David di Donatello 2016 / Premi e vincitori, video: il Ministro Dario Franceschini felice per il successo della cerimonia (Oscar italiani)

- La Redazione

David di Donatello 2016: questa sera, lunedì 18 aprile, Alessandro Cattelan conduce la cerimonia di premiazione degli Oscar italiani in onda in chiaro su TV8.

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David di Donatello 2016

La serata dei David di Donatello 2016 ha avuto grande eco ponendo l’attenzione soprattutto sul fenomeno ”Lo chiamavano Jeeg Robot”, film che ha riscosso premi e grandi consensi. Sulla cerimonia si è voluto concentrare anche il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini. Sul suo profilo di Twitter questi ha postato infatti una foto che vede proprio Claudio Santamaria, protagonista del film di Gabriele Mainetti, sul grande schermo sul palco del David di Donatello. Nel commento ha scritto: “La cerimonia dei David diventa finalmnete un evento spettacolare e promozionale per il cinema italiano. #David2016”, clicca qui per la foto e per i tweet dei follower.

Tra i grandi assenti dei David di Donatello 2016 spicca su tutti il nome di Checco Zalone, l’attore comico che con il suo “Quo Vado” ha sì conquistato il pubblico della Penisola, ma non la giuria della Notte degli oscar italiani. Zalone però, da par suo non sembra tenere molto in considerazione la premiazione andata in scena ieri sera: sarà forse per questo motivo che quest’oggi si è prestato alla richiesta del Ministro della Giustizia Orlando di intervenire sull’annosa questione del reinserimento nella società degli ex detenuti. Come riporta “La Repubblica” Zalone, che è laureato in giurisprudenza, ha dichiarato:”La detenzione dovrebbe avere una funzione rieducativa, ma sappiamo che non è così. Noi tendiamo ad allontanare le persone che hanno subito una condanna. Mi auguro che un giorno un detenuto possa entrare in banca e ottenere un mutuo“. Clicca qui per il video di Checco Zalone!

Ok, la gaffe di Alessandro Cattelan ai David di Donatello 2016 che si sono tenuti ieri con grande successo di pubblico, è stata fragorosa: nel tempo del cinema italiano sbagliare il compositore della colonna sonora di Lo chiamano Trinità è grave specie perché la platea di fronte è di norma molto specializzata sulla materia. Ma da qui a farne un caso nazionale, forse è un po’ troppo: interviene a suo favore il compositore della colonna sonora di Braccialetti Rossi, Niccolò Agliardi, amico di vecchia data del simpatico conduttore milanese. «Sono amico di Alessando da 15 anni. Ci siamo stati simpatici e da qui giorno abbiamo fatto tante cose insieme, abbiamo anche scritto un romanzo che ha per protagonisti due ragazzi che si somigliano. Anche oggi, quando uno fa qualcosa che l’altro approva ci mandiamo un messaggio per dirci che ci stiamo spiando e che ci siamo sempre», con grande affetto mostrato. Ecco poi su Facebook la difesa diretta dopo la gaffe di ieri sera ai David di Donatello del suo amico, che come si vede segue in ogni occasione: «Ieri l’ho visto tenere botta a tutto e tutti in un perimetro che non era né facile né propriamente famigliare, oggi pubblicamente voglio dire che il mio amico Ale Catte è proprio bravo e che sono proprio contento per tutto quello che si è guadagnato. Lo ha fatto lavorando sodo e senza chiedere sconti a nessun. È un buon esempio». Ci saranno altre querelle? Si attende la “prossima” puntata. Clicca qui per il post di difesa di Niccolò Agliardi al conduttore dei David di Donatello

I David di Donatello 2016 sono stati definiti a ragione la “Notte degli Oscar” italiani. E allora poteva passare sotto silenzio l’analisi dei look delle varie stelle del firmamento cinematografico della penisola? Certo che no, c’ha pensato Vanity Fair a passare in rassegna  le varie mise: a partire da quella di Ilenia Pastorelli, l’ex gieffina eletta miglior attrice protagonista per la sua interpretazione in “Lo chiamavano Jeeg Robot”, che ieri ha sfilato sul red carpet con un sensuale abito in pizzo nero firmato da Blugirl. Paola Cortellesi è andata sul sicuro con Armani, Sabrina Ferilli invece ha scelto Balensi, mentre Vittoria Puccini e Anna Foglietta hanno optato per Valentino; Valeria Golino ha indossato un look firmato da Gucci, mentre Aurora Ramazzotti scelto di vestirsi con un abito di Trussardi. Clicca qui per vedere tutti i look della serata grazie alla gallery di Vanity Fair!

