SFOOTING/ Per far salire l’audience la Rai punta su un nuovo palinsesto: tutto nero

- Comic Astri

Dopo che il blackout di inizio ottobre ha portato ascolti in più a Rai 1, dicono I COMICASTRI, a viale Mazzini si cerca di adottare una programmazione che tenga conto di questo record

stefano coletta rai 1
LaPresse

Qualcuno, con sarcasmo, si è affrettato a definirla “la pagina più nera della storia della Rai”. Qualcuno, invece, vi ha trovato l’ennesima conferma al vecchio adagio che “il nero dona”. Quel che si sa, è cronaca recente: venerdì 2 ottobre, nel bel mezzo del programma mattutino di Rai1 “Storie Italiane”, si è verificato un blackout totale. Schermo nero per 11 interminabili minuti. Il motivo? Per spiegare l’accaduto i vertici della Rai hanno diramato il solito comunicato che non brilla certo per chiarezza: “Nel corso della diretta di ‘Storie Italiane’, su Rai1, alle 10.41, si è verificato un guasto all’interno di un armadio rack della sala apparati della regia Saxa3 del Centro di produzione di Saxa Rubra. L’avaria ha provocato l’intervento delle protezioni di sicurezza locali e generali dell’impianto elettrico, causando l’interruzione del funzionamento della regia”. Insomma, par di capire, un semplice problema di armadio: un’anta rotta? una serratura difficile da aprire? un groviglio di fusibili e cavi ripiegati male in qualche remoto vano? Sta di fatto che sugli schermi di tutta Italia è piombata l’oscurità assoluta, l’assenza di qualsivoglia flebile segnale. E – lo ripetiamo – per un periodo superiore ai dieci minuti. Viene da immaginarseli, in quel lasso di tempo, i tecnici Rai indaffarati a scovare il guasto rovistando nei mille anfratti dell’armadio rack… A tal proposito, sapete mica se si trovano armadi rack anche all’Ikea? 

“Nooo, non è la Bbc! Questa è la Rai, la Rai Tivù” cantava ai tempi di Alto Gradimento Renzo Arbore. Già, la Rai Tivù: vale a dire quell’emittente abituata da sempre a porre al centro il suo pubblico, così che mandare la pubblicità proprio due secondi prima (e a tradimento) di un thriller o nell’imminenza della finale dei 100 metri alle Olimpiadi (dieci secondi di adrenalina pura, e noi a sperare che i consigli per gli acquisti non ci brucino i primi cinque), tutto questo fa parte del servizio pubblico. Ma qui stiamo divagando, perché la notizia non è questa! Reggetevi forte: il blackout di dieci minuti ha fatto registrare il 19,5% di share! Il picco di ascolti dell’intera mattinata! Una percentuale che “Uno Mattina” fa fatica a raggiungere; un gradimento che è appannaggio di serie tv di successo come “Don Matteo”; un’audience che renderebbe felice financo il buon Fabio Fazio con il suo “Che tempo che fa”, supportato, nel raggiungimento del punteggio, dalle battute (sempre al limite del trivio o del doppio senso) di Lucianina Littizzetto e dall’avvenenza della nordica e pacata Filippona Lagerback. 

E a proposito di punti (di share)… Gli inconfutabili dati Auditel (che hanno fatto esclamare a più di un dirigente Rai dei piani alti: “Inauditel!”) hanno spinto i vertici di Viale Mazzini a un surplus di riflessione, che ha permesso di trasformare un punto di debolezza in un punto di forza. Perciò, dopo la prima dura presa di posizione, che ha fatto vacillare parecchie teste, il Consiglio di Amministrazione, già rinominato sarcasticamente dai soliti maligni “Consiglio di Annerizzazione”, ha deciso di adottare una strategia che – si legge in un documento riservato – “… deve fare tesoro, tenendolo in debito conto, del gradimento ottenuto durante il venerdì nero“. Così, in men che non si dica, si è deciso di rivoluzionare l’intero palinsesto. La nuova parola d’ordine? “(At)tenersi allo scuro!”.

La prima mossa è stata affidare la direzione artistica a Neri Marcorè, il quale – assunto l’incarico – ha immediatamente deciso di mettere mano alla programmazione di Sanremo, convincendo Claudio Baglioni a rinunciare alla conduzione, a favore dell’attore Franco Nero; mentre i Neri per Caso saranno i protagonisti della sigla d’apertura e del DopoFestival. “Che cappellata!”, hanno prontamente polemizzato i consiglieri Rai dell’opposizione (con evidente riferimento al “canto a cappella”).

Tra le altre novità proposte da Neri (Marcorè, non per Caso), che hanno riscosso un consenso pressocché unanime, spiccano le repliche di Nero Wolfe (col grande Tino Buazzelli e un giovanissimo Paolo Ferrari) e di Zorro (versione Disney: quella, per intenderci, col servo Bernardo, il sergente Garcia e il cavallo Tornado): due serie rigorosamente in bianco e…nero!

Ovviamente, la rivoluzione non poteva non toccare i programmi di cucina, che portano audience, sponsor e spettatori. Così l’attrice Francesca Neri (la “sciura” Amendola – quello del più grande gruppo di scommesse al mondo: saranno in nero pure quelle? – e musa del regista Pedro Almodovar) dovrebbe condurre il programma di ricette “Nero di seppia”.
Persino i programmi d’informazione risentiranno del nuovo corso. Michele Santoro si è di fatto ridestato dall’incazzatura (nera) che nutriva nei confronti della Rai: gli è stata proposta la conduzione del nuovo talk show politico “AnnoNero”, naturale evoluzione del datato e rodato AnnoZero, mentre Federica Sciarelli sarà alla guida del rinnovato “Chi l’ha visto?”, che si chiamerà, un po’ pessimisticamente, “Vedo Nero”.

Stando ai sempre bene informati, Piero Angela, che nonostante l’età ha sempre la pupilla (rigorosamente nera) dilatata (forse per via dell’erede, suo figlio Alberto), ha rilanciato subito con un nuovo filotto di puntate di SuperQuark. Titolo della serie: “Viaggio all’interno dei buchi neri”.

E da ultimo, lo sport. Nonostante sia un periodo buio, non sarà la Nazionale di calcio a farla da padrona. Toccherà al rugby guadagnare la prima serata. E sarà un prime time rigorosamente All Blacks!

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