ELENA FERRANTE/ Presto una serie tratta da “L’amica geniale”

- Fabio Belli

Elena Ferrante: presto una serie tratta da “L’amica geniale”. La scrittrice, di cui non si conosce l’identità, rivela al New York Times i particolari dell’opera diretta da Saverio Costanzo

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Elena Ferrante, una serie dai suoi libri

Nessuno sa chi si nasconda davvero dietro il nome della scrittrice Elena Ferrante. Quel che è certo è che le sue opere sono sempre sulla cresta dell’onda ed è notizia recente che il regista Saverio Costanzo realizzerà una serie di otto episodi sulla tetralogia legata al suo libro “L’amica geniale”. In un’intervista-verità al New York Times Elena Ferrante si è raccontata senza veli, parlando innanzitutto della realizzazione della serie come di un’opportunità inedita e importante, considerando come la narrazione possa prendere nuova vita e la storia de “L’amica geniale” coinvolgere anche chi non è appassionato di letteratura. L’amicizia con Saverio Costanzo è stata decisiva per la Ferrante per accordarsi in merito alla realizzazione della serie, con la scrittrice che ha avuto un ruolo attivo anche nella produzione, essendo presente nei momenti più importanti della realizzazione.

Riguardo la vera identità di Elena Ferrante si sono fatte molte ipotesi, e la voce generale è quella che la scrittrice sia in realtà Anita Raja, la moglie di un altro nome noto della letteratura italiana, ovvero Domenico Starnone. Resta il fatto che i suoi lavori hanno avuto un successo planetario ed il New York Times si è soffermato sulla decisone inaspettata di concedere i diritti de “L’amica geniale” per la realizzazione della serie di Saverio Costanzo. Secondo la Ferrante la sceneggiatura ricavata dalla sua opera potrebbe diventare un successo planetario alla stregua de “Il trono di spade”, anche se la scrittrice ha ammesso come la complessità dell’intreccio di questa serie sia praticamente irraggiungibile. Al di là della complessità della trama, Elena Ferrante si è augurata che il lavoro di Saverio Costanzo mantenga a tutti gli effetti il realismo delle sue opere, senza trasformare “L’amica geniale” in una sorta di favola moderna.



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