Continua a far discutere la gaffe di Alessandro Cattelan, presentatore dei David di Donatello 2016, reo di aver attribuito la colonna sonora di “Lo chiamavano Trinità” ad Ennio Morricone anziché a Franco Micalizzi. Proprio quest’ultimo, attraverso una nota al vetriolo inviata alla stampa, ha manifestato tutto il suo disappunto per “l’ignoranza” di Cattelan. Queste le parole del Maestro Micalizzi riportate da Adnkronos:”Anche i sassi, da Quentin Tarantino all’ultimo appassionato di cinema sanno che il tema da lui (Alessandro Cattelan, ndr) fischiettato durante la diretta de ‘Lo chiamavano Trinità’ è stato scritto da me e non da Ennio (Morricone, ndr). La sua gaffe è inqualificabile e ingiustificabile, riuscendo ad offendere due professionisti in un sol colpo. Complimenti. Vorrei associare, come previsto dallo stesso Alessandro Cattelan durante i David di Donatello, il mio schiaffo, anzi due, a quello del mio collega Morricone. L’ignoranza del presentatore è pari alla sua inadeguatezza a condurre quello che dovrebbe essere il fiore all’occhiello della celebrazione del cinema italiano“.

La notte degli Oscar italiani, i David di Donatello 2016, ha sancito il trionfo assoluto di “Lo chiamavano Jeeg robot”. La pellicola di Gabriele Mainetti ha conquistato sette statuette, tra cui quella per il miglior attore protagonista assegnata a Claudio Santamaria. L’attore una volta sul palco per la premiazione non ha nascosto il proprio stupore:”Sono sempre molto negativo e quindi non ci speravo. Del tempo contingentato non me ne importa. Ora sono sul palco e ringrazio tutti: dalla mia famiglia a tutti quelli che hanno lavorato al film, a chi abbiamo conosciuto a Tor Bella Monaca e che ci hanno ispirato. Dedico questo premio a Graziella Bonacchi, la mia agente che oggi non c’è più e che è stata più di una sorella maggiore“. Santamaria, che si è presentato sul palco con un cappellino da baseball, si è reso infine protagonista di un “fuori programma” svelando sotto il copricapo una capigliatura molto meno folta del solito (semi-pelata) dettata da esigenze di scena…Se volete vedere la “pelata” di Santamaria, cliccate qui!

Il Red Carpet dei David di Donatello 2016 è stato memorabile e non solo per la consueta passerella di tutti i vip. Al di là di smoking ed abiti eleganti, ad attirare le attenzioni degli italiani è stata la campagna pro Giulio Regeni. I protagonisti della cerimonia hanno infatti esibito spillette, adesivi e braccialetti con l’hashtag Verità per Giulio. I big che hanno partecipato alla campagna Paola Cortellesi, Giuliano Montaldo, Claudio Santamaria, Anna Foglietta e Luca Marinelli. La premiazione di ieri sera ha portato sul podio indiscusso il film di Mainetti, Lo chiamavano Jeeg Robot. Diverso invece il giudizio dei fans su twitter che, evidenzia l’analisi di Way To Blue, ha dato maggiore preferenza a Fuocoammare con il 31% di commenti. Primo posto come regista invece va a Paolo Sorrentino che raccoglie il 34% delle citazioni, contro il 30% di Matteo Garrone. 

