Paolo Rossi / L’ex calciatore è ospite su Rai 3: un francobollo dedicato all’attaccante, foto(Che fuori tempo che fa, prima puntata 25 settembre 2016)

- La Redazione

Paolo Rossi, l’ex calciatore è ospite nel salotto di Fabio Fazio in onda questa sera su Rai 3, cosa ci racconterà della sua carriera (Che fuori tempo che fa, prima puntata 25 settembre 2016)

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Fabio Fazio

I calciatori che vinsero il mondiale dell’82 sono entrati nei cuori di tutti gli italiani diventando delle star anche all’estero. Paolo Rossi, che stasera sarà ospite di Fabio Fazio a Che fuori tempo che fa, ha infatti un francobollo dedicato a lui che è stato stampato nalla repubblica del Mali. L’ex calciatore ne ha condiviso l’immagine suol suo profilo Facebbook: l’attaccante della Nazionale è ritratto mentre gioca e in primo piano, mentre alle sue spalle troviamo la coppa che lui e i suoi compagni hanno faticosamente conquistato in Spagna nel 1982. Il francobollo, di cui il neo sessantenne non può che essere orgoglioso, ha conquistato sul social oltre 800 like: clicca qui per vederlo.

Tra gli ospiti che stasera verranno intervistati da Fabio Fazio a Che tempo che fa c’è anche Paolo Rossi, il mitico attaccante della nazionale del 1982 che conquistò il terzo mondiale della storia italiana. In questi giorni a Sirmione i fans dell’ex calciatore possono visitare la mostra a lui dedicata, che sarà aperta fino al 9 ottobre. Rossi ne ha parlato proprio pochi giorni fa sul suo profilo Facebook: “Grande successo di pubblico e critica alla mia mostra di Sirmione, Palazzo Callas. Fino a domenic a9 ottobre…venite ancora numerosi. Vi aspettiamo con oggetti inediti su di me”. Tantissimi i like e anche i commenti dei fans, che hanno vouto fare gli auguri al loro idolo che lo scorso 23 settembre ha compiuto 60 anni: clicca qui per vedere il post.

Festeggiare i 60 anni in tv: più o meno è questo ciò che succederà a Paolo Rossi nella prima puntata di Che Fuori Tempo Che Fa di domenica 25 settembre. Il Pablito nazionale, questo il nomignolo affibbiatogli da Enzo Bearzot, rimane ancor oggi uno dei calciatori più amati, uno dei maggiori protagonisti del magico Campionato Mondiale del 1982 quando l’Italia vinse meritatamente e stupì il mondo intero per la sua grande abilità di gioco. Certo la sua carriera sarà al centro della chiacchierata con Fabio Fazio, una carriera iniziata a soli nove anni in quel di Prato quando il piccolo Paolo, nato il 23 settembre 1956, iniziò a tirare i suoi primi calci a un pallone nel Santa Lucia, la squadra della frazione della cittadina toscana in cui è nato e cresciuto. Nel 1972, a soli 16 anni la Juventus manifestò interesse per lui, ma non fu facile convincere i genitori a lasciar partire per Torino il ragazzo: temevano che, come era già successo per il fratello Rossano, sarebbe presto tornato a casa con i sogni infranti. Invece non andò così, ma il primo periodo torinese fu davvero duro per Paolo. Un infortunio dietro l’altro lo costrinsero a subire ben tre interventi al menisco in meno di due anni, ma nonostante ciò nel 1974, quando non aveva ancora compiuto 18 anni, esordì in prima squadra. Ceduto al Como nel 1975 perché potesse “farsi le ossa”, Paolo giocò solo sei incontri senza mai andare a segno. La svolta arrivò però nel 1976 con la sua cessione al Lanerossi Vicenza dove, a prendersi cura di lui e a renderlo il gran giocatore che tutti abbiamo conosciuto c’era un tecnico che lui considerò sempre come un secondo padre: Giovan Battista Fabbri. Fu proprio il tecnico emiliano a convincere Paolo che il suo vero ruolo in campo doveva essere quello di centravanti puro e non di ala e il successo non tardò ad arrivare. Subito schierato come titolare, Rossi fu il capocannoniere del campionato di serie B del 1976/77 con 21 reti e l’anno seguente riuscì a fare ancora meglio con 24 gol. Fu proprio la sua propensione a segnare che convinse Enzo Bearzot a convocarlo in nazionale per i Mondiali del 1978, intanto diveniva interamente proprietà del Vicenza, ma dopo la retrocessione della squadra veneta passò al Perugia. Gli anni in Umbria non furono fortunati per Pablito, vittima di numerosi infortuni e di una squalifica di due anni. Depresso, pensò di abbandonare il calcio, ma vi tornò poi nella tarda primavera del 1982 con la maglia della Juventus, proprio in tempo per essere convocato nuovamente in nazionale per i mondiali spagnoli quando, con 6 reti, si laureò capocannoniere. Il dopo-mondiale fu però amaro, il calciatore si sentiva sottoutilizzato in squadra e nel 1985 passò al Milan, chiudendo poi la sua carriera nel 1987 con il Verona. 

Oggi Paolo Rossi ha completamente dimenticato i periodi bui della sua carriera che l’ha visto sia sull’altare che nella polvere e si è trasformato in un commentatore sportivo molto apprezzato. Papà di tre figli, avuti in due matrimoni, nel 2011 si è messo anche alla prova come ballerino in Ballando sotto le stelle, ma non disdegna neppure la pubblicità ed è stato recentemente protagonista di uno spot per Mediaworld.

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