Zoo di 105, bestemmia in diretta/ Video, Marco Mazzoli si dimette, poi ci ripensa: “torneremo con nuove idee”

- Silvana Palazzo

Zoo di 105, video bestemmia in diretta: programma nella bufera. Marco Mazzoli si dimette, poi ci ripensa e promette: “Torneremo con nuove teste e idee”. Le ultime notizie sulla trasmissione

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Zoo di 105, video bestemmia in diretta (Foto: da Facebook)

Lo Zoo di 105 è finito nuovamente nella bufera per una bestemmia. Il programma di punta di Radio 105, che ha fatto del turpiloquio una delle sue principali caratteristiche, avrebbe potuto evitare lo scivolone, visto che lo scherzo telefonico di cui è stato vittima un camionista veneto era stato registrato e montato per la diretta del 20 ottobre scorso. La bestemmia allora poteva essere coperta, ma così non è stato e quindi il programma è finito nuovamente al centro delle polemiche. Lo storico responsabile del programma, Marco Mazzoli, in diretta non ha nascosto il nervosismo per l’accaduto, mentre Dj Giuseppe, che conduce Music and Cars proprio dopo lo Zoo di 105, ha criticato apertamente i colleghi: «Quando l’ignoranza sovrasta le cose che dovrebbero essere simpatiche, bisogna che la direzione faccia qualcosa. Io non ne posso più di sentire gente che bestemmia alla radio». La diretta del programma radiofonico del Gruppo Mediaset è stata subito sospese, lasciando spazio per il momento alle registrazioni di Zoo best. Nel frattempo Marco Mazzoli aveva annunciato le dimissioni, salvo poi fare retromarcia. Da lunedì, dunque, lo Zoo di 105 tornerà in onda in diretta, ma sarà rivisto e corretto.

MAZZOLI: PRIMA LE DIMISSIONI, POI FA RETROMARCIA

Non è la prima volta che lo Zoo di 105 finisce sul banco degli imputati per una bestemmia: nel 2010 il Garante dell’Editoria inflisse all’emittente radiofonica una multa salatissima e la direzione sospese il programma. Questa volta si è deciso di rivedere il “registro” della trasmissione… Ma la sanzione pecuniaria potrebbe arrivare lo stesso secondo l’Avvenire, che cita Giulio Votano, vicedirettore della direzione contenuti audiovisivi dell’Agcom. La multa in questi casi è tra 25 e 350mila euro. Il problema è che il Testo Unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici, che disciplina il sistema radiotelevisivo, non prevede norme direttamente sanzionatorie per le offese al sentimento religioso. Questa lacuna non c’è nel Codice di autoregolamentazione media e minori, a cui il Testo Unico rinvia, quindi l’Autorità Garante delle Comunicazioni deve valutare se si può ravvisare un turpiloquio gratuito o un pregiudizio allo sviluppo psicologico dei minori nell’offesa alle convinzioni religiose. «Venerdì per una svista è andata in onda una roba che non sarebbe dovuta andare in onda», ha dichiarato Marco Mazzoli, storico responsabile del programma, con un post su Facebook. E ha parlato di un «contenuto, grave, proprio perché noi abbiamo tre filtri prima di mandare in onda qualsiasi cosa: i Dj Wender, Spyne e Luca, che dovrebbero verificare. C’è stato un incidente, ma siamo in diretta». La questione è stata discussa con la direzione della radio che gli ha dato «carta bianca per rimettere tutto in piedi, immettere nuovi elementi nel programma, nuove teste, nuove idee».



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