Serena Grandi/ A processo per fallimento: creditori chiedono pignoramento del cachet del GF Vip 2

- Silvana Palazzo

Serena Grandi a processo per fallimento: creditori chiedono pignoramento del cachet del GF Vip 2 e della casa in cui risiede. Le ultime notizie sull’attrice, rinviata a giudizio

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Serena Grandi

Guai per Serena Grandi, reduce dall’esperienza al Grande Fratello Vip 2 come concorrente. L’attrice andrà a processo: è stata rinviata a giudizio ieri mattina per il fallimento della società “Donna serena srl” che ha gestito il ristorante “Locanda di Miranda”, aperto nel 2013 nel borgo San Giuliano. Il fallimento era stato dichiarato nel 2015 dal tribunale di Rimini. Ora l’artista 59enne, all’anagrafe Serena Faggioli, dovrà essere giudicata dal prossimo 12 giugno davanti al Tribunale collegiale. Serena Grandi, difesa dall’avvocato Christian Guidi, è accusata, in qualità di legale rappresentante della società, di aver distratto parte dei beni strumentali, usati presso il ristorante, e sottratto libri contabili e altra documentazione obbligatoria per legge relativi alla gestione del ristorante. Stando a quanto riportato da Il Resto del Carlino, la procedura fallimentare della società è tra l’altro ancora in corso davanti al Tribunale fallimentare di Rimini.

SERENA GRANDI A GIUDIZIO: LE CONTESTAZIONI

La “Locanda di Miranda”, prende il nome dal film di Tinto Brass che lanciò Serena Grandi. Il locale finì nella bufera quando i dipendenti accusarono la proprietà di non pagare gli stipendi. Questo l’inizio di un caso che ha portato prima alla chiusura e poi al fallimento del locale. Non è proprio un periodo fortunato per l’attrice: alcuni creditori, ad esempio, hanno chiesto il pignoramento del cachet per la partecipazione al Grande Fratello Vip 2 e della casa dove attualmente risiede. Stando a quanto riportato da Corriere Romagna, la somma relativa alla partecipazione al reality show di Canale 5 per ora resta nelle casse della Endemol. La procura della Repubblica contesta nello specifico la distrazione di beni per 1.424 euro e l’assenza delle scritture contabili: è accusata di essersi impossessata di alcune stoviglie che dovevano finire all’asta per coprire i debiti con i creditori, ritrovate dalla polizia giudiziaria in un immobile riconducibile a Serena Grandi. Non c’è traccia invece di due registri su cui doveva scrivere per leggere la contabilità della locanda. Libri il cui furto ha denunciato ai carabinieri, facendo anche il nome del presunto responsabile. La denuncia venne archiviata dopo una breve inchiesta.



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