Gianluigi Nuzzi, Peccato originale/ “In Vaticano c’è un blocco di potere che ostacola le riforme” (Verissimo)

- Francesca Pasquale

Il giornalista e conduttore televisivo Gianluigi Nuzzi è ospite questo pomeriggio nella puntata di Verissimo condotta da Silvia Toffanin su Canale 5 per presentare il suo nuovo libro.

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Elena Tambini, Balalaika

Il conduttore della trasmissione Quarto grado, Gianluigi Nuzzi, è ospite questo pomeriggio a Verissimo e racconta alcuni dettagli del suo nuovo libro, Peccato Originale, in studio a Silvia Toffanin. Dal suo libro, come riporta La Stampa, si legge: «In Vaticano c’è un blocco di potere che ostacola l’azione riformatrice di Francesco così come ha fatto con Benedetto XVI – spiega il giornalista – esisteva con Marcinkus e la sua gestione parallela dello Ior ed esiste ancora oggi». Cosa c’entra questo «blocco» con la santa di Calcutta? «Il suo conto nella banca del Vaticano è la prova che questi signori erano e sono tuttora all’interno della Curia e di loro ci si fida. Lo ha fatto anche madre Teresa che, si racconta, entrava allo Ior da una porta secondaria ed era accolta da monsignor De Bonis, il braccio destro di Marcinkus».

SETTE DOMANDE E SETTE RISPOSTE

Verissimo ospita oggi il giornalista investigativo e conduttore di Quarto Grado, Gianluigi Nuzzi. Il Peccato Originale è il titolo del nuovo libro del giornalista che lui stesso annuncia come in grado di rivelare quelle domande che ancora attendono risposta e che, naturalmente, riguardano il Vaticano e i suoi ambienti. Qualche mese fa, dagli Usa, è arrivato l’annuncio che il suo Vatileaks ha dato vita ad una serie tv tratta dalle inchieste di Gianluigi Nuzzi e del suo primo libro, succederà lo stesso anche per questo secondo? I misteri e gli scandali del Vaticano saranno al centro dell’intervista che Silvia Toffanin farà al conduttore rivelando anche alcuni dei dettagli della sua vita privata. Intanto, Nuzzi sui social rilancia: “esce “Peccato Originale” così non vi ammorberò più con il conto alla rovescia… e parleremo di sette domande e sette risposte fino ad oggi almeno mancanti…”. Clicca qui per vedere la foto postata dal giornalista.

I CONTI ALLO IOR E IL BLOCCO DELLA RIFORMA DI FRANCESCO

Il conduttore della trasmissione Quarto grado, Gianluigi Nuzzi, è ospite questo pomeriggio nella consueta puntata di Verissimo in onda il sabato pomeriggio su Canale 5 per la conduzione di Silvia Toffanin. Una ospitata molto attesa visto che Nuzzi andrà a parlare e presentare il suo nuovo libro inchiesta sui misteri e gli scandali in Vaticano intitolato Peccato originale. Tra le anticipazioni di questo nuovo lavoro di Nuzzi ci sono alcune che fanno riferimento allo Ior ed ad un potere che puntualmente blocca l’azione di riforma: “In Vaticano c’è un blocco di potere che ostacola l’azione riformatrice di Francesco così come ha fatto con Benedetto XVI esisteva con Marcinkus e la sua gestione parallela dello Ior ed esiste ancora oggi”. 

LE DOMANDE DI NUZZI SUL CASO ORLANDI

Durante la presentazione del suo libro, Gianluigi Nuzzi ha voluto dare una ricostruzione su alcuni incontri che ci sarebbero stati tra un paio di esponenti della Santa Sede ed i pm per quanto riguarda il caso Orlandi. Nello specifico queste sono state le parole del giornalista e conduttore televisivo: “Parliamo di quattro, cinque incontri che prima della chiusura clamorosa dell’inchiesta sulla Orlandi ci sono stati tra l’allora procuratore capo reggente di Roma Giancarlo Capaldo e due monsignori che avevano la fiducia piena sia del Segretario di Stato Bertone sia del segretario particolare dell’allora Pontefice Benedetto XVI, mons. Georg Gaenswein, incontri che hanno chiamato la trattativa: da una parte il Vaticano cercava di chiudere questa inchiesta, dall’altra parte avrebbe dato notizie su dov’era la tomba di Emanuela. Questi incontri ci sono stati, Capaldo è andato anche in Vaticano, c’è stato un incontro alla biblioteca vaticana, poi la trattativa è saltata. C’è forse da chiedersi a che titolo questo magistrato andava in un paese estero e perché questa trattativa è sfumata e perché sulla Orlandi ancora oggi non abbiamo la verità”.

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