DON CAMILLO MONSIGNORE…MA NON TROPPO/ Su Rete 4 il film con Fernandel. La diretta streaming( 21 maggio 2017)

- Cinzia Costa

Don Camillo monsignore… ma non troppo, il film in onda su Rete 4 oggi, domenica 21 maggio 2017. Nel cast: Gino Cervi e Fernandel, alla regia Carmine Gallon. Il dettaglio.

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Il film in prima serata su Rete 4

Rete 4 ci propone stasera, domenica 21 maggio 2017, il film “Don Camillo…Monsignore ma non troppo”, in onda dalle 21.30. La pellicola del 1961 è il quarto episodio della saga ed è diretta da Carmine Gallone. Il film sarebbe dovuto essere il capitolo conclusivo ma l’ottimo successo al botteghino spinse a girare un ulteriore capitolo. Come sempre le riprese esterne sono girate a Brescello e Boretto. In questo film Don Camillo viene promosso monsignore e viene trasferito a Roma. Anche Peppone, eletto in Parlamento, deve lasciare l’Emilia per la Capitale. Entrami si ritrovano a soffrire di nostalgia, ma l’ennesima contesa fa i cittadini di Brescello li obbligherà a tornare a casa. In una scena tratta dal film vediamo Don Camillo dare un passaggio a Peppone fino alla stazione, dove deve prendere il direttissimo per la Capitale. I due si scambiano frecciatine per tutto il viaggio e quando scende Peppone offre al sacerdote il suo biglietto da visita, perché “potrebbe sempre servire, basta una telefonata”. Con la stessa motivazione, don Camillo ricambia donandogli un santino e specifica “non serve neanche la telefonata”. Vi ricordiamo che oltre a poter vedere “Don Camillo…Monsignore ma non troppo” sintonizzandovi su Rete 4, potrete seguire la pellicola anche in diretta streaming sul sito di Mediaset, effettuando il login qui. Per vedere la scena potete invece cliccare qui.

‘ – Don Camillo monsignore ma non troppo è il film che andrà in onda su Rete 4 oggi, domenica 21 maggio 2017. Una pellicola di genere commedia diretta da Carmine Gallone che si è occupato anche della sceneggiatura con Leonardo Benvenuti e Piero De Bernardi, il soggetto è stato invece scritto da Giovannino Guareschi. La pellicola è stata prodotta in Italia in bianco e nero nel 1961 e la sua durata è di 117 minuti circa. Inizialmente, “Don Camillo monsignore… ma non troppo” sarebbe dovuto essere l’ultimo film di questa fortunata serie, basata sui personaggi creati dalla penna di Giovannino Guareschi. Tuttavia, il notevole successo al botteghino della pellicola (un miliardo di lire dell’epoca) convinse i produttori a girare un nuovo episodio che vide la luce nel 1965 e fu diretto da Luigi Comencini (“Il compagno don Camillo”): e di sequel ce ne sarebbe stato anche un altro, ma “Don Camillo e i giovani d’oggi” (1970) non fu mai completato a causa della malattia che colpì Fernandel, portandolo alla morte. A proposito dell’opera, va detto che alcuni degli episodi sono stati mutuati da diversi racconti di Guareschi, e non da uno solo, inoltre, vi sono dei riferimenti a fatti realmente accaduti nel 1960, quando alcuni militanti del PCI morirono a Reggio Emilia dopo gli scontri con la polizia. ne, a proposito dei “bloopers” scovati in “Don Camillo monsignore… ma non troppo” (ovvero gli anacronismi, le incongruenze e gli errori presenti nelle scene), sul sito www.moviemistakes.com ne sono segnalati diversi. Ad esempio, quando viene montata una campana su una costruzione di tubi è improbabile che quest’ultima regga a causa del notevole peso della campana stessa; inoltre, in una scena Peppone viene accompagnato alla stazione di Castelnuovo di Sotto ma lì, in realtà, transitano solo treni minori e non il direttissimo per Roma. Infine, viene mostrata una copia della “Gazzetta di Parma” che parla della “crisi dei missili” tra USA e URSS, ma il riferimento temporale è al mese sbagliato.

, il film in onda su Rete 4 oggi, domenica 21 maggio 2017 alle ore 21.30. Una pellicola di genere commedia realizzata a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta che ha visto protagonisti la coppia formata da Gino Cervi e Fernandel (nome d’arte di Fernand-Joseph-Désiré Contandin), nei panni rispettivamente del sindaco e del parroco del comune di Brescello. il film è arrivato nelle sale cinematografiche nel 1961, “Don Camillo monsignore… ma non troppo” è un piccolo classico del cinema italiano e non è al primo passaggio televisivo.

La pellicola diretta dal regista ligure Carmine Gallone è infatti una classica commedia all’italiana, ambientata in uno dei centri della provincia emiliana e riflette in pieno non solo le divisioni politiche dell’epoca, ma anche lo spirito di una società definitivamente scomparsa. Nel cast del film, oltre a Gino Cervi (nei panni di Peppone) e Fernandel (don Camillo), figurano anche Leda Gloria (Maria Bottazzi) e Gina Rovere (Gisella Marasca).

Le vicende sono ambientate nel 1960, a Brescello, e prendono spunto dal film precedente, con don Camillo che è stato nominato monsignore dai suoi superiori (così da essere mandato via a Roma) e Peppone che divenuto senatore è stato in qualche modo allontanato anch’egli dalla carica di sindaco dai dirigenti del PCI.

Ad ogni modo, le loro strade si incontreranno di nuovo dopo tre anni, nel corso di un viaggio in treno che li riporta al loro paese, qui ricominceranno i dissidi e i reciproci dispetti, soprattutto in relazione alla costruzione di una casa popolare dove sorge una cappella votiva ma anche per via del matrimonio del figlio di Peppone, combattuto se celebrare le nozze in chiesa o con rito civile, alla fine, un compromesso permette sia a don Camillo, sia a Peppone, di far valere le proprie ragioni. Tuttavia, due degli episodi-cardine attorno ai quali ruota il film sono la riconciliazione di una coppia (formata da un uomo del sud fortemente tradizionalista e la sua compagna, smaliziata militante comunista) e soprattutto la vincita al Totocalcio di Peppone, l’ex sindaco, per non essere scoperto dai compaesani, è costretto a chiedere aiuto al monsignore, ma l’equivoco è dietro l’angolo…



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