L’anno del dragone/ Su Iris il film con Mickey Rourke diretto da Michael Cimino

- La Redazione

L’anno del dragone, il film in onda su Iris oggi, venerdì 29 luglio 2016. Nel cast: Mickey Rourke e John Lone, alla regia Michael Cimino. La trama del film nel dettaglio.

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L’anno del dragone è il film che andrà in onda su Iris oggi, venerdì 29 luglio 2016. La pellicola segna il ritorno nelle sale del regista Michael Cimino, cinque anni dopo il clamoroso flop di Cancelli nel cielo, film costato 44 milioni di dollari e rivelatosi un fallimento totale in termini di incassi, tanto da costringere la casa di produzione United Artist a dichiarare fallimento. Nonostante il flop, però, il pubblico attende il ritorno di Cimino, che nel 1978 aveva saputo regalare al mondo il bellissimo “Il cacciatore”, film vincitore di cinque premi Oscar, tra cui miglior film e miglior regia. L’anno del dragone riesce abbastanza bene nell’intento, anche se non pochi critici hanno sottolineato l’eccessiva violenza della pellicola. Anche la comunità cinese non ha visto di buon occhio il film, accusando Cimino di razzismo per il taglio certo non lusinghiero che dà a Chinatown. Il film rimane comunque un esempio notevole del talento del regista Cimino, da poco scomparso. Un talento autore di soli sette film, ma capace di vincere un Oscar e venire candidato alla Palma d’oro di Cannes con la sua ultima pellicola “Verso il sole”.

L’anno del dragone è il film in onda su Iris ore 21.00. Una pellicola drammatica-polizieso del 1985 diretta dal premio Oscar Michael Cimino (che firma anche la sceneggiatura insieme al grande Oliver Stone). Nel cast, spiccano i nomi di Mickey Rourke e John Lone, quest’ultimo, in particolare, per la parte ha ricevuto la nomination ai Golden Globe come miglior attore non protagonista. Noir metropolitano a tinte forti, L’anno del dragone racconta la vicenda del detective Stanley White (interpretato da un Mickey Rourke al suo meglio), chiamato a guidare il dipartimento di polizia di Chinatown, quartiere sconvolto da una serie di violenze causate dall’arrivo sulla scenda del giovane boss Joey Tai (John Lone). Ma vediamo insieme la trama del film.

Questi è infatti intenzionato a scardinare con ogni mezzo lo storico accordo tra le Triadi della mafia cinese e la polizia, che chiude più di un occhio davanti al traffico di droga portato avanti dai malavitosi. Stanley e Joey sono due avversari, ma sono anche figure per molti versi simili: entrambi “solitari”, agiscono cercando di sovvertire lo status quo, trovando la ferma opposizione delle vecchie gerarchie. Il detective, in particolare, è il classico poliziotto incorruttibile che non accetta compromessi. Indelebilmente segnato dalla sconfitta della guerra in Vietnam e personalmente segnato da una serie di perdite personali devastanti, trova a Chinatown un luogo in cui combattere una sua nuova battaglia, inseguendo un’ideale di giustizia che non accetta compromessi. Difficile avere a che fare con lui, sia dal punto di vista professionale, sia da quello sentimentale, come dimostrerà anche, nel corso del film, il tormentato rapporto che si viene a creare con la giornalista Tracy Liu, coinvolta da White nell’indagine, ma che si ritaglia uno spazio notevole all’interno della vicenda regalando agli spettatori i pochi momenti di intimità e di tranquillità all’interno di una pellicola infarcita di violenza, sparatori, omicidi e inseguimenti. Dall’altro lato della barricata, come detto, c’è il giovane mafioso Tai, assolutamente spregiudicato nel suo volersi ritagliare quella fetta di affari che i mafiosi prima di lui hanno potuto spartirsi e che si tengono ben stretta, con la complicità delle forze dell’ordine. Proprio per questo, il boss si trova tra due fuochi: da una parte quello della giustizia “vera” di White, intenzionato comunque a fermare l’ondata di violenza, dall’altro quello degli stessi mafiosi, che vorrebbero eliminare il nuovo boss. White e Tai, quindi, si trovano ad essere sì avversari, ma con molti più punti in comune di quanto essi stessi credano. L’epilogo della vicenda non potrà che passare da un confronto diretto tra di loro, anche se, dopo tutta la violenza, i morti e il dolore, forse nessuno crede davvero che le cose potranno mai cambiare.



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