ELLEN PAGE/ Minacce di morte su Instagram: quando l’hating diventa reato

- Rossella Pastore

Ellen Page risponde agli insulti e alle minacce su Instagram denunciando il suo “hater” alla polizia di LA; la piaga del cyber-bullismo e altri casi “celebri”.

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Ellen Page

GLI INSULTI A ELLEN PAGE

Ellen Page ha appena denunciato un hater. A riportare la notizia, il magazine online TMZ, che raccoglie alcuni degli insulti più eclatanti incassati dall’attrice nelle ultime settimane (“lying worthless Canadian” e “b**ch actress”, tra gli altri). Non mancano vere e proprie minacce di morte: “She needs to die in my hands” (“Deve morire tra le mie mani”) e “I find Ellen and kidnap her and kill her throat and let everyone see it on my Instagram” (“La rapisco, la sgozzo e poi posto la foto su Instagram”). La polizia di Los Angeles è riuscita a ottenere un mandato di perquisizione (procedura di prassi nell’imputazione dei crimini sul web), ma il colpevole non è ancora stato identificato. Nonostante la brutta esperienza, Ellen ha continuato a postare sui suoi account social sino a poche ore fa. L’attrice è attualmente impegnata sul set di Flatliners, il remake di Linea mortale che la vede protagonista al fianco della collega e amica Kate Mara.

CASI CELEBRI

Non si tratta affatto del primo caso di hating online che sfocia in un vero e proprio reato: solo pochi mesi fa, la star nostrana Bebe Vio fu vittima di una campagna di odio a cui scelse di rispondere denunciando. “Ci vuole una risposta decisa a questi comportamenti. Sono amareggiata perché sono anni che do tutta me stessa e lotto per gli altri. Sono delusa perché mi fanno tristezza le persone che usano internet per insultare”, dichiarò a tal proposito. Nella stessa occasione, Bebe Vio si fece promotrice di un’ironica campagna “a favore”, si fa per dire, degli hater. La campagna, ribattezzata “per l’asociale”, consisteva nell’invito a una donazione alquanto particolare: “Dona un neurone a un hater”, scherzava Bebe nella clip mandata in onda su Sky Uno: “Se gliene doni uno, avrai già raddoppiato il numero dei suoi neuroni”. E ancora: “È tempo di unirsi nella lotta ‘asociale’ contro tutti quei disagiati che passano le loro giornate chiusi nelle loro stanzette a insultare gli estranei”.

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