Truman – Un vero amico è per sempre/ Una storia di amicizia che lascia più d’una “insoddisfazione”

Il film di Cesc Gay ha avuto diversi riconoscimenti. Eppure, spiega ADELE RESTIVO nella sua recensione, non sembra soddisfare realmente le aspettative che i premi comportano

22.04.2016 - Adele Restivo
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Una scena del film

Truman – Un vero amico è per sempre è la storia di un’amicizia che rimane salda nel tempo, di fronte a ogni avvenimento. Due i protagonisti, molto diversi tra loro. Uno è Juliàn (Ricardo Darin), attore di origine argentina, che si autodefinisce seduttore, trapiantato da tempo a Madrid, separato, con un figlio, o meglio due, visto che Juliàn considera tale il suo Truman, il fedele cane di razza bullmastiff con cui condivide ogni momento della giornata. La sua vita da bohemien viene scossa dalle cattive notizie relative alla sua salute. È in questo momento così doloroso che il suo vecchio amico Tomàs (Javier Camàra), madrileno trasferitosi in Canada, insieme alla famiglia, decide di andarlo a trovare. Quattro giorni intensissimi che volano via, per stare insieme, esorcizzare l’inevitabile approssimarsi degli eventi e per trovare una nuova, accogliente casa per Truman, per quando Juliàn non se ne potrà più occupare. Ci sarà anche il tempo di far visita ad Amsterdam al figlio di Juliàn, per un seppur breve e inconsapevole commiato. 

Il film, acclamato dalla critica spagnola come “film dell’anno” ha vinto numerosi riconoscimenti, tra cui il premio Goya per il miglior film e i premi a pari merito per i due attori protagonisti. In realtà, la pellicola risulta monocorde, non decolla mai veramente come film drammatico, né tanto meno come commedia, caratterizzata com’è da un’unica linea narrativa, con piccoli e trascurabili sprazzi ironici che inducono timidi sorrisi. I pur bravi protagonisti, con diversi film di Almodovar e altri successi spagnoli alle spalle, non riescono a dare lustro a una narrazione che resta sulla superficie dei sentimenti e di un’amicizia che risulta parzialmente inesplorata: pochi i riferimenti a episodi vissuti dai due amici, tanto che lo stesso Tomàs, quando si avvicina il momento di congedarsi da Juliàn, esprime la sua sensazione di insoddisfazione, perché “avremmo potuto parlare di più e non lo abbiamo fatto”. Ciò è comprensibile solo in quanto tentativo di difesa rispetto al profondo dolore che causa una malattia senza scampo. La stessa sensazione di insoddisfazione viene provata dallo spettatore. Anche il tema dell’eutanasia viene appena accennato.

Truman – Un vero amico è per sempre ha vinto il premio per il Benessere degli animali dell’Associazione veterinari di Madrid per “la grande sensibilità e realismo con cui il film spiega il legame emotivo tra una persona e il suo animale domestico e il grande impegno con cui ne ricerca il benessere”. Alla luce di un riconoscimento tanto puntuale ci si aspettava un maggior coinvolgimento del protagonista a quattro zampe, il cane Truman, che, a dispetto del titolo resta, pacioso, sullo sfondo della narrazione. Il rapporto con il devoto padrone Juliàn e il tenero Truman poteva essere maggiormente indagato e approfondito, mentre il suo ruolo resta marginale.

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