Ogro/ Su Rai 3 il film con Gian Maria Volontè, alla regia Gillo Pontecorvo

- La Redazione

Ogro, il film in onda su Rai 3 oggi, venerdì 29 luglio 2016. Nel cast: Gian Maria Volontè, Saverio Marconi e Josè Sacristan, alla regia Gillo Pontecorvo. La trama del film nel dettaglio.

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Il film è in onda su Rai Movie in seconda serata

Ogro è il film che andrà in onda su Rai 3 oggi, venerdì29 luglio 2016.  La pellicola è stata prodotta dalla casa cinematografica della Vides Cinematografica in collaborazione con la Sabre Film di Madrid e la Action Film di Parigi mentre la distribuzione al cinema e nel settore dell’home video è stata gestita da dalla Cidif in collaborazione con la Ricordi Video e dalla Vivivideocon la fotografia è stata curata da Marcello Gatti, il montaggio è stato realizzato da Mario Morra, le musiche della colonna sonora sono state scritte dal grande maestro Ennio Morricone. La durata del film nella sua versione originale è pari a circa 2 ore ed 1 minuto.

È il film in onda su Rai 3 oggi, venerdì 29 luglio 2016 alle ore 15.50. Una pellicola dal genere drammatico-thriller, prodotta e girata in Italia nel 1979. Un film che è stato diretto dal regista Gillo Pontecorvo con soggetto e sceneggiatura cinematografica che sono stati realizzati e sviluppati dallo stesso Pontecorvo in collaborazione con Giorgio Arlorio e Ugo Pirro. Nel cast sono presenti tra gli altri artisti del calibro di Gian Maria Volontè, Saverio Marconi, Josè Sacristan, Eusebio Poncela, Angela Molina, Nicole Garcia, George Stacquet, Ana Torrent, Augustin Navarro, Luis Politti, Feodor Atkine, Josè Manuel Cervino e Fernando Chinarro. Ma ecco la trama del film nel dettaglio.

Ci troviamo nel corso degli anni Settanta nella Spagna ancora alle prese con la dittatura del generale Francisco Franco. Un periodo molto difficile per il Paese Iberico costretto a fare i conti con tantissimi attentati, tumulti da parte di organizzazioni che si oppongono alla dittatura come nel caso dell’ETA, pronta ad ogni cosa pur di porre fine a questo genere di Governo. Ci troviamo per la precisione nell’anno 1973, in mesi nel quale all’interno della stessa ETA si sta prendendo in considerazione la possibilità di mettere pressione al regime di Franco, progettando il sequestro dell’ammiraglio Luis Carrero Blanco che viene considerato uno dei principali collaboratori dello stesso Franco, nonché uomo di grande fiducia. Un’azione che non ha tanto l’obiettivo di destabilizzare il regime, quanto piuttosto di richiedere un pesante riscatto per la sua liberazione ed ossia la libertà per 150 detenuti per motivi politici. Un progetto che viene cambiato non appena lo stesso Franco decide di concedere a Blanco maggiori poteri e responsabilità nominandolo Presidente del Consiglio. A questo punto i massimi dirigenti dell’ETA si rendono conto che Blanco sia diventato un ostacolo al loro progetto di libertà del Paese per cui sia maggiormente conveniente ucciderlo. Inizia così un’attenta analisi di quelli che sono i consueti movimenti fatti dall’ammiraglio allo scopo di tracciarne una certa consuetudine e quindi coglierlo assolutamente alla sprovvista. I vari uomini dell’ETA incominciano a scavare un lungo tunnel che va esattamente sotto un tratto di strada che stando alle osservazioni ricavate, viene castamente percorso dallo stesso Blanco. Il piano dell’ETA è quello di inserire delle cariche di esplosivo all’interno del tunnel per farlo saltare in area non appena vi transiterà per quel tratto di strada Blanco e la propria scorta. Un piano che viene tragicamente messo in atto portando alla morte non solo dello stesso Blanco ma anche di tanti altri innocenti per una delle pagini più tristi della storia moderna della Spagna.

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