RAFFAELLO TONON / Il paragone con La Fattoria: “Ho perso dei pezzi ma qui è diverso” (Grande Fratello Vip 2)

- Annalisa Dorigo

Raffaello Tonon ha paragonato la sua esperienza a La fattoria, reality show da lui vinto nel 2005, e quella attuale al Grande Fratello Vip 2: “Qui è tutto diverso”.

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Raffaello Tonon

Raffaello Tonon è entrato in corsa al Grande Fratello Vip 2, proprio come accaduto per Corinne Clery e Carmen Russo. A differenza delle due attrici, però, lui è rimasto in gara ed è giunto dritto dritto alla finalissima, riuscendo a conquistare l’affetto del pubblico. Lui stesso non si sarebbe mai aspettato di vivere così profondamente questa avventura, che gli ha permesso di conoscere Luca Onestini, divenuto in poche settimane il suo amico inseparabile. L’opinionista non è nuovo al mondo dei reality show, considerando che già nel 2005 aveva preso parte e vinto La Fattoria, condotta da Barbara d’Urso. Ma tale precedente esperienza è stata molto diversa, come da lui stesso precisato durante un colloquio con gli altri gieffini: “Mi ha cambiato la vita avendolo vinto, prima Costanzo e poi Barbara non potrò mai dimenticarli. Fu l’inizio della mia carriera, là però tutto era circoscritto. A botta calda pensavo che mi sarei portato dietro quell’avventura tutta la vita. Non è così, ci sono dei pezzi che perdi”.

Raffaello Tonon paragona La Fattoria al Grande Fratello Vip 2

Raffaello Tonon ha paragonato la sua esperienza al Grande Fratello Vip 2 con quella a La Fattoria, reality show da lui vinto nel 2005. In quest’ultimo caso lui e i compagni dovevano dedicarsi al lavoro manuale e avevano poco tempo per concentrarsi su se stessi e sulla propria crescita psicologica. La Casa di Cinecittà offre invece ogni tipo di comodità e obbliga le persone a confrontarsi, mettendo in primo piano i meccanismi psicologici: “Qui è tutto diverso, psicologicamente. Là le giornate le passavi lavorando con le mani, l’essenza del programma era far vedere a chi era a casa come i privilegiati si districavano nella difficoltà della povertà, del lavoro e della convivenza”. Tonon continua precisando: “Qui invece il pubblico vuole vedere come viviamo chiusi in casa, ma da questo caposaldo noi che siamo in questa condizione ci troviamo a mettere in moto dei meccanismi psicologici. Questo fa sì che te lo porterai dietro tutta la vita”.



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