Fabrizio Corona / News: punture di botox in carcere? La ricerca della libertà con un lifting al volto

- Linda Irico

Fabrizio Corona, news 24 marzo 2017: nell’udienza di ieri una dipendente della società Atena, riconducibile all’imputato, ha asserito che tutti venivano pagati in contanti

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Fabrizio Corona (Instagram)

Forse Fabrizio Corona in galera non sembra passarsela così male come invece si potrebbe immaginare. Ecco perché Blitz Quotidiano svela un particolare decisamente singolare: in cella iniezioni di botox per mantenersi giovane? A quanto pare, a cadenza periodica il chirurgo plastico Pierfrancesco Bove si recherebbe a San Vittore dall’ex re dei paparazzi per delle iniezioni di filler, botox e vitamine per distendere, tirare e gonfiare nei punti giusti il volto dell’imprenditore catanese. Pelle giovane come un quindicenne ma libertà negata? Forse dovrebbe riconsiderare le sue priorità, non trovate? Nel frattempo in carcere, Fabrizio Corona trova anche il tempo di allenare il suo fisico praticando dello sport per tonificare i muscoli e scaricare l’ansia e lo stress. La cura del corpo quindi, è un aspetto indispensabile per l’ex fotografo dei vip. Attualmente non si conosce quando potrà lasciare il carcere di San Vittore ma, le ultime dichiarazioni da parte di ex collaboratori non lasciano ben sperare. Quando arriverà il suo momento però, l’imprenditore catanese uscirà fuori in splendida forma e senza una ruga: chissà però se questo potrà realmente bastare…

Geraldine Darù racconta Fabrizio Corona e mostra tutta la sua delusione. I tatuaggi a lui dedicati sono molteplici e, a differenza di altre persone lei non li cancellerà. Nella sua deposizione dello scorso martedì ha raccontato nuovamente la sua versione dei fatti, parlando di rapporti d’amicizia molto profondi e duraturi anche con Francesca Persi: “Eravamo una famiglia”. La 39enne ha poi precisato: “Sulla mia pelle ho imparato qualcosa. Non ho mai denunciato Fabrizio, ci tengo a precisarlo, ho solo svolto il mio dovere di cittadina onesta raccontando tutto, quando la questura mi ha chiamata per l’interrogatorio”. E, tre altre deposizioni utili, proprio ieri una delle dipendenti di Corona ha invece confessato: “guadagnava tanto, i clienti facevano la fila per lavorare con noi”. Di seguito, l’ex impiegata ha affermato di essere stata sempre pagata ogni mese ma di aver ricevuto solo denaro contante ed ovviamente in nero. Con questa modalità infatti, veniva pagata anche Geraldine Darù: “Ogni mese – ha spiegato la teste rispondendo alle domande del collegio della prima sezione penale, presieduto da Guido Salvini – Francesca o Fabrizio ci facevano trovare il nostro compenso mensile sulla scrivania. Erano soldi in contanti”.

Durante la sua deposizione in aula nel processo contro Fabrizio Corona, l’ex collaboratrice del fotografo Geraldine Darù ha raccontato ei borsoni pieni di contanti che Francesca Persi, imputata nel processo, le aveva chiesto di custodire, quelli che la Persi avrebbe poi portato in Austria. La Darù ha riconosciuto i pacchi da lei custoditi per una notte in un albergo di Milano nelle foto mostrate dal pm Alessandra Dolci ma, come riporta Repubblica.it, ha voluto sottolineare che “Fabrizio era un gran lavoratore, uno stakanovista”. L’ex dipendente di Atena è stata definita la “grande accusatrice” di Corona ma non lo rinnega e, come scrive Ilgazzettino.it, non ha nessuna intenzione di cancellare i tatuaggi sulla sua pelle che sono dedicati a lui. Davanti ai giudici la Darù ha ribadito che per lei Corona e la Persi erano come una famiglia e ora prova a lasciarsi alle spalle la vicenda spiegando di aver solo detto la verità: “Sulla mia pelle ho imparato qualcosa. Non ho mai denunciato Fabrizio, ci tengo a precisarlo, ho solo svolto il mio dovere di cittadina onesta raccontando tutto, quando la questura mi ha chiamata per l’interrogatorio”. (Aggiornamento di Linda Irico).

Si è tenuta ieri una nuova udienza del processo a Fabrizio Corona, in cui l’ex agente fotografico è imputato insieme alla collaboratrice Francesca Persi per i 2,6 milioni di euro trovati in parte in un controsoffitto e in parte in dei conti in Austria. Il collegio della prima sezione penale, presieduto da Guido Salvini, ha ascoltato la testimonianza di una delle dipendenti di Atena, società di promozione e organizzazione in cui Fabrizio Corona risultava formalmente come collaboratore con stipendio mensile ma che sarebbe stata riconducibile a lui, come scrive Ilgiorno.it. La donna ha affermato: “Guadagnava tanto, i clienti facevano la fila per lavorare con noi”. Per quanto concerne invece le modalità di pagamento, la donna ha affermato di aver sempre ricevuto “pagamenti mensili in contanti”. Con le stesse modalità sarebbero stati pagati anche gli altri lavoratori tra cui Geraldine Darù, a sua volta collaboratrice di Atena e ora sua grande accusatrice. La teste ha spiegato: “Ogni mese Francesca o Fabrizio ci facevano trovare il nostro compenso mensile sulla scrivania. Erano soldi in contanti”. Anche alcuni fornitori di servizi fotografici, secondo quanto riferito in aula dalla testimone, sarebbero stati pagati in contanti. La prossima udienza del processo a Fabrizio Corona si terrà il prossimo 30 marzo e dovrebbe concludersi l’esame dei testimoni del pm. Il 6 aprile dovrebbe invece essere il giorno dell’interrogatorio in aula dell’imputato.

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