NICOLA GARDINI/ Il “Rinascimento” ad Oxford (Che fuori tempo che fa)

- Annalisa Dorigo

Nicola Gardini sarà ospite di Fabio Fazio nella puntata di oggi di Che fuori tempo che fa. Lo scrittore insegna all’università di Oxford dopo anni di delusione nella scuola italiana.

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Fabio Fazio

Nicola Gardini, come spiegherà anche durante l’intervista a “Che tempo che fa” da Fabio Fazio, rappresenta senz’altro un esempio per tutti coloro che vogliono rapportarsi con quello che è il problema della “fuga dei cervelli”, dei talenti che in ogni campo fuggono dall’Italia dove non riescono a trovare sbocchi per la loro qualità. Nel campo dell’Università quello di Gardini è stato un caso discusso a lungo anche grazie al suo libro sui “Baroni”, ma l’esperienza ad Oxford per il professore è stata talmente rigenerante da dar vita ad un nuovo volume, “Rinascimento”. Come spiegato in un’intervista rilasciata a “Il Fatto Quotidiano”: “È stata una fortuna avere l’opportunità di andare a lavorare ad Oxford: quell’estate pubblicano un bando per un posto da italianista. Mando la domanda e meno di due mesi dopo vengo convocato per il colloquio e la lezione di prova. L’indomani mi offrono il posto. Qui sono rinato. Da poco ho pure scritto un altro libro, “Rinascimento”: non è il seguito della mia storia, ma di sicuro il primo frutto della felicità ritrovata.” (agg. di Fabio Belli)

IL PROFESSORE DI OXFORD INTERVISTA OVIDIO

Dopo il successo di “Viva il latino”, Nicola Gardini – ospite stasera a Che fuori tempo che fa – ha scritto “Con Ovidio”, che racconta uno dei più grandi poeti della latinità. Il  professore Letteratura italiana e Letterature Comparate a Oxford ha scritto anche un’intervista immaginaria al grande poeta latino. “La mia finestra, in college, dà su un’aiuola verde smeraldo, pettinata come un campo di calcio. Lì, tutti i giorni, verso le cinque, compariva un bellissimo merlo”, scrive Gardini su Il Libraio, che riporta l’intervista immaginaria. Il merlo si rivela essere la reincarnazione di Ovidio. Dopo una lunga chiacchierata, Gardini chiede a Ovidio di dirgli qualcosa per il suo bene: “Per il tuo bene…? Ho già detto tutto, credimi. Beh, sì, una cosa va sempre bene dirla: conosci il mondo! Tieni sempre aperta la finestra, fa’ sempre un fischio (non te la cavi male)… Continua a leggere i miei libri! E… scrivi un libro su di me! Impégnati…”, questo il consiglio del grande poeta e il consiglio, che tra le righe, Gardini dà a tutti i giovani. (agg. Elisa Porcelluzzi)

L’esperienza a Palermo

Nicola Gardini sarà uno degli ospiti della puntata odierna di Che fuori tempo che fa, programma condotto da Fabio Fazio. Nato a Petaccio nel 1965, lo scrittore oggi è professore di letteratura italiana e comparata presso l’Università di Oxford anche se l’inizio della sua carriera accademica non è stato facile. Lui stesso aveva parlato delle difficoltà riscontrate a Palermo nel periodo in cui ha lavorato come ricercatore in un’intervista rilasciata qualche anno fa al quotidiano Repubblica: “L’università italiana può fare molto male. E non è solo una questione di concorsi truccati. Quel che ti deprime è la devastazione morale che scaturisce da questi maneggi, con un danno immenso per i più giovani”. Le dichiarazioni di Nicola Gardini erano state fatte in merito ai sette anni da lui trascorsi all’università di Palermo, durante i quali si era trovato a subire un processo di progressiva esclusione: “A 35 anni ho vinto il concorso da ricercatore a Palermo. Sette anni di inferno. O meglio, di progressiva esclusione: niente fondi per la ricerca, pochi seminari, mai in commissione di laurea. Mobbing vero. Stavo nel posto sbagliato”.

Nicola Gardini contro l’università italiana

Nella stessa intervista rilasciata alla Repubblica, Nicola Gardini ha spiegato di essersi ritrovato all’interno di un sistema che inizialmente gli appariva incomprensibile: “Ero la pedina di una scacchiera. Il barone che mi aveva aiutato voleva fare un dispetto al collega siciliano (…) L’avrei scoperto più tardi. È bastato un incontro con il professore che mi aveva spinto al concorso: accoglienza gelida, totale estraneità. L’oblio e la cancellazione sono armi tipiche di questo genere di accademici”. E anche dopo l’uscita dei suoi libri, lo scrittore si è reso conto che nulla è cambiato e che neppure i suoi amici hanno trovato il coraggio di denunciare il sistema: “Poi rimangono i dissidenti. Quelli che mugugnano, ma non alzano un dito per cambiare gli equilibri. È la specie più diffusa, anche tra i miei amici. Dopo che è uscito il libro, ho ricevuto tantissime mail di consenso: tutte rigorosamente private”.

Il successo di Nicola Gardini

Dopo anni di dissensi e di voltafaccia, Nicola Gardini ha scoperto che ad Oxford bandivano un concorso per italianistica e ha deciso di parteciparvi, vincendolo. È stato questo il fiore all’occhiello di una promettente carriera durante la quale ha scritto diversi romanzi, raccolte di poesia, saggi e traduzioni (dal latino e dall’inglese). Numerose sue traduzioni, da varie lingue, sono apparse sulla rivista ‘Poesia, di cui è stato per molti alti il codirettore. Sul tradurre ha scritto il saggio in versi Tradurre è un bacio. Tra i suoi romanzi più noto ricordiamo Le parole perdute di Amelia Lynd, Vincitore del Premio di narrativa Viareggio, ma anche Lo sconosciuto, La vita non vissuta e I baroni. Come e perché sono fuggito dall’università italiana. Ricordiamo inoltre anche l’interesse di Nicola Gardini per la pittura, soprattutto dopo avere ricevuto in dono il materiale di un noto artista milanese. Alcune sue opere sono riprodotte nel libro Il Diario.

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