IN NOME DEL POPOLO ITALIANO/ Info streaming e trailer del film su Iris con Vittorio Gassman (2 dicembre 2017)

- Cinzia Costa

In nome del popolo italiano, il film in onda su Iris oggi, sabato 2 dicembre 2017. Nel cast: Vittorio Gassman e Ugo Tognazzi, alla regia Dino Risi.  La trama del film nel dettaglio.

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Il film in seconda serata su Iris

Su Iris va in onda il celebre film di Dino Risi “In nome del popolo italiano”. La critica ha apprezzato la pellicola, con qualche riserva: “Non possiede la compattezza di ‘Una vita difficile’ che seguita a restare il film migliore sortiro dagli occhi del regista, attenti all’osservazione della realtà nostrana ma, soprattutto nella prima parte, gli si avvicina nel gusto amaramente critico, feroce a volte, teso ad individuare i molteplici mali che pesano sulla società nazionale e sulla giustizia, una giustizia di classe invecchiata e sopraffatta”, ha scritto Scagnetti sul Paese Sera. Massimo Bertarelli su Il Giornale ha lodato i due protagonisti: “Dino Risi dirige con mano sicura una coppia superba: il misurato Ugo Tognazzi, amaro e sommesso, è più convincente di Vittorio Gassman, a volte eccessivo nei toni grotteschi”. Tra le scene più famose dei due attori quella dell’interrogatorio a Santenocito, clicca qui per vederla. Il film va in onda su Iris a partire dalle 21.00 ma sarà possibile vederlo anche in streaming grazie al portale di Mediaset, sui propri dispositivi mobile cliccando qui

CURIOSITÀ

Dino Risi e la sua pellicola drammatica del 1971, sono i protagonisti indiscussi della prima serata di Iris. Il titolo è In nome del popolo italiano e si basa su un soggetto e sulla sceneggiatura che che sono stati scritti da Age & Scarpelli mentre la produzione è stata firmata da Edmondo Amati e la casa di produzione che ha finanziato il progetto è la International Apollo Films mentre la distribuzione nel nostro Paese è stata eseguita dalla Fida Cinematografica. Il montaggio è stato realizzato da Alberto Gallitti con le musiche della colonna sonora che sono state composte da CarloRustichelli e la scenografia è stata ideata da Luigi Scaccianoce. La pellicola è stata prodotta in Italia nel 1971 e la sua durata è di 99 minuti circa. Il film, anticipa moltissimi dei temi che divennero poi d’attualità vent’anni dopo con lo scandalo di tangentopoli. Nel 1971, In nome del popolo italiano, metteva già in luce problemi come la corruzione dilagante in ogni livello della pubblica amministrazione e la grande discrezionalità dei giudici. Il film riflette anche sulla società del tempo, così simile a quella contemporanea, dove i grandi industriali sono visti con invidia dalla gente comune che nonostante ne critichi i mezzi sogna segretamente di diventare esattamente come loro.

NEL CAST VITTORIO GASSMAN

Il film In nome del popolo italiano va in onda su Iris oggi, sabato 2 dicembre 2017, alle ore 21.00. Una pellicola del 1971 che è stata diretta da Dino Risi (Il sorpasso, Profumo di donna, Una vita difficile) e interpretata da Vittorio Gassman (I soliti ignoti, Riso amaro, Sleepers), che aveva già collaborato con Risi sul set di Il sorpasso e Profumo di donna, Ugo Tognazzi (Il vizietto, La grande abbuffata, Amici miei) ed Ely Galleani (Baba Yaga, 5 bambole per la luna d’agosto, Una lucertola con la pelle di donna). L’attore e doppiatore Enzo Liberti (Se vincessi cento milioni, Assassinio sul Tevere, Pierino contro tutti) non compare mai nella pellicola, ma dà voce a ben 5 personaggi diversi. Ecco la trama del film nel dettaglio.

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO, LA TRAMA DEL FILM

Mariano Bonifazi (Ugo Tognazzi) è un giudice onesto e severo, preoccupato per la diffusione della corruzione nella pubblica amministrazione. Ben presto, il giudice scopre che Lorenzo Santenocito (Vittorio Gassman), un grande imprenditore disonesto, potrebbe essere addirittura implicato in un omicidio. La vittima è Silvana Lazzorini (Ely Galleani), una giovane accompagnatrice per conto di un’agenzia. Fra il giudice e l’imprenditore comincia ben presto una schermaglia continua. Bonifazi, si ostina a voler trovare le prove che coinvolgano Santenocito, mentre il secondo continua ad inventare alibi sempre meno credibili per la notte dell’omicidio. Nel frattempo l’industriale cerca di delegittimare l’autorità del giudice, accusandolo di avere un atteggiamento persecutorio nei suoi confronti. Nonostante un falso alibi costruito ad arte, Bonifazi riesce a fare arrestare Santenocito e a farlo condannare. La sentenza porta Santenocito alla pazzia, quindi l’assassino viene internato in un manicomio criminale. Poco dopo però, Bonifazi viene in possesso del diario segreto della vittima. Grazie al manoscritto il magistrato scopre che le cose non sono andate assolutamente come credeva, e che l’imprenditore era in realtà innocente. Anzi, la vittima si è in realtà suisidata, e le ferite sul suo corpo erano dovute a un incidente automobilistico e non all’efferatezza del killer. Bonifazi si trova così ad un bivio, ovvero la possibilità di distruggere il diario, lasciando in manicomio Santenocito, che rappresenta ai suoi occhi comunque la corruzione dilagante, o riaprire il processo e fare veramente giustizia.



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