VITTORIA PUCCINI/ “Mia madre mi manca da morire, ma mia figlia Elena mi ha insegnato l’affetto”

- Fabio Belli

Vittoria Puccini: “Mia figlia Elena mi ha insegnato l’affetto”. In un’intervista a Grazia, l’attrice racconta il suo concetto di famiglia allargata, prima dell’uscita di Romanzo Famigliare

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Vittoria Puccini

Per Vittoria Puccini, il 2018 che sta per arrivare si rivela potenzialmente ricchissimo, dopo una ritrovata serenità familiare che va di pari passo con l’avventura di Romanzo Famigliare, la fiction che andrà in onda su Rai Uno a partire dal prossimo 8 gennaio. E in un’intervista a Grazie, l’attrice è partita raccontando come si è evoluto il rapporto con l’ex compagno Alessandro Preziosi e con la figlia Elena, che ora ha 11 anni e che secondo l’attrice le ha insegnato ad amare veramente. “Vivo il concetto di famiglia allargata con serenità,” ha spiegato la Puccini: “con Alessandro ho un buon rapporto, il male lentamente sparisce e rimane l’affetto perché abbiamo in comune una cosa molto importante, nostra figlia. Ci confrontiamo, parliamo di lei, vogliamo far crescere Elena insieme e non separatamente. Per questo ci troviamo spesso tutti e tre per qualche pranzo o cena: è una cosa che fa bene a nostra figlia.”

IL RICORDO DELLA MADRE

Vittoria Puccini ha perso la madre 6 anni fa, e a Grazia ha raccontato come nel gestire la sua famiglia sia ancora una fonte di ispirazione: “Vorrei avere la sua immensa generosità: pulita, aperta, incondizionata. Per me è fonte di continua ispirazione. Era una donna attiva, che ha lavorato sempre, consapevole della sua forza, capace di sacrificarsi e spendersi sempre per gli altri. Mi manca terribilmente. Mi manca confrontarmi con lei, ricevere i suoi consigli. Quando accadono questi traumi si crea un vuoto che non si riesce ad accettare: non è possibile elaborarlo del tutto, ma ho capito che è giusto concentrarsi sul bene che mi ha dato, è un modo per dare senso alla sua vita. Perdere una madre prima del tempo è un dolore che fa crescere. È come se ci fosse stato tra di noi un passaggio di consegne: improvvisamente ho avuto la consapevolezza che tutto quello che mi aveva trasmesso era un’eredità che dovevo assolutamente far rivivere, come donna e come madre, a mia figlia. Elena invece mi ha trasmesso l’importanza della fisicità spontanea nel rapporto tra due persone, è qualcosa che mi ha insegnato lei.”

L’IMPORTANZA DI DENUNCIARE LE MOLESTIE

Nell’intervista a Grazia, Vittoria Puccini ha parlato anche del caso Weinstein, delle molestie alle attrici e delle grandi polemiche che sono scaturite in Italia attorno a questo tema: “Credo che oggi gli uomini, prima di abusare del loro potere, stiano più attenti. È una rivoluzione che coinvolge anche noi, vittime di un retaggio culturale che ci portava ad accettare ciò che non era accettabile. A me non è mai capitato di essere oggetto di molestie e mi sono chiesta che cosa avrei fatto se, a 20 anni, mi fosse successo di ricevere “attenzioni” da parte di un uomo potente. Non è facile denunciare: è una violenza intima, che può scioccare, paralizzare ogni donna. E in questo processo mediatico a cui abbiamo assistito, ogni caso è a sé: non bisogna esprimere dei giudizi senza conoscere bene le vicende»

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