Festival di Berlino 2016 / Spike Lee attacca ancora la Notte degli Oscar (ultime notizie oggi, 18 febbraio)

- La Redazione

Festival di Berlino 2016, aggiornamento di oggi, mercoledì 17 febbraio 2016. Tra i personaggi che stanno raccogliendo grandi consensi c’è il regista Kiyoshi Kurosawa con ”Creepy”.

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Festival di Berlino 2016

Spike Lee è tra i protagoniste del Festival di Berlino 2016 dove ha portato fuori concorso il suo ultimo lavoro ”Chi-raq”, film che si porta all’interno dell’hip hop e di diversi generi muscolari. Il regista ha parlato in conferenza stampa andando ancora una volta contro la notte degli Oscar: “Io e mia moglie non andremo agli Oscar. Li boicottiamo perchè è davvero inammissibile che nelle ultime due edizioni non ci siano stati candidati artisti afroamericani”. Queste le parole che ci fanno capire le intenzioni di un’artista che sempre si è spinto oltre nella lotta per le discriminazioni razziali, pronto a prendere le parti della sua etnia e a raccontarne le difficoltà con acume e grande intelligenza.

Tra i film in concorso al Festival di Berlino 2016 c’è anche “Les premiers, les derniers” di Bouli Lanners. In un’intervista rilasciata a Mauxa.com, il regista spiega così perché ha voluto nel cast Max Von Sydow, che recita insieme a Michael Lonsdale, Albert Dupontel, Suzanne Clément e lo stesso Bouli Lanners: “Far recitare Max von Sydow era una fantasia assoluta, ero alla ricerca di una figura paterna che lui impersona in maniera meravigliosa. Lui e Michael Lonsdale hanno la funzione di padri spirituali. L’incontro con Max von Sydow è stato un bellissimo, rimaniamo abbastanza vicini, come fosse un padre protettivo. Nella vita, è molto protettivo come il suo personaggio di Gilou. C’è un parallelo tra la vita e il cinema”. Clicca qui per leggere tutta l’intervista.

Un Festival di Berlino finora molto silenzioso che però ieri ha visto presentato un interessante documentario in concorso dal titolo “Zero Days” del regista Alex Gibney, già premio Oscar per “Taxi to the Dark Side”. Si racconta del celebre virus informatico Stuxnet, tema insolito per un documentario: interessante questo e non altri perché è stato il primo virus ad essere creato da un stato sovrano con lo scopo esplicito di essere una vera e propria arma. Sviluppato dai servizi segreti Usa assieme ad Israele e lanciato contro la centrale nucleare di Natans, in Irana, negli anni del governo Ahmadinejad: nessuno lo ha ovviamente mai confermato ma nel docu si scava a indaga con buona arte cinematografica l’intera vicenda. Giornalismo investigativo, spionaggio e hacker movie, un po’ tutto questo Zero Days; prima che arrivi in Italia passerà del tempo, intanto ecco qui il video trailer ufficiale. 

Si aspettano i risultati del Festival di Berlino 2016 che vedrà assegnare l’Orso d’oro a una delle opere in concorso. L’anno passato a vincere fu un film dell’Iran diretto da Jafar Panahi dal titolo ‘Taxi Teheran’. Si tratta di un film drammatico dove diversi personaggi si susseguono sul taxi di Jafar Panahi, interpretato da Massimo Rossi, e raccontano le loro emozioni e tutto quello che provano. L’ultimo film italiano andato vincere il premio è quello del 2012 dei fratelli Taviani, ”Cesare deve morire”, un’opera complessa che ci portava all’interno della realtà delle carceri.

Il Festival di Berlino 2016 sta raccogliendo il grande fascino del cinema orientale, dando risalto a film che probabilmente in Italia arriveranno solo sottotitolati o magari in edizione homevideo. La registra di Taiwan da grande risalto alla bellezza dell’attrice e modella Xin Zhi Lei. Nel film questa è An Lu, una donna che diviene l’ossesione del protagonista, una vera ricerca dell’amore di fronte a una donna effettivamente molto bella. La donna recita in maniera davvero molto intensa e grazie a un’espressività pronunciata del suo volto riesce a diventare protagonista in diversi aspetti della giornata stessa. Il film al festival dell’Orso d’oro ha avuto grandissima visibilità e sta dando spazio a un’artista internazionale che deve emergere e magari confrontarsi anche con diversi contesti.

Nella grande edizione del Festival di Berlino 2016 ritorna il tema dell’omosessualità al cinema, con un film discusso ma di importante interesse: “Quand on a 17 ans” del regista francese André Téchiné che è riuscito nell’impresa di trovare un giovanissimo ragazzo, ex modello, di cui se ne sentirà parlare nei prossimi anni certamente. È Corentin Fila, un ragazzo che non sfigura per nulla in un film dove partecipa anche il più navigato Kacey Mottet-Klein; nel ruolo del giovane che scopre, in maniera quasi schizofrenica, della sua attrazione per un altro ragazzo, la prova attoriale di Corentin è d’autore. Fragile e aggressivo allo stesso tempo, passa dall’entusiasmo all’abbandono rendendo proprio il senso di un adolescente 17enne. Parte da Rimbaud e finisce con la fiducia in se stesso: un film e un attore che destano discussioni per la tematica ma interesse per la rese. Il Festival di Berlino rispetta dunque la tradizione di innovazione per film nuovi e poco reclamizzati che da questa competizione vengono lanciati sulla rampa di lancio.

Tra i personaggi che stanno riscuotendo grande successo al Festival di Berlino 2016 c’è anche il regista giapponese Kiyoshi Kurosawa. Talento classe 1995 che non ha nulla a che vedere con l’omonimo e più noto Akira, questi è diventato famoso per i suoi film che hanno lanciato anche in Italia la mania per la J-Horror, cioè quella serie di film horror giapponesi che hanno portato ai fenomeni The Ring, The Grudge e via discorrendo. Al Festival dell’Orso d’oro Kurosawa ha portato Creepy, che vede protagonista Teruyuki Kagawa. Questi è considerato tra i migliori caratteristi orientali ed interpreta la parte di un serial killer molto crudele. Neanche a dirlo in patria il film Creepy ha già raccolto un successo straordinario, mentre al momento in Italia non è ancora stato distribuito. Di certo però la partecipazione al Festival di Berlino gli permetterà di muoversi anche nel nostro continente con grande prospettiva di arrivare anche in Italia.

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