Nicolò Bongiorno/ Quella volta che disse: mio padre totalmente assente (Matrix Chiambretti, puntata 26 maggio)

- Francesca Pasquale

Il regista Nicolò Bongiorno figlio dell’indimenticato Mike è tra gli ospiti dell’ultimo appuntamento stagionale di Matrix Chiambretti in onda su Canale 5.

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Mike Bongiorno, Wikipedia

Per ricordare Mike Bongiorno stasera a Matrix Chiambretti ci sarà anche il figlio Nicolò Bongiorno, proprio oggi che il famoso conduttore avrebbe compiuto novantatré anni. Diverso tempo fa stupirono le parole proprio di Nicolò al Corriere, al quale sottolineò: “Avere un padre come Mike Bongiorno è una eredità molto pesante. Non ci ha mai aiutato nel lavoro per quella vecchia impostazione americana che bisogna farsi da soli. Non mi dava condizi se non indicazioni di base. Diceva sempre che la televisione era un mezzo che si rivolge al grande pubblico quindi non bisogna fare gli intellettuali con la puzza sotto il naso. I programma devono essere divulgativi e mai di nicchia ma non solo per l’audience. Mio padre era totalmente assente. Lo vedevamo più in televisione che a casa. Per fortuna nostra madre è stata sempre molto presente. Era un uomo del novecento e pur essendo devoto alla famiglia non era casalingo e non aveva un attaccamento fisico ai suoi figli. Ci ha trasmesso valori morali importanti come la serietà nei rapporti umani e nel lavoro oltre l’impegno nello sport e l’umiltà”. (agg. di Matteo Fantozzi)

In questo venerdì 26 maggio il grande Mike Bongiorno avrebbe compiuto 93 anni di età. Una ricorrenza che non è sfuggita a Piero Chiambretti, suo partner nella conduzione di uno storico Festival di Sanremo, il quale ha deciso di dedicare un ampio spazio al ricordo di Mike in questa ultima puntata stagionale di Matrix Chiambretti. Tra l’altro sarà ospite in collegamento da Zagabria uno dei figli di Mike Bongiorno, Nicolò. In attesa di conoscere qualche divertente aneddoto sulla vita di uno dei più grandi conduttori televisivi italiani di sempre, vi segnaliamo come il buon Nicolò sta lavorando su una trilogia cinematografica che sarà dedicata all’esplorazione in Montagna, grande passione del suo illustre papà. In una recente intervista rilasciata a la Repubblica, il giovane cineasta ha sottolineato: “La pellicola rievoca la prima ascensione ma è anche viaggio interiore e metafora del rapporto tra me e mio padre”.

In una lunga intervista rilasciata al quotidiano La Repubblica, Nicolò Bongiorno ha parlato del rapporto con il padre Mike e dei suoi prossimi lavori cinematografici tutti dedicati alla montagna. Bongiorno ha precisato: “È stato un modo per avvicinarmi a mio padre, ricordarlo attraverso questa scalata. Lui mi ha trasmesso la passione per la montagna. Il film si può leggere in tanti modi. È un documentario storico, sulla prima ascensione sul Cervino, 152 anni fa… Ha ricordi di suo padre sulla Gran Becca? Le immagini reali si confondono con quelle della pubblicità. Nel periodo in cui faceva gli spot per la Grappa Bocchino, avevo nella mia cameretta un grande poster di lui in cima al Cervino. Una fotografia scattata proprio nel 76, l’anno in cui sono nato. Amava l’alpinismo? No, amava sciare. Ma era amico di alpinisti. Spesso parlava di Messner, seguiva la carriera di questi personaggi”.



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