Il David di Donatello 2016 termina con una grande vittoria per Lo chiamavano Jeeg Robot di Gabriele Mainetti. Già dall’inizio della serata la pellicola ho conquistato 4 statuette una dietro l’altra, a cui si sono aggiunti poco più tardi il quinto ed il sesto premio grazie agli attori Ilaria Pastorelli e Claudio Santamaria. Forse la categoria più prevedibile in cui il pubblico aveva già data per certa la vittoria di Mainetti è proprio Miglior Regista Esordiente. Immancabilmente è arrivata anche quella, a discapito dei pronostici che invece parlavano di una lotta accesa con il film Perfetti sconosciuti di Paolo Genovese. Il regista ha comunque riscosso la statuetta per la sezione Miglior Film, confermando le quotazioni online che lo vedevano già vincitore. I social ci rimandano un po’ di delusione per il premio assegnato invece a Non essere cattivo che riscuote solo il David per Miglior Fonico di Presa Diretta. Vittoria assoluta anche per il presentatore Alessandro Cattelan: per i fans è stata una delle rivelazioni della cerimonia. 

In lizza con Ilenia Pastorelli al David di Donatello 2016 abbiamo infatti visto nomi degni di nota nel cinema italiano o comunque per lo meno navigati. Sulla stessa passerella dorata infatti c’erano Valeria Golino e Sabrina Ferilli, entrambe, anche se per motivi diversi, una garanzia del piccolo e grande schermo. Ma anche Paola Cortellesi, amata dal pubblico e altamente performante in recitazione e canto. Ilaria Pastorelli batte tutte e sale in vetta, ricevendo il suo primo premio, alla prima nomination per il primo lavoro. Niente male. Che sia l’inizio di una carriera boom? Il romanaccio con cui l’ex Gieffina ha gestito il proprio personaggio ha fatto colpo su tutti. Pubblico compreso? Alessia, la ragazza che interpreta la Pastorelli, mette in luce non poche complessità e richiede un’intensità di carattere non indifferente. Sembra proprio che Lo chiamavano Jeeg Robot porti fortuna a tutti. Non a caso durante la serata il film ha già conquistato 5 statuette. 

Spesso i più grandi balzi verso il successo del David di Donatello 2016 partono da trampolini inaspettati. E’ questo il caso di Ilenia Pastorelli che dopo la partecipazione al Grande Fratello è riuscita ad arrivare al David di Donatello 2016. Sono trascorsi 4 anni da quando l’abbiamo vista nella casa, ma sembrano passati molti di più. In tutti questi mesi in cui la si credeva fuori dalle scene, in realtà la Pastorelli si lanciava nell’esperienza di Cinecittà. Sarà che a farle da trampolino di lancio è niente di meno che Lo chiamavano Jeeg Robot, il fim rivelazione di quest’anno. Sarà che Gabriele Mainetti, come l’ex Gieffina stessa ha detto durante la cerimonia, le ha insegnato davvero tutti i segreti della recitazione. Sarà per il ruolo interpretato da Ilenia Pastorelli. Insomma, potremmo trovare mille giustificazioni, ma la vittoria della neo attrice al David di Donatello 2016 ha davvero qualcosa di sbalorditivo. 

Il David di Donatello 2016 si concentra ora sulle figure femminili, le grandi protagoniste. Assistiamo a spezzoni delle pellicole in cui tutte, da Paola Cortellesi a Sabrina Ferilli, dimostrano una professionalità non indifferente. La grande Valeria Golino è resa ancora più meravigliosa dalle immagini in bianco e nero, mentre la drammatricità di Anna Foglietta è esemplare. Stefano Accorsi annuncia la vincitrice: Ilenia Pastorelli per Lo chiamavano Jeeg Robot. Emozionatissima, ringrazia innanzitutto Gabriele Mainetti. La voce trema molto e a fatica raggiunge il palco, mentre il pubblico in studio si lancia in “brava” ed applausi annessi. Una vincita inaspettata anche per la neo attrice stessa che supera le più accreditate e conosciute Valeria Golino, Sabrina Ferilli e Paola Cortellesi. 

