DOMENICA IN VS DOMENICA LIVE/ Ascolti: le sorelle Parodi perdono ancora contro Barbara D’Urso

- Elisa Porcelluzzi

Nuova sconfitta per Domenica In su Rai 1 contro Domenica Live su Canale 5: il cambio di impostazione non solleva gli ascolti del programma condotto dalle sorella Parodi.

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Domenica In, ospiti e anticipazioni

Dopo le prime tre puntate segnate da ascolti insoddisfacenti e dalla triplice sconfitta contro Domenica Live su Canale 5, alla quarta puntata Domenica in ha apportato qualche cambiamento, nella speranza di rimediare a un “tragico” inizio di stagione. La sigla, cantata dalle sorelle Parodi, è stata eliminata: dopo i saluti iniziali, Benedetta ha congedato il pubblico, lasciando la sorella Cristina da sola per oltre due ore. La signora Gori ha intervistato la madre di Michelle Hunziker, Ineke, Valeria Marini (accompagnata dalla madre Gianna) e la cantante Amy Stewart. Benedetta Parodi è riapparsa alle 16.15 in cucina dove ha preparato le “focaccelle” insieme alla campionessa Margherita Granbassi e ha accolto l’ospite musicale Alexia. Alle 17.10 Bendetta è tornata in cucina per un’altra ricetta, prima di lasciare la linea a Bebe Vio con La vita è una figata!

ASCOLTI E COMMENTI

Il cambiamento però non ha portato i risultati sperati: ieri, domenica 5 novembre, Domenica In è stata seguita da 1.971.000 pari al 10,74%, su Canale Domenica Live ha conquistato 2.861.000 spettatori con il 15,56% di share. Implacabili anche i commenti sui social: “Le sorelle Parodi dovranno lavorare molto duramente per salvare il salvabile del loro show domenicale Cri e Bene molti auguri #DomenicaIn”, “#DomenicaIn 10 la prima parte e 8 la seconda… partendo da un tarino del tg fortissimo… è pura disfatta!” e “Botto di #domenicalive con 4.5 milioni il cambio d’impostazione a #DomenicaIn non basta”. Ma il Corriere della Sera, nella rubrica A fil di rete, boccia entrambi i programmi della domenica pomeriggio: “L’impuro è sempre irresistibile. Dietro Barbara D’Urso c’è la fredda determinazione di fare ascolti a qualsiasi prezzo (è la vocazione della tv commerciale, non facciamo i moralisti); dietro le Parodi non c’è nulla, se non una vaga idea di «gusto», di benpensantismo, di passare dai discorsi di strada a quelli del salotto”.



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