ALESSIO BONI/ Come rovinare la poesia di Gabriele D’Annunzio

- Angelo Oliva

 Il famoso attore Alessio Boni con il reading “Con tutte le carezze – omaggio a D’Annunzio” si è esibito al Vittoriale di Gardone Riviera. Ce ne parla ANGELO OLIVA

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Alessio Boni

Immagino già le reazioni nel leggere il titolo di questa umile recensione. Sarò contro corrente. Sarò una voce fuori dal coro ma, un pochino di teatro, di recitazione negli anni le ho masticate e l’altra sera nel laghetto delle danze, luogo suggestivo del Vittoriale degli Italiani di Gardone Riviera, da pochi anni restituito nel suo pieno splendore alla dimora di D’Annunzio, si è vissuto un vero disastro. Il protagonista? Il famoso attore Alessio Boni con il reading “Con tutte le carezze – omaggio a D’Annunzio”. Alessio Boni che di queste parti è di casa, nato a Sarnico nei pressi del Lago d’Iseo. Lui, attore e protagonista di numerosi successi sia cinematografici che televisivi come “la bestia nel cuore” di Cristina Comencini e la fiction “Walter Chiari – Fino all’ultima risata”, giusto per citarne alcuni. Alessio Boni, vincitore di numerosi premi per il suo lavoro, in questa occasione non c’è stato. Quello che le mie orecchie, e non solo le mie, hanno ascoltato non è stato di certo teatro, recitazione, interpretazione. E’ stata una buona lettura, sentita ma non all’altezza di un Alessio Boni. Quanto meno ci si aspettava di più da questo grande professionista che, vorrei chiarire, mi piace. Mi piace nella misura in cui l’ho vissuto nelle opere che ne hanno messo in luce il talento. In cui si è distinti. Non poche aggiungerei. Qui purtroppo no. No! Conosco almeno altre dieci voci meravigliose di altrettanti personaggi che potrebbero rendere veramente omaggio alle lettere del grande Poeta Gabriele D’Annunzio. Peccato! Peccato perché le lettere di D’Annunzio lette ieri sera, rappresentano uno de momenti di vita del poeta, poco prima della sua dipartita. Lettere ritenute scomparse per oltre trenta anni ma da poco rientrate a far parte della collezione del Vittoriale grazie a Martino Zanetti, collezionista e colto magnate veneto del caffè di grandi vedute, che ha restituito, se pur virtualmente al poeta, le sue creature di carta ed inchiostro. Peccato perché la serata ed il laghetto delle danze sono un luogo magico. Un luogo perfetto per leggere ed ascoltare lettere d’amore. Lettere piene di ardore e passione per l’ultima ‘badessa’, la trentenne contessa milanese Evelina Scapinelli Morasso, ultima compagna di giochi sensuali e proibiti che D’Annunzio amò da anziano tra i consueti eccessi erotici.

Peccato perché altri suoi colleghi prima di lui hanno fatto molto meglio. Solo per citarne alcuni, non a caso, Filippo Timi ed Alessandro Preziosi. Chissà! Forse il tutto è stato causa della fretta con cui Alessio Boni ha affrontato le lettere? Oppure ha sottovalutato la situazione? O forse non era nella sua migliore forma “artistica”? Non ho risposte in merito e non credo ve ne saranno in futuro. Sta di fatto che ci si aspettava una grande serata ed invece non lo è stata. Ad onor del vero, a buona parte del pubblico presente l’interpretazione di Alessio Boni è piaciuta. Ma non a tutti. Ribadisco! Alessio Boni come attore mi piace. Ma non quello che ho visto e sentito ieri sera. Perdonate la mia onestà!



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