La serata qui al David di Donatello 2016 scorre sempre più veloce. Rimaniamo sempre in tema musicale e Francesco Pannofino ci presenta la categoria Miglior Fonico. Il vincitore è Angelo Bonanni per il lavoro prestato in Presa Diretta. Le tempistiche sono serrate ed ogni premiato ha a disposizione solo pochissimi secondi per fare un breve discorso. Le parole vengono quindi incentrate sui ringraziamenti di vario tipo. Per molti dei telespettatori che stanno guardando la cerimonia da casa, la premiazione nostrana non ha nulla da invidiare a quella degli Oscar. Sono in molti su twitter a commentare il live ed infatti troviamo l’hashtag David2016 in vetta alla classifica dei topic trend. Anche i vip stanno assistendo con attenzione alla premiazione, come il cantante Cesare Cremonini che dichiara la propria vicinanza ad Alessandro Cattelan. 

Passiamo ad un’altra categoria basilare per il David di Donatello 2016, ovvero tutto ciò che gira intorno alle musiche, una delle colonne portati dei film. Una simpatica gag di The Jackal ci mostra per esempio cosa succederebbe nei film se l’audio fosse sbagliato. Per presentare la prossima categoria vediamo Giuliano Sangiorgi, il leader dei Negramaro. Ci presenta la sezione Migliore Canzone Originale e la cinquina che concorre al premio. La statuetta va al film Youth – la giovinezza per le musiche del compositore David Lang e per l’interpretazione di Sunny Jung. Il direttore Nicola Piovani non poteva che presentarci la sezione Miglior Musicista, ma prima ci parla dell’importanza della musica nella vita dei giovani. Il premio anche in questo caso va a David Lang per Youth – la giovinezza, ma dato che non è presente non può ritirare il premio. 

Mentre assistiamo alla prossima premiazione del David di Donatello 2016, le telecamere in studio ci mostrano il volto del maestro Ennio Morricone. Sempre molto composto e sciarpetta bianca al collo, non si scorge nessuna emozione sul suo volto. Vediamo adesso i candidati per Migliore Fotografia. Sono tutte scene meravigliose, ma la statuetta va a Peter Suschitzky per Il racconto dei racconti – Tale of Tales. E’ molto emozionato mentre fa i propri ringraziamenti a diverse persone che hanno creduto in lui. Si tratta del resto della prima candidatura e della prima statuetta per Suschitzky ed il tremore è giustificato. Intanto su twitter molti fans sono sconvolti dalle numerose vittorie di Lo chiamavano Jeeg Robot: “solo io non capisco perché tutto questo successo?”; “ma no, io volevo Piera Degli Esposti come miglior attrice non protagonista”. 

Una sezione importante del David di Donatello 2016 va alla comunicazione ed alla sceneggiatura. Il film Perfetti sconosciuti ci mostra infatti come le incomprensioni avvengono piuttosto spesso, anche fra amici. La clip sullo schermo gigante ci rimanda l’importanza del dialogo e di tutti i film ci vengono mostrati i testi. Il premio va agli sceneggiatori di Perfetti sconociuti, ovvero Filippo Bologna, Paolo Genovese, Rolando Ravello, Paolo ostella e Paola Mammini che sottolineano come il loro film sia incentrato sui segreti. Si riparte da qui ed passiamo alla categoria Miglior Montatore. C’è da chiedersi se Lo chiamavano Jeeg Robot sta per ricevere la quarta statuetta. La tensione è nell’aria ed infatti c’è subito la conferma. Il vincitore è Andrea Maguolo per Lo chiamavano Jeeg Robot. 

Abbiamo già assistito qui, al David di Donatello 2016 alla seconda statuetta per Lo chiamavano Jeeg Robot. Questa volta il premio è stata per la sezione Migliore Produzione. Cristian de Sica invece le cinque candidate come Migliore Attrice non protagonista. Ci vengono mostrate le varie clip che riprendono momenti più o meno drammatiche. Tutti nomi molto importanti, come Claudia Cardinale per Ultima fermata e Piera Degli Esposti per Assolo. La vincitrice è Antonia Truppo per la pellicola Lo chiamavano Jeeg Robot. Come prevedibile in base alle quote di questi giorni, il film di Gabriele Mainetti conquista il terzo premio consecutivo. La Truppo ringrazia chi l’ha proposta per questo ruolo che in apparenza non rientra nei suoi canoni. Come nella cerimonia dei cugini americani, anche la nostra serata tutta italiana alterna le premiazioni alle presentazioni delle varie pellicole in corsa come Miglior Film. 

