IL DOMANI TRA DI NOI/ Il film con una forza che supera i suoi difetti

- Ilenia Provenzi

Il film di Hany Abu-Assad, grazie a Kate Winslet e Idris Elba, oltre che ai paesaggi ripresi, riesce a tenere incollati gli spettatori nonostante i suoi difetti. ILENIA PROVENZI

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Una scena del film

Una fotografa e un neurochirurgo sono bloccati in aeroporto da una tempesta. Lei deve tornare a casa per sposarsi, lui deve operare un ragazzino. Decidono così di affittare un aereo privato, ma il pilota è colpito da un ictus in volo e il velivolo precipita sulle montagne innevate. Alex (Kate Winslet) e Ben (Idris Elba) sopravvivono e si ritrovano da soli in mezzo al nulla, con scorte esigue e un cane al seguito. Alex ha una gamba ferita, che però non le impedisce di insistere per allontanarsi dai resti dell’aereo e cercare di scendere a valle. Istintiva ed emotiva lei, chiuso e razionale lui, i due non sembrano certo fatti l’uno per l’altra. 

Costretti a sostenersi a vicenda per non morire di fame e di freddo, cominciano però ad avvicinarsi: riaffiorano i fantasmi del passato, le tragedie a cui Alex ha assistito come fotografa e il dramma personale di Ben, che non ha potuto fare nulla per salvare la moglie. Quando trovano una baita abbandonata, ricreano il calore di una casa, la parvenza di quella vita normale a cui disperano di poter tornare. 

È l’amore a dare la forza a entrambi di proseguire e di salvarsi a vicenda; non l’amore di un tempo, ma il nuovo legame che li unisce mentre cercano di avanzare nella neve, un passo per volta, sempre più stanchi, affamati e disperati. E una volta tornati a casa, dovranno affrontare le conseguenze di un’esperienza che cambia per sempre la vita, scardinando le certezze che si davano per scontate. 

Il domani tra di noi (A Mountain Between Us), che prende spunto dal romanzo di Charles Martin, può contare su due grandi attori e sullo splendido paesaggio delle Purcell Mountains. Le storie di sopravvivenza in condizioni estreme funzionano al cinema e nella letteratura, perché rappresentano la sfida dell’uomo con la natura, ma anche con se stesso. Quando un essere umano si trova lontano dalla civiltà, è costretto ad aggrapparsi all’istinto di sopravvivenza, che lo spinge a nutrirsi di ciò che trova e a spingere il proprio corpo fino al limite. Ma non solo. La solitudine mette alla prova la mente. Non ci sono distrazioni a salvare dai propri demoni. 

Questo aspetto è trascurato nel film di Hany Abu-Assad, che si concentra invece sul rapporto tra i due protagonisti innestando il melodramma sul survival movie. Vediamo Ben gestire a fatica il ricordo doloroso della moglie, mentre Alex sembra molto più risolta. O meglio, sappiamo poco del suo passato e dei suoi desideri. Mancano dialoghi profondi, ricordi, scontri, come invece ci aspetteremmo in una storia giocata solo su due personaggi alle prese con un’esperienza che cambia la vita. Le conversazioni attorno al fuoco non arrivano mai. 

Eppure, Kate Winslet e Idris Elba riempiono lo schermo e sostengono il film fino alla fine, aiutati dalla splendida fotografia. Le riprese sono state fatte in Canada e ci regalano non solo paesaggi grandiosi, ma anche un realismo che incolla lo spettatore allo schermo più della trama. 

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