VELOCE COME IL VENTO / Sarà vincitore del David di Donatello 2017? Sfida con il film di Virzì

- Francesca Pasquale

Veloce come il vento, il film diretto da Matteo Rovere in concorso in questa edizione 2017 del Premio David di Donatello come miglior film. Diretta su Sky (oggi, 27 marzo 2017).

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David di Donatello 2017

“, pellicola con Stefano Accorsi e di Matteo Rovere uscito lo scorso 7 aprile, si è portato a casa ottime recensioni. Insieme al bravissimo Accorsi, abbiamo trovato sul grande schermo anche Matilda De Angelis, al suo primo film ed anche lei bolognese. La pellicola è ambientata in Emilia Romagna e racconta la storia di Giulia e che per soldi, si trova a fare la pilota di GT. Per vincere cercherà l’aiuto di Loris, fratello maggiore interpretato proprio da Stefano Accorsi ex pilota ritiratosi per una tossicodipendenza. Il rapporto complicato tra i due, verrà abbondantemente sviscerato nell’intera pellicola e, in qualche modo, la figura del fratello è stata ispirata a Carlo Capone, ex pilota del 1957 che nel 1984 vinse il Campionato Europeo Rally con una Lancia Rally 037. Parlando proprio di Capone (che attualmente si trova presso una struttura psichiatrica del Piemonte), il regista Rovere ha affermato: “La sua vita è ai limiti dell’incredibile e noi, attraverso il nostro racconto, lo abbiamo voluto ricordare e omaggiare. Dopo aver lasciato la carriera da pilota, negli anni Novanta, Capone aveva accettato di lavorare come trainer per una pilota, mentre tragicamente scivolava nel tunnel della dipendenza, e così abbiamo deciso di prendere questi personaggi veri e costruirci attorno una vicenda di fantasia ispirata alla loro storia”. In riferimento alla pellicola invece, la Gazzetta dello Sport ha scritto: “E’ schietta come un bicchiere di Lambrusco dell’Emilia. Arrivi alla fine e hai anche versato qualche lacrima, ma soprattutto hai tifato e corso in macchina accanto ai due protagonisti”. Secondo i bookmakers tra “Veloce come il vento” e “La pazza gioia” attualmente è un testa a testa: chi vincerà? (Aggiornamento di Valentina Gambino)

Tra poche ore si celebra l’edizione 2017 dei Premi David di Donatello con diretta sulla piattaforma di Sky per la conduzione di Alessandro Cattelan. Una eccezionale occasione per rivivere tutto il meglio dell’ultimo anno solare per quanto concerne il cinema italiano. Tra le pellicole maggiormente attese c’è Veloce come il vento candidato in ben sedici categorie tra cui quella per il Miglior Film. Un lavoro cinematografico nato da una coproduzione tra Rai Cinema e Fandango con la regia di Matteo Rovere il quale ha dato il proprio contributo anche per quanto concerne il soggetto e la sceneggiatura assieme a Filippo Gravino e Francesca Manieri. Il montaggio è stato curato da Gianni Vezosi, le musiche della colonna sonora sono di Andrea Farri mentre nel cast figurano Stefano Accorsi, Matilda Angelis, Paolo Graziosi e Lorenzo Gioielli. In attesa di conoscere il responso della giuria, conosciamo meglio questo film con la trama.

Nel film viene raccontata la storia di una giovane ragazza di nome Giulia che sta per realizzare il suo sogno di diventare una pilota di macchine da corsa. Viene ingaggiata da un team ma alla prima gara del campionato, per Giulia e per il fratellino Nico c’è da fare i conti con l’improvvisa morte del padre colto da un infarto. Al suo funerale si rifà vivo a distanza di oltre dieci anni il fratello maggiore Loris assieme alla sua compagna. Loris era un pilota di grande talento che tuttavia ha gettato via la sua carriera per via della droga. Ora ha deciso di far ritorno a casa con Giulia che lo riaccolgono anche perché essendo minorenni, è l’unico modo per evitare l’arrivo dei servizi sociali. Ben presto Loris si renderà utile a Giulia mettendo a disposizione la sua esperienza maturata nel mondo delle corse anche perché su di loro grava un vecchio debito del loro genitore che per essere saldato richiede la vittoria del campionato da parte di Giulia. Loris si dimostrerà fondamentale per l’estinzione del debito riuscendo a rinsaldare i rapporti con i propri fratelli.

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