E’ già tutto pronto ed i telespettatori sono tutti seduti in poltrona, come se fossero ad assistere davvero al David di Donatello 2016. Sono in molti i fans che in questa serata hanno scelto di abbandonare i programmi preferiti sulle altre reti per dedicarsi alla cerimonia. Alessandro Cattelan conduce la serata, usando tempi molto veloci. Piccole gag con il presentatore prima di passare ad una rassegna di tutto ciò che è successo in quest’ultimo anno di cinema italiano. Secondo molti sui social, gli occhi vanno puntati maggiormente su Ennio Morricone e Giuseppe Tornatore. Sarà l’ennesima vittoria per i due Maestri? Assistiamo ora ad un excursus di tutte le scene top dei film in lizza questa sera ed i relativi protagonisti. La sala è ovviamente gremita ed attiva e si lancia in un forte applauso per l’ultima scena della clip che ci riporta al film Fuocoammare. La prima ad intervenire sul palco è Paola Cortellesi che si lancia in un piccolo monologo sul titolo Miglior Attore non protagonista. Il primo David di Donatello 2016 va a Luca Marinelli per Lo chiamavano Jeeg Robot. 

Ci siamo. Manca poco alla messa in onda degli oscar italiani, i David di Donatello. Tanti i film in gara e molte le firme note sia per i film che per le canzoni. Alla conduzione della serata ci sarà uno dei volto noti di Sky, la vera rivelazione degli ultimi anni, Alessandro Cattelan. E’ arrivato il momento per lui di salpare per la sua nuova avventura, la conduzione della cerimonia di premiazione dei David di Donatello. Alcuni giorni fa, è stato pubblicato un video teaser nel quale il presentatore è protagonista insieme a Ciro Priello, giovane attore napoletano della casa di produzione The Jackal. Clicca qui per vedere il video

Tra gli invitati alla 60ª edizione dei Premi David di Donatello che sta per andare in scena agli Studi de Paolis di Roma e che sarà trasmessa su TV8 e su Sky c’è anche Giulio Base. L’attore torinese si sta dirigendo verso la location insieme alla moglie Tiziana Rocca, madre dei suoi tre figli. Su Twitter Giulio Base ha voluto condividere con i fans la foto scattata in auto, che ritrae lui seduto davanti nel posto del passeggero e lei accomodata sui sedili posteriori: “Going there”. Elegantissimi, i due hanno ricevuto i complimenti dello staff che gestisce la pagina di Sky Uno: “Siete bellissimi! Buon divertimento per stasera”. Clicca qui per vedere la foto.

Sono ben 5 le nomination conquistate da Suburra ai David di Donatello 2016. Nella sessantesima edizione della kermesse cinematografica che andrà in scena stasera agli studi Studi de Paolis di Roma per venire trasmessa in chiaro su Tv8 e sul satellite da Sky, il film diretto da Stefano Sollima potrebbe accaparrarsi i premi per Migliori effetti digitali, Miglior attore non protagonista (Alessandro Borghi), Miglior Fotografia, Miglior Scenografia e Miglior Montaggio. Sarebbe un gran bel bottino per la pellicola che vede protagonisti Pierfrancesco Favino e Claudio Amendola, ma anche se il film non dovesse riuscire a conquistare tutte le statuette difficilmente resterà a bocca completamente asciutta. Uscita nelle sale cinematografiche italiane il 14 ottobre dell’anno scorso, la pellicola sbarcherà nel Regno Unito il prossimo 24 giugno, come ci ricorda questo tweet.

La 60ª edizione dei Premi David di Donatello, gli Oscar Italiani andrà in scena questa sera e sarà trasmessa in diretta in chiaro dagli Studi de Paolis di Roma su TV8 e su Sky. In questi minuti al Quirinale si sta tenendo la presentazione ufficiale delle cinquine finaliste tra cui stasera saranno eletti i vincitori. Presenti anche i fratelli Paolo e Vittorio Taviani, due registi che hanno fatto la storia del cinema italiano. Così i due fratelli hanno parlato della loro professione: “Il cinema è una cosa seria ma anche un gioco”. I Taviani sono “di casa” ai David di Donatello: i registi vantanp infatti una dozzina di nomination e otto statuette vinte, tra cui quelle per Miglior Film, Miglior Regista, e Miglior Sceneggiatura. Clicca qui per vedere Paolo e Vittorio Taviani alla presentazione della 60ª edizione dei Premi David di Donatello.

Questa sera, lunedì 18 aprile, Alessandro Cattelan conduce la cerimonia di premiazione della 60ª edizione dei Premi David di Donatello, gli Oscar Italiani. La serata sarà trasmessa in diretta in chiaro dagli Studi de Paolis di Roma su TV8 e su Sky Cinema 1, Sky Cinema – David di Donatello (il canale creato ad hoc per l’evento: canale 304) e in simulcast su Sky Uno. Le candidature dei 60esimi David di Donatello sono state annunciate da Francesco Castelnuovo e Gianni Canova, che ritroveremo sul palco con Cattelan, lo scorso 22 marzo. Il film che ha ricevuto più candidature è  “Lo chiamavano Jeeg Robot”, l’ultimo film di Claudio Santamaria con sedici nomination esclusa quella al Miglior Film. A seguire “Non essere cattivo” di Claudio Caligari, con dodici nomination. I due film sono uniti da Luca Marinelli, candidato come miglior attore protagonista per “Non essere cattivo” e miglior attore non protagonista per “Lo chiamavano Jeeg Robot”. Quattro candidature per “Fuocoammare” di Gianfranco Rosi, vincitore dell’Orso d’Oro al Festival di Berlino. “Youth – La giovinezza” di Paolo Sorrentino ha conquistato 13 candidature

In 60 anni sono molti gli attori che hanno vinto un David di Donatello. Chi sono stati gli attori più premiati? La medaglia di bronzo se la aggiudicano due grandi nomi del cinema italiano. Marcello Mastroianni ha vinto 5 David per “Ieri, oggi, domani”, “Matrimonio all’Italiana”, “Ginger e Fred” , “Oci Ciornie” e “Sostiene Pereira”. Anche Monica Vitti, ex musa di Michelangelo Antonioni, ha conquistato 5 Davdi: la prima nel 1969 per il ruolo di Assunta Patanè in “La ragazza con la pistola, poi per “Ninì Tirabusciò – La donna che inventò la mossa” “Polvere di stelle”, “L’anatra all’arancia” e “Amori miei”. Secondo posto in classifica per Sophia Loren con 6 David: dal primo per “La ciociara” all’ultimo per “Una giornata particolare”  passando per “Ieri, oggi, domani”, “Matrimonio all’Italiana”, “I girasoli” e “Il viaggio”. Infine sono tre gli attori che hanno vinto 7 David di Donatello: Alberto Sordi, Vittorio Gassman e Margherita Buy. Sordi e Gassman vinsero insieme il loro primo David nel 1960 per “La grande Guerra” di Mario Monicelli, mentre l’ultimo Sordi se lo aggiudicò nel 1977 per “Un borghese piccolo piccolo” di Monicelli, e Gassman 10 anni dopo per “La famiglia” di Ettore Scola. Margherita Buy ha vinto 5 David come miglior attrice protagonista e due come non protagonista (per “Caterina va in città” e “Manuale d’amore”).

Sono tante le novità che vedremo questa sera al David di Donatello 2016. La premiazione è tutta all’italiana, ma il richiamo ai cugini d’America è forte ed è per questo che in questa 60esima edizione della cerimonia assisteremo anche alla passerella sul Red Carpet. Anche all’interno della stessa novità c’è una news interessante: il dress code prevede lo smoking. Come ogni celebrazione d’elite che si rispetti, anche il look ha la sua importanza, soprattutto se parliamo dei big del cinema italiano. La produzione sarà spettacolare, dato che si tratta di Magnolia, la stessa de L’Isola dei famosi e MasterChef Italia. L’area in cui si svolgerà l’attesa cerimonia, gli Studi de Paolis di Roma, ci porterà invece in un’atmosfera molto simile alla finale di X Factor. Lo studio è infatti di 850mq e può contare su ben 500 punti luce. La prospettiva che verrà donata al pubblico da casa verrà curata in ogni dettaglio, grazie alle 15 telecamere presenti e provviste di altrettanti bracci telescopici. Fra il pubblico da casa troveremo anche dei nomi importanti e non solo del mondo del cinema. L’editore Nino Aragno è stato infatti convocato dall’Onorevole Sergio Mattarella al Quirinale come rappresentante del mondo culturale, letterario ed artistico del Bel Paese.  

