli anni, a giugno dalla Torre degli Asinelli?

Ma che dice! Non ci faccia pentire alla prima domanda di essere venuti sin qui a intervistarla. Piuttosto, com’è stato il suo impatto con l’allora storica direttrice del Piccolo Coro dell’Antoniano, Mariele Ventre?

Sarà stato il nome, ma a me quella Mariele mi è stata fin da subito sullo stomaco…

Perché?

Mi presento con la mia bella canzoncina, “Venticinque grammi”, un motivetto leggero leggero con cui avevo già vinto a “Fate Chiasso se potete”, concorso canoro di Pregassona per bambini rossocrociati. Allo Zecchino, per l’occasione, l’ho ribattezzata “Quart’etto”. Ebbene, davanti a Mariele canto una strofa, poi al ritornello lei mi ferma e mi dice: “Ma questa canzone è stata presentata l’anno scorso e ha vinto!”. È o non è un caso di palese discriminazione verso un povero extra-comunitario?

Ma GianCri, è vero: l’anno prima aveva vinto proprio “Quartetto”!

No, scusate, quella s’intitolava “Quartetto”, tutto attaccato; la mia invece “Quart-apostrofo-etto”: c’è una bella differenza! Sta di fatto che la Mariele non ne ha voluto sapere: respinto senza ulteriori spiegaziùn!

Lei certo ricorderà altri evidenti (evidenti per lei,ovviamente, noi una certa idea ce la stiamo facendo…) casi di discriminazione nei suoi confronti?

Uhei bagai (ehi ragazzi), c’ho tutto stampato nella mia cassa cranica! (è un colorito modo di dire ticinese che sta a significare “avere la memoria lunga”). State ben attenti: 1970, “Tuppy, il coniglietto yuppie”, che era avanti sui tempi…ignobilmente respinta! 1971, “Il panfilo Gelsomino dirindirino”, canzoncina sulla nascente passione per yacht, barche e mezzi di diporto degli evasori fiscali…, respinta! 1972, “Il caffè della Peppona”, un inno alla supermoka più grande del mondo… respinta anche questa! Forse davo fastidio a qualcuno per l’attualità delle mie canzùn…

E negli anni più recenti?

Mi ricordo “Le bustarelle di nonna Pina”, un simpatico motivetto contro l’abitudine di pretendere le tangenti nelle gare d’appalto per le mense scolastiche… respinta! Oppure “Ma il mandrillo come fa?”, una canzoncina lieve lieve sulle abitudini lussuriose di questo primate catarrino della famiglia dei Cercopitedici… Respinta! E potrei continuare…

Pensando alla sua pluriennale esperienza con lo Zecchino, oggi come si definirebbe?

Il primo extracomunitario (seppur della vicina Confederazione Elvetica) con il più alto record di respingimenti!

Quando ha deciso di smettere?

Di fumare?

Noooo, di candidarsi allo Zecchino d’Oro…

L’anno scorso. Di colpo mi è venuto il dubbio che non mi volessero… E io se non mi sento ben accettato, non vado certo a bussare ad alcun purtùn!

Non le è mai venuto il sospetto che le eliminazioni fossero dovute, diciamo così, a certe scopiazzature un po’ maldestre?

Ma per chi mi avete preso? Anzi, sono convinto che allo Zecchino d’Oro partecipino e vincano solo i bambini con le raccumandaziùn.

È un’accusa pesante? Quando ha avuto i primi sospetti? 

Già nel 1965, quando ha vinto la canzone “Dàgli una spinta”. Lì avevo intuito che non c’era più trippa per i quarantaquattro gatti! 





© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori