LAMPEDUSA, DALL’ORIZZONTE IN POI / La fiction con Amendola e Crescentini chiude con il 13.4% di share

- La Redazione

Lampedusa è una fiction che intreccia un profondo problema attuale come quello dei migranti in arrivo dal Mediterraneo con una delicata storia d’amore tra due eroi forti e idealisti

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Il film è in onda su Rai Movie in seconda serata

Ieri sera, mercoledì 21 settembre, è andata in onda su Rai 1 la seconda e ultima puntata di “Lampedusa – Dall’Orizzonte“, la fiction con Claudio Amendola e Carolina Crescentini. La miniserie ieri ha conquistato 3.298.000 spettatori pari al 13.4% di share, registrando un calo di ascolti rispetto alla prima puntata – trasmessa martedì 20 settembre – che ha conquistato 4.169.000 spettatori pari al 17% di share. La fiction di Rai 1 si è comunque aggiudicata la prima serata di mercoledì battendo la rivale fiction di Canale 5 “Rimbocchiamoci le maniche”, con Sabrina Ferilli, che ha raccolto davanti al video 2.965.000 spettatori pari al 12.6% di share.

La fiction Lampedusa, una miniserie in due puntate, è arrivata alla seconda e conclusiva con una doppietta di prime serate intense, dal punto di vista dello share come dei contenuti. Il tema è delicatissimo e scottante e non può che dividere l’opinione pubblica sui social. Qualcuno sente la coscienza scossa e toccata dall’argomento toccato (“il mare dev’essere SOLO dei pesci. Questa MATTANZA di uomini deve finire…”) mentre qualcun altro utilizza il pretesto per riaccendere le polemiche sugli sbarchi clandestini (“Mi raccomando seguite su #rai1 un bellissimo spot pro invasione pagato con i soldi del canone nella bolletta degli italiani” e “…nel mentre su PD1 va in onda un po’ di propaganda buonista/sinistrata un tanto al chilo”). Non manca chi si lancia in metafore sui migranti e Peter Pan “Lampedusa o l’isola che c’è dove anziché Capitani Uncino ci sono Capitani Coraggiosi che trsghettano Bimbi clandestini islamici Sperduti”. Per qualcun altro la miniserie è anche una sorta di manifesto turistico e sono in molti su Twitter a cinguettare la loro voglia di vedere l’Isola dei Conigli e le altre suggestive location. Il finale invece trova tutti (o quasi) d’accordo con la massima schietta e importante comunicata dall’eroe direttamente al telespettatore: “Prima di aprire la bocca venite a Lampedusa, venite a guardare coi vostri occhi”.

Una fiction così delicata come “Lampedusa – Dall’orizzonte in poi” è destinata a far discutere. E, come c’era da aspettarsi, Twitter si divide tra i “compassionevoli” toccati dal discorso attuale e i “colpevolisti” che attaccano il presunto spot del governo di sinistra pro-immigrazione. Il tema non è così easy: gli sbarchi clandestini, il problema dei migranti, i centri di accoglienza sovraffollati e quella martellante domanda “Dove li mettiamo?”. La miniserie Lampedusa propone un primo sguardo sul mare, sulla brutalità delle onde che distrugge i sogni di speranza (o semplicemente di salvezza) ma, essendo sempre il prodotto prime time di una TV generalista, edulcora il tutto con altri drammi (di natura sentimentale e privata) e con un messaggio didattico. C’è la storia di un capitano coraggioso come Serra e quella di una volontaria instancabile come Viola, che tenta il tutto e per tutto per salvare un bambino a cui si è immediatamente affezionata. E, inevitabilmente, la necessaria love story tra i due.

Il prodotto Rai, premiato dagli ascolti già dalla prima puntata, non pretende di proporre soluzioni valide al problema immigrazione (non le ha nessuno) ma di rappresentare gli intenti positivi delle persone disposte a tutto per migliorare Lampedusa (e quindi, per traslato, il mondo). Persone, appunto, come Serra o come Viola, eroi positivi e anime gemelle. Siamo di fronte a una trama classicissima adattata a una questione di attualità spinosa e drammatica e che offre più di uno spunto di riflessione. Inevitabile però, nel racconto finzionale-cronachistico, la contaminazione con il genere travel, che propone una Lampedusa con zone degradate e drammatiche ma anche con scorci naturali di rara bellezza; e con il genere sentimentale, che cuce la storia d’amore addosso a due personaggi già provati e compromessi dai dolori del passato. Un giusto connubio di ingredienti, che non annoia e non divaga troppo, che permette di porsi delle domande ma anche di concedersi la fascinazione classica di fronte a due eroi forti e coerenti.

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