Fuocoammare, regia di Gianfranco Rosi

Il racconto dei racconti – Tale of Tales, regia di Matteo Garrone

Non essere cattivo, regia di Claudio Caligari

Perfetti sconosciuti, regia di Paolo Genovese

Youth – La giovinezza,  regia di Paolo Sorrentino

Gianfranco Rosi per il film Fuocoammare             

Matteo Garrone per il film Il racconto dei racconti – Tale of Tales

Claudio Caligari per il film Non essere cattivo

Paolo Genovese per il film Perfetti sconosciuti

Paolo Sorrentino per il film  Youth  La giovinezza

Edoardo Albinati, Ugo Chiti, Matteo Garrone, Massimo Gaudioso per il film Il racconto dei racconti – Tale of Tales

Nicola Guaglianone, Menotti per il film Lo chiamavano Jeeg Robot

Claudio Caligari, Giordano Meacci, Francesca Serafini per il film Non essere cattivo

Filippo Bologna, Paolo Costella, Paolo Genovese, Paola Mammini, Rolando Ravello per il film Perfetti sconosciuti

Paolo Sorrentino per il film Youth – La giovinezza

Claudio Santamaria per il film Lo chiamavano Jeeg Robot

Alessandro Borghi per il film Non essere cattivo

Luca Marinelli per il film Non essere cattivo

Marco Giallini per il film Perfetti sconosciuti

Valerio Mastandrea per il film Perfetti sconosciuti

Àstrid Bergès Frisbey per il film Alaska

Paola Cortellesi per il film Gli ultimi saranno ultimi

Sabrina Ferilli per il film Io e lei

Juliette Binoche per il film L’attesa  

Ilenia Pastorelli per il film Lo chiamavano Jeeg Robot

Valeria Golino per il film Per amor vostro

Anna Foglietta per il film Perfetti sconosciuti

Valerio Binasco per il film Alaska

Fabrizio Bentivoglio per il film Gli ultimi saranno ultimi

Giuseppe Battiston per il film La felicità è un sistema complesso

Luca Marinelli per il film Lo chiamavano Jeeg Robot

Alessandro Borghi per il film Suburra

Piera Degli Esposti per il film Assolo

Antonia Truppo per il film Lo chiamavano Jeeg Robot

Elisabetta De Vito per il film Non essere cattivo

Sonia Bergamasco per il film Quo vado?

Claudia Cardinale per il film Ultima fermata 

Alaska di Claudio Cupellini

Gli ultimi saranno ultimi di Massimiliano Bruno

La Corrispondenza di Giuseppe Tornatore

Non essere cattivo di Claudio Caligari

Quo vado? di Gennaro Nunziante

Jacopo Quadri per il film Fuocoammare

Andrea Maguolo con la collaborazione di Federico Conforti per Lo chiamavano Jeeg Robot

Consuelo Catucci per il film Perfetti sconosciuti

Patrizio Maroneper il film Suburra 

Peter Suschitzky  per Il racconto dei racconti – Tale of Tales   

Michele D’Attanasio per il film Lo chiamavano Jeeg Robot   

Maurizio Calvesi per il film Non essere cattivo 

Paolo Carnera per il film Suburra 

Luca Bigazzi per il film Youth – La giovinezza    

                                 

Maricetta Lombardo per il film Il racconto dei racconti – Tale of Tales 

Valentino Giannì per il film Lo chiamavano Jeeg Robot

Angelo Bonanni  per il film Non essere cattivo

Umberto Montesanti per il film Perfetti sconosciuti

Emanuele Cecere per il film Youth – La giovinezza      

                  

