CHE TEMPO CHE FA/ Le pagelle della terza puntata: Ghali, Donsah e Roberto Saviano

- Rossella Pastore

Che tempo che fa: terza puntata per il talk condotto da Fabio Fazio con la partecipazione di Luciana Littizzetto. Di seguito la rassegna ospiti tra top e flop.

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Luciana Littizzetto e Fabio Fazio

Terza puntata all’insegna dello humor per Che tempo che fa, che ha aggiunto al suo già consolidato parterre di comici [Luciana Littizzetto e Nino Frassica, N.d.R.] le due primizie del cabaret Enrico Brignano e Ale&Franz. L’entusiasmo delle premesse è stato puntualmente smorzato da Fabio Fazio, che ha fatto intendere che Brignano non fosse lì per esibirsi in uno dei suoi consueti numeri. Ebbene, anche lui ha appena scritto un libro. “Sono diventato padre, e ho pensato bene di lucrarci sopra”, ha affermato autoironico, ma ciò non è bastato a cancellare l’espressione di disappunto incisa sul volto degli spettatori più diffidenti. Voto: 5. Momento popolitik con Ghali e il suo primo supporter Roberto Saviano. “Il Paese ha bisogno di te”, lo esalta Fazio, mentre Saviano lo eleva a paladino dei diritti dei quasi-italiani. Gli intenti dello scrittore sono manifesti: “Ragazzi, approfondite e divulgate. Lo Ius soli permette a queste persone di essere ciò che sono: italiani”. Per inciso, oltre a Ghali è presente in studio anche il clandestino Donsah. Non è proprio il caso di fare politica, specie senza contrappesi. Voto: 5.

Musica leggerissima con l’inedito trio Pezzali, Renga e Nek. Fazio si fa portavoce del pubblico: “Quand’è che vi sciogliete?”. Non c’è speranza, almeno non prima di gennaio: il tempo del tour, insomma. Lucianina interviene: “Non ve la tirate troppo: non siete gli One Direction”. Voto: 10. Alla battuta, s’intende. Va meglio per Antonio Cabrini, che sceglie lo studio di Che tempo che fa come location della sua festa. Ha appena compiuto sessant’anni, ma è ancora il ragazzo di una volta. Non è un caso che sia particolarmente avvezzo alla tecnologia: ogni mattina, svela, whatsappa i suoi ex compagni di squadra. “A casa avrò ancora ottocento lettere da leggere”. Con quest’uso smodato dei cellulari, non ne dubitavamo. Voto: 7.



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