LEO GULLOTTA/ Lo scherzo della tigre 17 anni dopo: “Mi arrabbiai molto” (Domenica Live)

- Niccolò Magnani

Leo Gullotta, dal coming out all’Alzheimer raccontato al cinema, il grande ritorno in tv del nuovo doppiatore di Woody Allen, dopo la morte dell’amico Oreste Lionello

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Leo Gullotta (LaPresse)

Una clip iniziale ha introdotto l’ospitata di Leo Gullotta a Domenica Live, con i momenti più importanti della carriera del popolare attore, tra cui le sue imitazioni al Bagaglino. “Il nostro è un mestiere difficile, complesso, che pochi conoscono però giochiamo tutta la vita”, ha detto Gullotta. Non sono mancate le sorprese, dal messaggio di Pier Francesco Pingitore a quello di un caro amico dell’attore che ha ripercorso tra le strade catanesi i luoghi della giovinezza di Leo, che ha rivisto con grande commozione. Ma a far sorridere è stato soprattutto lo storico e mitico scherzo a scapito dell’attore nel corso della prima puntata di Scherzi a Parte, avvenuto 17 anni fa, durante il quale Leo non ha negato di essersi molto arrabbiato. Protagonista assoluta fu una tigre che terrorizzò Gullotta per diversi minuti, lasciandolo letteralmente impietrito. “Il gancio che hanno usato era Pamela Prati”, ha ricordato Leo tornando in studio. Balestri dovette interrompere lo scherzo prima del previsto. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

IL RITORNO IN TV DEL MATTATORE SICILIANO

Un grande ritorno in tv negli studi di Domenica Live per uno dei protagonisti della tv, teatro e cinema degli ultimi 40 anni: si tratta del grande Leo Gullotta (per intero, Salvatore Leopoldo Gullotta), 71enne noto al pubblico di Canale 5 per la sua lunga frequentazione al Bagaglino (tra imitazioni e gag comiche che per anni hanno affollato le prime serate Mediaset), che oggi accetta la sfida della D’Urso intervista e torna nella tv dei record della regina di casa Canale 5. Scomparso dalle scene sul piccolo schermo negli ultimi anni, ha mantenuto una forte operosità a teatro e al cinema come doppiatore eccellente, tra i migliori del panorama italiano. Basti pensare che dal 2012, dopo la morte dell’unico e inimitabile “Woody Allen italiano”, Oreste Lionello, è proprio Leo Gullotta a diventare la voce dell’istrionico genio americano: ha sostituito e interpretato al meglio il suo amico decennale sia sulle scene che fuori, Oreste e Leo un coppia che gli amanti del Bagaglino ricordano molto bene. Tra gli ultimi lavori fatti uno molto lodevole anche se davvero poco sponsorizzato dai grandi network; completamente senza compenso e in pieno volontariato, Gullotta ha interpretato un anziano padre malato del temibile Morbo di Alzheimer che scrive alla figlia raccontando dall’insolito punto di vista di un uomo che si ritrova improvvisamente nel tunnel della malattia. «Noi attori abbiamo il dovere morale di veicolare l’informazione e di sostenere progetti che possano accrescere la consapevolezza delle persone su temi molto delicati. Accettando questa sfida, ho voluto che la gente avesse uno spunto in più su cui riflettere e potesse capire maggiormente come vive davvero un malato. Raccontare l’Alzheimer significa innanzitutto rispettare l’uomo che ne è affetto, senza mai dimenticarsi di fargli mantenere una preziosa dignità. Ho cercato di calarmi nei panni di un uomo spaventato dall’arrivo della malattia e terrorizzato dai cambiamenti in atto nella sua testa», ha raccontato in una intervista a Ok Salute il bravo attore siciliano.

UNO DEI PRIMI COMING OUT

Addirittura, dopo aver fatto la felice esperienza nel raccontare l’Alzhemier, non sono stati pochi a ritenere che lui stesso fosse malato del morbo, notizia per nulla vera e girata per mesi sui social senza alcun riscontro reale. Leo Gullotta è poi famoso per un altro motivo nella tv italiana: è stato infatti uno dei primi a raccontare in diretta e sul piccolo schermo della propria omosessualità, uno primo vero coming out che oggi è quotidianità quasi “banale” ma all’epoca rappresentava un ingente dose di coraggio in un mondo spesso falso e ipocrita come quello dello spettacolo. «Sono l’unico uomo di spettacolo omosessuale’. Che Paese ipocrita il nostro!», ha spesso ricordato Gullotta anche nel passato. In una diretta al Maurizio Costanzo Show lo scorso anno, l’attore si è poi scagliato contro quelli che “si vergognano di avere un figlio gay”: «Ho avuto una infanzia eterosessuale – ha detto Gullotta – a 30 anni mi sono accorto che invece del gelato alla crema mi piaceva quello al cioccolato. Non è stato un problema… anzi, è stato molto naturale. Ho una storia da 36 anni, una storia di rispetto. Mi reputo una persona serena». Conoscendo della “fissa” che spesso la D’Urso ha dimostrato su temi etici e i diritti civili, potrebbe essere che Gullotta racconti anche oggi della sua omosessualità e del suo coming out tra i primi nello spettacolo.



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