Alexandre Desplat per il film Il racconto dei racconti – Tale of Tales  

Ennio Morricone  per il film La corrispondenza 

Michele Braga, Gabriele Mainetti per il film Lo chiamavano Jeeg Robot   

Paolo Vivaldi con la collaborazione di Alessandro Sartini per il film Non essere cattivo  

David Lang per il film Youth – La giovinezza

La felicità è un sistema complesso per la canzone “Torta di noi”: musica, testi e interpretazione di Niccolò Contessa

Non essere cattivo per la canzone “A cuor leggero”: musica, testi e interpretazione di Riccardo Sinigallia

Perfetti sconosciuti per la canzone “Perfetti Sconosciuti: musica di Bungaro e Cesare Chiodo, testi e interpretazione di Fiorella Mannoia

Quo vado? per la canzone “La prima repubblica”: musica, testi e interpretazione di Luca Medici (Checco Zalone)

Youth – La giovinezza per la canzone “Simple Song”: musica e testi di David Lang interpretata da Sumi Jo

Il racconto dei racconti–Tale of Tales: Dimitri Capuani e Alessia Anfuso

La corrispondenza: Maurizio Sabatin

ILo chiamavano Jeeg Robot: Massimiliano Sturiale

Non essere cattivo: Giada Calabria

Suburra: Paki Meduri

Youth – La giovinezza: Ludovica Ferrario

Il racconto dei racconti – Tale of Tales: Massimo Cantini Parrini

La corrispondenza: Gemma Mascagni

Lo chiamavano Jeeg Robot: Mary Montalto

Non essere cattivo: Chiara Ferrantini

Youth – La giovinezza: Carlo Poggioli

Il racconto dei racconti – Tale of Tales: Gino Tamagnini, Valter Casotto, Luigi D’Andrea e Leonardo Cruciano

La corrispondenza: Enrico Iacoponi

Lo chiamavano Jeeg Robot: Giulio Pezza

Non essere cattivo: Lidia Minì

Youth – La giovinezza: Maurizio Silvi

Il racconto dei racconti – Tale of Tales: Francesco Pegoretti

La corrispondenza: Elena Gregorini

Lo chiamavano Jeeg Robot: Angelo Vannella

Non essere cattivo: Sharim Sabatini

Youth – La giovinezza: Aldo Signoretti

21uno Film, Stemal Entertainment, Istituto Luce-Cinecittà, Rai Cinema, Les Films d’Ici con Arte France Cinéma per il film Fuocoammare

Archimede, Rai Cinema per il film Il racconto dei racconti – Tale of Tales

Gabriele Mainetti per Goon Films, Rai Cinema per il film Lo chiamavano Jeeg Robot

Paolo Bogna, Simone Isola e Valerio Mastandrea per Kimera Film, con Rai Cinema e Taodue Film, produttore associato Pietro Valsecchi, in collaborazione con Leone Film Group per il film Non essere cattivo

Nicola Giuliano, Francesca Cima, Carlotta Calori per Indigo Film per il film Youth – La giovinezza 

A metà luce, di Anna Gigante

Bellissima, di Alessandro Capitani

Dove l’acqua con altra acqua si confonde, di Gianluca Mangiasciutti e Massimo LoiL

A ballata dei senzatetto, di Monica Manganelli

Per Anna, di Andrea Zuliani

Carlo Lavagna per il film Arianna

Adriano Valerio per il film Banat – Il viaggio

Piero Messina per il film L’attesa

Gabriele Mainetti per il film Lo chiamavano Jeeg Robot

Fabio Bonifacci e Francesco Micciché per il film Loro chi?

Alberto Caviglia per il film Pecore in erba

Harry’s Bar, di Carlotta Cerquetti

I bambini sanno, di Walter Veltroni

Lousiana (The Other Side), di Roberto Minervini

Revelstoke. Un bacio nel vento, di Nicola Moruzzi

S is for Stanley (Trentanni dietro al volante per Stanley Kubrick), di Alex Infascelli

EDI – Effetti Digitali Italiani, per il film Game Therapy

Makinarium, per il film Il racconto dei racconti – Tale of Tales

Chromatica, per il film Lo chiamavano Jeeg Robot

Visualogie, per il film Suburra

Peerless, per il film Youth – La giovinezza

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