Pooh/ Il gruppo di “Ancora una canzone” in Piazza del Popolo, appuntamento a stasera. Foto (Coca Cola Summer Festival 2016, seconda serata 11 luglio)

- La Redazione

Pooh, la storica band italiana a Piazza del Popolo di Roma per la puntata dell’atteso evento dell’estate musicale italiana (Coca Cola Summer Festival, 11 luglio 2016).

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Coca Cola Summer Festival 2016

Torna il Coca Cola Summer Festival 2016 con la messa in onda della seconda serata di quanto visto a fine giugno in Piazza del Popolo a Roma. Tra i protagonisti ci saranno anche i Pooh che sono in giro per l’Italia, e non solo, con il Reunion Tour per la chiusura della loro splendida carriera dopo cinquanta anni di attività. Il gruppo ha iniziato da diverso tempo anche a usare con continuità i social network. Su Twitter ha pubblicato una foto che annuncia l’evento di questa sera, invitando gli ascoltatori a presentarsi davanti alla televisione puntuali su Canale 5 alle 21.10. Staremo a vedere quali canzoni canteranno, clicca qui per la foto e i commenti dei follower.

Questa sera va in onda sulle frequenze di Canale Cinque il secondo atteso appuntamento con lo spettacolo musicale del Coca Cola Summer Festival 2016. Un evento di scena nella splendida cornice di Piazza del Popolo in Roma e che vede alla conduzione Alessia Marcuzzi. Tra i tanti protagonisti annunciati ci sarà anche la storica band dei Pooh. Conosciamo meglio i Pooh evidenziandone le ultime notizie che li riguardano.

Per i Pooh quest’anno si festeggiano i 50 anni di carriera e forse anche qualcuno in più, se si considerano le prime “incarnazioni” del complesso, allora fondato e guidato dal batterista Valerio Negrini e dal cantante Mauro Bertoli: complesso che assunse il nome di Jaguars. L’inizio convenzionale però è considerato il 1965-66, quando gli ex Jaguars divenuti Pooh diedero alle stampe il primo LP, Per Quelli come Noi. Nonostante debbano ancora arrivare agli stili che li caratterizzeranno per gran parte della loro carriera, si distinguono già alcuni brani degni di nota, soprattutto Brennero ’66, Per Quelli come Noi e alcune cover di brani stranieri ben eseguite. Fino a poco prima vari avvicendamenti avevano portato all’ingresso di Camillo “Roby” Facchinetti alle tastiere al posto di Mauro Bertoli e Riccardo Fogli al basso al posto di Gilberto Faggioli, in una delle prime lineup che riuscirà a godere di un minimo di stabilità. A cavallo tra la fine degli anni Sessanta ed i primi anni Settanta il nome dei Pooh comincerà ad aver un certo successo grazie a brani divenuti storici come Piccola Katy, Pensiero, Resto con lei, Tanta voglia di lei e Noi due nel mondo E nell’anima, manifestando anche una certa tendenza alla sperimentazione con il concept album di contestazione Contrasto del 1968, anno nel quale fa il suo ingresso il chitarrista Dodi Battaglia. Nella prima metà degli anni ’70 il gruppo subisce un ulteriore rimpasto: Valerio Negrini lascerà il suo ruolo di frontman e rimarrà come paroliere principale (tanto da essere ancora considerato di lì a venire il “Quinto Pooh”), mentre Riccardo Fogli sceglierà di tentare la carriera solista. Verranno sostituiti rispettivamente dal batterista e percussionista Stefano D’Orazio e dal chitarrista e bassista Bruno “Red” Canzian. Il nuovo quartetto Facchinetti-Battaglia-Canzian-D’Orazio si dimostrerà quello più solido e longevo, affrontando i decenni successivi e superando ogni eventuale crisi. Nel 1973 il gruppo tornerà a esprimere in maniera particolare la sua vena creativa con l’album Parsifal, tuttora considerato uno di quelli dai maggiori virtuosismi strumentali. Sarà anche la prima occasione in cui il giovane Battaglia potrà mettere in mostra un talento fino a quel momento parzialmente frenato, in brani come Infiniti Noi, Parsifal e Io e Te per gli altri giorni. Il gruppo è ormai lanciatissimo e miete successi dopo successi, con album come Rotolando Respirando (1977) e Buona Fortuna (1981), nei quali vedranno la luce altri futuri evergreen come Dammi solo un minuto, Rotolando Respirando, Per una donna, Chi fermerà la musica e Buona Fortuna. Un’altra pietra miliare sarà Uomini Soli (1990), trascinato dalla hit omonima e da altre canzoni ben riuscite come L’altra donna o Città Proibita. Anche gli anni 2000 saranno caratterizzati da buoni successi, anche se si contano meno pezzi capaci di reggere il confronto con gli storici cavalli di battaglia. Il 2010 vede il primo cambio di lineup dopo ben 35 anni: l’uscita (assolutamente pacifica) del batterista Stefano D’Orazio, che non allenta comunque il buon successo del gruppo e dell’album dello stesso anno, Dove Comincia il Sole. La separazione dura relativamente poco, poichè nel 2015, in occasione dell’inizio delle celebrazioni per i 50 anni di carriera, i Pooh tornano sul palco con D’Orazio e con il “figliol prodigo” Riccardo Fogli. Il neo-quintetto continuerà con concerti sold out in tutta Italia per tutto il 2015 e 2016, sancendo così la fine di un’esperienza assolutamente gloriosa che li ha portati ai vertici della storia della musica.

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